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martedì 26 luglio 2016

C’è del Moat nei finanziari americani


Finanziari più pesanti nell’indice Morningstar Wide Moat. Nell’ultimo aggiornamento del paniere composto dalle stock con ampio vantaggio competitivo e valutazioni convenienti, gli analisti hanno aggiunto Berkshire Hathaway, The Western Union, Wells Fargo e American Express (già presenti erano State Street, MasterCard, Visa, US Bancorp e Bank of New York Mellon), facendo salire il peso del comparto al 21%, in linea con quello del settore healthcare e Consumer Cyclical.
Le promozioni, comunque, non sono frutto di meriti propri.

Alcuni declassamenti nel Moat subiti da altre società e la risalita del prezzo degli energetici hanno difatti permesso ai titoli finanziari di scalare le posizioni all’interno del gruppo delle Wide Moat Stock.

Brilla l'industria delle carte di credito

Quello che però non passa inosservato è la presenza dei tre maggiori gruppi nel settore delle carte di credito, per le quali il vantaggio competitivo è il risultato dell’effetto network che si viene a creare tra i detentori di tali strumenti e gli esercizi commerciali.

Visa, MasterCard e American Express sono strumenti di pagamento accettati in tutto il mondo e questo li rende appetibili da tutti i risparmiatori in cerca di una carta di credito. Allo stesso modo, il fatto che siano tra le più richieste tra il pubblico fa si che i negozi le accettino per i pagamenti.
E questo genera un circolo virtuoso che si autoalimenta.
Tra le tre, Visa è quella che riesce ad avere una gestione operativa più efficiente. Negli ultimi tre anni il gruppo americano ha aumentato la sua profittabilità portando il margine operativo sopra il 60%, rispetto al 50% di MasterCard e al 23% di American Express.

Una transazione su due realizzata con carta di credito e tre su quattro di quelle eseguite con carta di debito seguono il circuito Visa e questo permette alla società statunitense di realizzare elevate economie di scala. Gli ingenti investimenti in tecnologia, sicurezza e marketing, insieme alla capacità di operare in numerosi contesti, seguendo legislazioni e regolamentazioni diverse, creano inoltre barriere all’ingresso difficili da superare da parte dei nuovi possibili competitor.
“Nei prossimi anni ci aspettiamo una crescita dell’utilizzo di sistemi di pagamento alternativi al denaro che promette di aumentare ulteriormente i volumi delle transazioni effettuate all’interno dei circuiti Visa.

Ma ci sono dei rischi: come la progressiva sostituzione delle carte di credito con altri mezzi di pagamento elettronici”, dice Jim Sinegal analista azionario di Morningstar. “Prevediamo che il gruppo raddoppi gli investimenti in capitale per affrontare il cambiamento tecnologico e che questo si traduca in una contrazione dei margini di profitto”.
Al momento il titolo è scambiato a un tasso di sconto del 25% circa rispetto al fair value che è pari a 104 dollari per azione (report in data 21 luglio 2016).

Buffett, maestro di valore

Berkshire Hathaway è riuscita a risalire le gerarchie del paniere Wide Moat index e continua a essere scontata del 15% rispetto al fair value di 170 dollari (il valore si riferisce alle azioni di classe B, il report è stato pubblicato in data 15 luglio 2016), nonostante il titolo si sia apprezzato del 9% da inizio anno.

L’Economic moat della società deriva dalla capacità del patron Warren Buffett di acquisire aziende che godono di una posizione di vantaggio all’interno del proprio settore. L’abilità del management, inoltre, è quella di comprare le attività a prezzi vantaggiosi, come  testimoniato dalla crescita costante del rapporto Prezzo/Book Value (Valore dell’attivo totale per azione) a un tasso del 19% negli ultimi cinquanta anni (fatta eccezione per il 2001 e il 2008 in cui si è registrata una decrescita).
“Recentemente Berkshire ha acquisito Precision Castparts, società attiva nella produzione di componenti per la fabbricazione dei motori degli aeromobili, e sembrerebbe in procinto di presentare un’offerta per l’acquisto di Oncor Electric Delivery (attraverso la sua controllata Berkshire Hathaway Energy)”, dice Andrew Bischof analista azionario di Morningstar.

“Uno dei maggiori problemi per la holding, oltre a quello legato alla successione di Buffett, è quello di aggiungere al suo portafoglio delle aziende che siano in grado di creare valore e che allo stesso tempo siano grandi abbastanza da contribuire alla crescita del Book value del gruppo”. 
Di Francesco Lavecchia
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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