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martedì 5 luglio 2016

Crolla il prezzo delle case a Londra: come approfittarne?


Che il referendum inglese abbia portato lo sconquasso su più fronti lo si sapeva già. Anzi, lo si sapeva anche in anticipo.

La frattura interna

Quello che invece non ci si aspettava era la frattura all’interno della stessa nazione inglese, frattura che ha visto Londra e la Scozia votare compatte per restare nell’Unione mentre il resto del Regno ha preferito dividersi.

Le conseguenze, inattese, di un risultato del genere, hanno portato anche a paradossi come quello del crollo del valore degli immobili a Londra, favorito anche dal crollo della sterlina, e dell’aumento esponenziale di richiesta di abitazioni in Scozia, a sua volta intenzionata a diventare membro Ue una volta riconquistata un'ipotetica indipendenza attraverso un altrettanto ipotetico referendum. 

Come sfruttare l’occasione? 

In realtà il calo dei prezzi era già stato pronosticato dalle stime antecedenti il referendum stesso che parlavano di un calo del 18%, stime che si trasformano in 10% secondo il ministro del Tesoro inglese; cifre che sebbene inizialmente esagerate, potrebbero essere anche veritiere, per i più pessimisti, sull’immediato, ovvero ora che la Brexit è diventata realtà e le incertezze si sono concretizzate su più fronti a cominciare proprio da quello immobiliare. 
Incertezze che coinvolgono anche lo stesso svolgersi del divorzio: in caso di un processo tranquillo e senza imprevisti si potrebbe andare da un calo del 3% al 5% per i prossimi 3 anni, stando alle stime di alcune agenzie immobiliari.

inizialmente c’era anche la paura di un rialzo dei tassi con mutui più cari per gli inglesi, anche se la Bank of England ha già parlato di una presenza costante per la stabilizzazione del costo del denaro.Proprio di poco fa la notizia confermata dalla BoE di un calo dei flussi commerciali stranieri nell'immobiliare, pari al 50%. 

Ora o mai più? 

Ed è proprio la parola stabilizzazione che adesso è quella che potrebbe indicare la via: la tempesta è in corso e il futuro, una volta regolate le direttive generali che permetteranno alla nazione inglese di iniziare il suo cammino, farà sicuramente intravedere una ripresa del settore.

Ma a al di là delle cifre una sola è la domanda che nasce spontanea tra chi vuole investire: è il caso di comprare o no? La sterlina è in calo, arrivando a toccare i minimi da oltre 30 anni nelle fasi immediatamente successive alla pubblicazione dei risultati, e una sua debolezza futura farebbe presupporre una situazione favorevole per chi compra dall’estero ed è interessato a occasioni di pregio, a svantaggio, a questo punto ovvio, di chi invece usa la divisa nazionale sempre più debole. 

Fonte: News Trend Online

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