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martedì 26 luglio 2016

BoJ: crescono i dubbi e la fiducia sulle misure di stimolo


Nei giorni scorsi Haruiko Kuroda, governatore della Banca Centrale Giapponese, aveva dichiarato che l'opzione dell'helicopter money non rientrava tra quelle immediatamente valutate dal bord nell'ambito delle misure di stimolo da adottare.

In fenomeno Pokemon 

Una dichiarazione che aveva portato lo yen a rafforzarsi su u paniere di oltre 16 valute internazionali, trend pericoloso per un'economia che, come quella nipponica, è fortemente esposta sul fronte dell'export e una moneta forte zavorra il commercio estero.

Un mercato, quello giapponese, contrassegnato anche da listini affollati di grandi nomi la cui oscillazione potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione. Ultimo esempio in ordine di tempo quello di Nintendo: la società di videogiochi ha fatto letteralmente impazzire il mondo con il fenomeno dei Pokemon Go, una app i cui impatti sui conti, però, non saranno così forti come quelli sui giocatori ormai stregati.
Evidentemente l'azienda stessa non si aspettava una risposta così esplosiva e non ha pensato di potenziare la monetizzazione del gioco. Conseguenza di questa occasione persa, un crollo del 18%, il primo di una possibile lunga serie che potrebbe durare un anno, secondo le analisi di Jay Defibaugh, analista di Clsa.

La situazione della BoJ

Tornando alla Bank of Japan, per alcuni osservatori la scelta di adottare l'iniezione di liquidità direttamente ai consumatori sarebbe l'ultimo passo, la mossa estrema, ammissione di una crisi ormai tanto incontrollabile quanto pericolosa.

Intanto però il governatore da sempre ha sottolineato di essere pronto ad usare tutti i mezzi a disposizione della Bo per strappare la nazione dalla morsa deflazionistica in cui è precipitato da oltre 30 anni; eppure proprio ieri il ministro delle finanze Taro Aso, ha detto che il governo di Shinzo Abe è ancora in fase di valutazione circa le prossime misure da adottare e soprattutto circa l'entità del pacchetto di stimoli fiscali, lasciando invece quelle fiscali alla decisione insindacabile della BoJ.

Incertezza sul da farsi è la sensazione che traspare da questo atteggiamento ed è proprio ciò che, alla luce di una politica monetaria e di una manovra tra le più forti e radicali sul mercato, gli investitori non accettano. Sul tavolo delle decisioni ci sarebbe una manovra da oltre 57 miliardi di dollari che potrebbe essere calibrata in virtù di quanto verrà detto dalla Federal Reserve domani.

I dati macro non aiutano

Dall'altra parte dell'oceano, infatti, le novità in arrivo non dovrebbero essere eclatanti e i tassi di interesse, da quanto finora fatto capire da Janet Yellen governatore della Fed, non dovrebbero ricevere scosse di sorta né tantomeno rialzi, il che porterebbe a una maggiore serenità anche per Tokyo che potrà così allentare ancora la sua strategia quando venerdì annuncerà le sue decisioni.

Ma non è così semplice come sembra. Oltre una serpeggiante indecisione, gli operatori avvertono anche una perdita di mordente e di incisività da parte del piano stesso ormai allargato oltre l'inverosimile tanto che per Tomoichiro Kubota, analista senior di Matsui Securities, potrebbe essere difficile riuscire a trovare qualcosa da comprare.
In tutto questo i prezzi dei servizi in Giappone sono ancora in rallentamento secondo le rilevazioni sul mese di giugno, un dato che fa aumentare le paure di una radicalizzazione della stagnazione economica e della deflazione: stando a quanto comunicato dalla Bank of Japan su base annuale la crescita è dello 0,2%.
Fonte: News Trend Online

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