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martedì 5 luglio 2016

Cautela sul risparmio gestito, ma diversi temi sono da cavalcare


Nei giorni scorsi il settore del risparmio gestito è finito sotto i riflettori di Equita SIM, i cui analisti hanno ribadito un atteggiamento cauto sul comparto, tanto da confermare nel complesso una raccomandazione "underweight". 
Il motivo è presto spiegato visto che secondo gli esperti, malgrado la generale discesa delle quotazioni, i titoli del risparmio gestito non hanno ancora un profilo rischio/rendimento interessante.

Equita SIM cauta sul risparmio gestito

Gli analisti continuano a essere cauti sui mercati azionari e credono che i titoli di questo comparto trattino a multipli non sufficientemente bassi se si tiene conto che siamo in una fase di "late bull market".


La ragione principale della cautela di Equita SIM è che sul fronte dei margini i rischi sono decisamente peggiorati negli ultimi mesi.
Questo è dovuto ad un ulteriore ribasso dei tassi sui titoli di Stato, in parte per le politiche accomodanti delle Banche Centrali e in parte per i dati macroeconomici tutt`altro che brillanti.
A ciò si aggiunga la riduzione dei tassi sui titoli obbligazionari investment grade a causa degli acquisti della Bce e della ricerca di rendimento degli investitori. In terzo luogo si fa riferimento alla performance negativa delle Borse mondiali.
Per gli analisti le aziende si trovano quindi di fronte alla prospettiva di rendimenti lordi "normalizzati" molto più bassi che in passato, sempre meno compatibili con i costi tipici dei prodotti.


Gli esperti si aspettano pertanto un graduale e fisiologico calo delle commissioni che hanno incorporato nei modelli dal 2017 in poi. Inoltre, hanno tenuto conto del calo di asset in gestione dovuto alla performance negativa dei mercati. Equita SIM ha deciso di ridurre in media le stime di utile 2017 e i target price dei vari titoli nell'ordine del 10%.

Le strategie sui titoli di Piazza Affari

Per Azimut e Banca Mediolanum la raccomandazione viene confermata a "hold", con un prezzo obiettivo ridotto dell'8% a 17,4 euro nel primo caso e del 12% a 6,2 euro nel secondo.


Lo stesso rating "hold" viene assegnato ad Anima Holding e a Banca Generali, il cui fair value scende del 13% a 5,1 euro nel primo caso e del 12% a 20,1 euro nel secondo.
Da mantenere semplicemente in portafoglio anche FinecoBank, con un prezzo obiettivo ridotto dell'8% a 5,9 euro, considerando che minori rendimenti futuri rendono inevitabile un calo del pricing dei servizi.

Anche Mediobanca taglia i target price: i titoli su cui puntare

A rivedere le valutazioni dei protagonisti del risparmio gestito sono stati anche i colleghi di Mediobanca Securities, i quali si aspettano che il secondo trimestre sia stato caratterizzato per le società del comparto da deboli contributi dalle commissioni di performance, visto l'andamento impegnativo dei mercati azionari.
Per Azimut gli analisti hanno tagliato del 15% le stime sull'utile per azione di quest'anno e del 12% quelle riferite al prossimo, ribadendo la raccomandazione "neutral", con un prezzo obiettivo rivisto da 22 a 17,4 euro.
Positivo il giudizio su Banca Mediolanum, con un rating "outperform" e un target price che passa da 8 a 7,2 euro.

Per il gruppo è previsto un calo sulle stime dell'utile per azione nell'ordine del 4% e del 2% rispettivamente per l'anno in corso e per il prossimo.
Su Anima la raccomandazione è "outperform" con un fair value che scende da 7,6 a 6 euro e lo stesso rating viene mantenuto invariato per FinecoBank con un prezzo obiettivo ridotto da 8 a 7,3 euro.
Infine, è neutrale la view su Banca Generali, con un target price tagliato da 28 a 20 euro, segnalando che gli analisti di Mediobanca si aspettano un calo dell'utile per azione nell'ordine dell'8% per quest'anno e del 12% per il prossimo.
Fonte: News Trend Online

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