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giovedì 28 luglio 2016

FCA: il focus sui numeri del trimestre


Fiat Chrysler Automobiles festeggia. Il gruppo ha, infatti, chiuso il secondo trimestre con un EBIT adjusted in progresso del 16% a 1,6 miliardi di euro e un margine in crescita al 5,8% (+90 punti base).
Ma guardiamo i numeri nel dettaglio.
Le consegne globali delle società consolidate sono state pari a 1.175.000 unità, con il calo dell’1% principalmente attribuibile ad APAC per effetto del passaggio alla produzione locale di Jeep in Cina.
Le consegne globali complessive (incluse le joint venture) sono salite dell’1% a 1.233.000 unità, con la riduzione registrata in LATAM più che compensata dall’incremento in EMEA.
I ricavi netti di 27,9 miliardi di euro, sono in flessione del 2% (+1% a parità di cambi di conversione).
EBIT adjusted è stato in crescita del 16% a 1.628 milioni di euro, più che raddoppiato in EMEA e margini in aumento per tutte le Region e per i Componenti.

EBIT in calo del 14% a 1.060 milioni di euro, principalmente per costi di 414 milioni di euro per richiami relativi ai dispositivi di gonfiaggio degli airbag forniti da Takata.

Altri dati

  • Debito netto industriale in calo di 1,1 miliardi di euro rispetto a marzo 2016 grazie al forte flusso di cassa della gestione operativa.
  • Quota di mercato in crescita al 12,7% (+30 pb) negli Stati Uniti e al 6,8% (+40 pb) in Europa; confermata la leadership di mercato in Brasile con una quota del 17,8%.
  • Vendite di Jeep a livello globale in rialzo del 16% con incrementi in tutte le Region.
  • Moody’s Investors Service ha innalzato da “B1” a “Ba3” il corporate rating di FCA e da “B2” a “B1” con outlook “Stabile” il rating sulle obbligazioni emesse o garantite da FCA.

EBIT ADJUSTED

  • Continue ottime performance per NAFTA, EMEA e Componenti.
  • Margine di NAFTA in aumento di 20 pb al 7,9%, quello di EMEA più che raddoppiato al 2,5%.
  • Miglioramento di LATAM che chiude in pareggio nonostante il protrarsi delle difficili condizioni di mercato.
  • Margine di Maserati in forte progresso rispetto al primo trimestre 2016, dal 3,1% al 6,2%.

UTILE NETTO

In aumento per effetto della robusta performance operativa di NAFTA, EMEA e Componenti, oltre al miglioramento di LATAM, in parte compensati dagli oneri per richiami relativi ai dispositivi di gonfiaggio degli airbag forniti da Takata
Oneri finanziari netti in calo di 128 milioni di euro a 491 milioni di euro per effetto della riduzione dell’indebitamento lordo e dei rifinanziamenti a tassi più favorevoli
Imposte sul reddito in calo di 102 milioni di euro a 248 milioni di euro per l’effetto fiscalesui costi per richiami relativi ai dispositivi di gonfiaggio degli airbag forniti da Takata.

Exor invece va all’estero.

Cosa cambia per gli azionisti

Exor ha approvato il progetto di fusione transfrontaliera per incorporazione di Exor in Exor holding n.v., società olandese interamente controllata da Exor, che all’esito della fusione sarà la nuova società holding. 
Ogni azionista di EXOR riceverà 1 Azione Ordinaria EXOR N.V., che attribuirà 1 diritto di voto per ogni azione EXOR detenuta. 
Le Azioni Ordinarie EXOR N.V.
saranno quotate esclusivamente sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana. 
EXOR N.V. adotterà un meccanismo di fidelizzazione che premia gli azionisti di lungo termine: per ogni Azione Ordinaria EXOR N.V. detenuta ininterrottamente per un periodo di 5 anni, gli azionisti avranno diritto, al termine di tale periodo, a 5 diritti di voto e, per ogni Azione Ordinaria EXOR N.V.

posseduta ininterrottamente per un periodo complessivo di 10 anni, gli azionisti avranno diritto, al termine di tale periodo, a 10 diritti di voto. 
Il prezzo dovuto agli azionisti che eserciteranno il diritto di recesso è pari a Euro 31,2348 per ogni azione. Il prezzo di chiusura delle azioni EXOR alla data odierna è pari ad Euro 33,51. 
La GAC, che ad oggi detiene il 52,99% del capitale emesso di EXOR, ha confermato il suo pieno sostegno all’operazione. 
L’operazione non ha impatti sulle società controllate da EXOR, i cui impegni industriali e fiscali rimangono invariati, in ognuno dei paesi dove esse operano. 
John Elkann, Presidente e Amministratore Delegato di EXOR, ha dichiarato:
negli ultimi dieci anni abbiamo continuato a semplificare la nostra organizzazione e a svilupparci seguendo l’evoluzione dei nostri business.

I nostri principali investimenti hanno già riorganizzato le proprie strutture societarie per riflettere meglio la loro attività globale ed è quindi naturale che EXOR si allinei a loro. La proposta che avanziamo oggi ci consente di ottenere una struttura societaria più semplice e rappresenta un ulteriore importante passo avanti nel percorso di sviluppo di una holding come EXOR che opera in tutto il mondo.
Inoltre il meccanismo di fidelizzazione incentiverà gli azionisti che investono sul lungo termine e sono felice che questo progetto abbia già ricevuto il sostegno di istituzioni e di imprenditori di grande successo a livello mondiale, alcuni dei quali siamo orgogliosi di avere già come attuali azionisti.
Autore: Forexlibero.com Fonte: News Trend Online

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