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lunedì 25 luglio 2016

Banche sottotono: stress test e banche regionali impensieriscono i mercati


Sottotono il comparto bancario a Piazza Affari: l'indice di settoreFtse Italia All Share Banks segna un calo dello 0,13% fra performance contrastanti e un indice Ftse Mib tornato sopra la parità. In rosso soprattutto Mps, che cede il 6,83% che sembra risentire della crescente attesa per gli esiti degli stress test europei in pubblicazione il 29 luglio.
Male anche Banca Carige *(-3,65%) che di recente ha anche criticato il metodo stesso dei test in parola. Sottotono anche *Ubi Banca *(-0,44%) e *Creval (-2,22%). Bpm *segna un calo dello 0,36% e *Intesa *uno dello 0,05 per cento. Sopra la parità invece *Bper *(+0,06%), *Banco Popolare *(+0,33%), *Unicredit (+0,7%), Fineco (+0,71%) e Mediobanca (+1,6%).
Agli stress test parteciperanno le seguenti banche italiane: Banca Carige, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio (-0,24% in queste ore), Banca Popolare di Vicenza, Banco Popolare, Credito Emiliano (-0,09%), Credito Valtellinese, ICCREA Holding, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UniCredit, Unione di Banche Italiane e Veneto Banca.
Da notare anche che la scorsa settimana sono scaduti i termini per la presentazione delleofferte per le quattro banche regionali oggetto del bail-in ossia Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara.
Sarebbero giunte solo due offerte per le quattro banche e una terza proposta parziale solo per Bap-Bancassurance Popolari, compagnia assicurativa di Banca Etruria.

Alla scadenza dei termini sono pervenute solo due offerte vincolanti per l'acquisizione di Banca Marche, Popolare dell'Etruria e del Lazio, CariChieti e CariFerrara e una terza proposta, inattesa e parziale, per Bap-Bancassurance Popolari, la compagnia di assicurazione controllata da Banca Etruria.
Le indiscrezioni riportano di proposte giunte dai due fondi statunitensi Apollo *e *Lone Star.
Per i quattro gruppi insieme le offerte oscillerebbero tra i 500 e i 600 milioni di euro, quindi si sarebbero poste su livelli inferiori alle attese (circa 1,4 miliardi di euro la speranza).

Basti pensare che il Fondo di Risoluzione da 3,6 miliardi di euro ha un finanziamento in essere da Intesa, Unicredit e Ubi Banca da 1,6 miliardi di euro. Ora dunque le banche potrebbero anche incorrere in delle perdite (fra l'altro il finanziamento a supporto della risoluzione delle banche era a 18 mesi) in quanto se fossero confermati i 600 milioni di euro di offerta mancherebbe un miliardo di euro all'appello (con la Cdp che ha anche posto delle garanzie).
Si cercano dunque altre soluzioni, come un subentro delle banche finanziatrici o uno spezzatino.
Di certo in un clima già teso per le valutazioni sui deteriorati e i prossimi risultati degli stress test, si è trattato di un altro segnale delle basse valutazioni che in definitiva affliggono il mercato.
(GD)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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