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lunedì 25 luglio 2016

Eurostoxx snobba il Cigno nero Brexit

Oltre ogni più rosea aspettativa la reazione arrivata il primo lunedì post-trauma Brexit riporta i listini azionari europei ai livelli del 23 giugno annullando così quanto accaduto nelle ore successive all’esito del referendum britannico.
Molto meglio fanno i mercati azionari Oltreoceano con S&P500 e Dow Jones che dopo oltre un anno tornano a segnare nuovi massimi storici assoluti e il Nasdaq a un passo dal record.
La reazione positiva che i mercati azionari hanno dimostrato fanno ben sperare per il futuro anche se non bisogna dimenticare che da oltre un anno continua la doppia marcia tra i listini europei e quelli Usa.

Per i primi i massimi 2015 rimangono lontani con una perdita media superiore al -20% e con il nostro FtseMib che supera addirittura il -30% dai top raggiunti lo scorso luglio.
GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX
A distanza di un mese, quello che poteva sembrare un passo falso dei Big Investors ha cambiato segno: l’evento Brexit è stato un piccolo cigno nero che non ha intaccato le posizioni delle Mani Forti che hanno preferito rimanere impostate al rialzo, nonostante il pessimismo dopo l’esito referendario.
Dal grafico volumetrico dell’Eurostoxx è evidente come il trend rialzista sia ancora ben saldo anche se in queste ultime settimane i volumi veleggiano sui massimi annuali con meno convinzione di poche settimane fa.
GRAFICO VOLUMETRICO FTSEMIB
Diversa l’impostazione sul nostro indice azionario FtseMib che continua a non essere oggetto di attenzione da parte dei Big Investors con una tendenza decisamente ribassista iniziata esattamente un anno fa, sui massimi di metà luglio, che continua a condizionare la debolezza del nostro listino che, infatti, risulta essere il peggiore nel Vecchio Continente con una perdita che da inizio anno supera il -20%.

ANALISI OPERATIVA

Lascia dubbiosi assistere ad un atteggiamento prudente da parte degli investitori nonostante gli indici a stelle e strisce dopo 14 mesi rompono al rialzo i massimi storici senza fare troppo rumore, come se oramai sia un evento scontato.
Continuano a prevalere i fattori negativi di una economia globale ancora debole e il riecheggiare del brumito degli orsi, che scorgono motivi ribassisti teoricamente validi, ma non sembrano tecnicamente intaccare un mercato toro che oramai ha superato i sette anni di vita.

Questa prevalenza di cautela ancora non registra il classico movimento euforico al rialzo che decreta la fine del mercato toro.
Statisticamente negli ultimi 15 anni il periodo agosto-settembre ha registrato elevata volatilità e vedere gli indicatori di volatilità sui minimi dell’ultimo decennio non è un segnale positivo.
Le prossime settimane potranno essere caratterizzate da forti escursioni anche al ribasso ma sino a che non si ravviseranno chiari segnali tecnici negativi il trend Oltreoceano continuerà a rimanere rialzista mentre in Europa sarà bene continuare ad utilizzare prudenza avendo un quadro tecnico decisamente diverso.
L’ombrello di protezione della Fed che da inizio anno continua a gridare “Al lupo, al lupo” su un prossimo rialzo dei tassi rimandato poi mese dopo mese, sembra non spaventare più gli operatori finanziari che preferiscono affidarsi più alle loro previsioni che alle dichiarazioni delle Banche Centrali.
Ma è bene fare attenzione, senza dimenticare quale fine fece il lupo.

EUROSTOXX – Livelli operativi da monitorare (Future scadenza 2016)

Resistenze: 3005 – 3050 - 3110 (ritorno della forza rialzista)
Supporti: 2870 – 2730 (solo la violazione sotto i livelli di supporto saranno segnali di debolezza)
Autore: Federico Izzi Fonte: News Trend Online

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