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lunedì 4 luglio 2016

Banche: Governo pronto a tutto. A rischio Unicredit e MPS


Questa prima seduta della settimana viene vissuta all'insegna di forti tensioni dai protagonisti del settore bancario. Banca Monte Paschi lascia sul parterre oltre l'8%, seguito da Banca Popolare dell'Emilia Romagna che accusa un ribasso del 5,32%. Intesa Sanpaolo e Unicredit arretrano di poco più del 3%, tallonati da Ubi Banca e Mediobanca che scendono del 2,96% e del 2,68%, mentre Banco Popolare cala del 2,47%, diversamente da Banca Popolare di Milano che mostra un frazionale rialzo dello 0,11%.
Il settore viene influenzato negativamente dall'affondo di Banca Monte Paschi, penalizzato da forti vendite dopo che la BCE questa mattina ha inviato una lettera in cui chiede alla banca senese di smaltire entro i prossimi 3 anni 10 miliardi di euro di credit non performanti.

Governo e UE ancora lontani da soluzione su banche italiane

Intanto durante il fine settimana diversi quotidiani hanno riportato dei  negoziati fra Governo e UE per gli interventi sulle banche, ma la sensazione è che le parti siano ancora lontane da una soluzione.
Un portavoce della UE avrebbe confermato contatti in corso con possibilità di trovare soluzioni che nel rispetto delle regole comunitarie permettano di affrontare carenze di capitale, senza impatto negativo per gli investitori non istituzionali.
Il Governo punterebbe alla sospensione del burden sharing, ossia l'azzeramento di equity e subordinati, anche per gli investitori istituzionali e non solo per i retail.
Stando al Messaggero si starebbe ipotizzando l’intervento del fondo europeo ESM per finanziare le ricapitalizzazioni.

FT: Govferno Renzi pronto a sfidare Bruxelles

Sempre dalla stampa si apprende che ieri sera il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui scrive che una persona vicina al Governo italiano ha detto che l'Esecutivo è pronto a fare tutto quello che è necessario per proteggere le banche, non escludendo come ultima istanza di procedere con un intervento unilaterale.
La Commissione europea sempre secondo il Financial Times, è aperta a ridurre l’impatto per gli investitori retail o con termini di conversione favorevoli per i bond junior oppure con rimborsi successivi.
L’Europa spingerebbe per una conversione di debito in equity, mentre il Governo starebbe valutando anche altre opzioni tra cui la creazione di un Atlante 2 e l’emissione di MEF bonds, cioè di bond convertibili in azioni a determinate condizioni.

Attesa per gli stress test: due le banche più a rischio

Nel frattempo cresce l'attesa del mercato per i risultati degli stress test che saranno diffusi il prossimo 29 luglio.

Gli analisti di Banca IMI ricordano che a differenza di quelli del 2014, non è stato definito alcun requisito minimo di capitale per superare l'esame, anche se il risultato sarà utilizzare per definire i requisiti Srep.
Si prevede un esito negativo e secondo Banca IMI gli istituti con i risultati più deboli potrebbero essere oggetto di una crescente pressione di mercato per azioni sul capitale.

Per gli analisti le due banche che si trovano nella posizione più debole sono Unicredit e Banca Monte Paschi, la prima per via del limitato buffer rispetto ai requisiti Srep e la seconda a causa dell'elevato ammontare di crediti non performanti.
Anche Banca Akros ritiene che per Banca Monte Paschi ci sia il rischio di un mancato superamento degli stress test, ma preoccupazioni sono espresse anche per Unicredit.

L'idea è che siano necessarie misure straordinarie per le banche italiane, visto che le condizioni di mercato non rendono possibile l'esecuzione di aumenti di capitale.
Fonte: News Trend Online

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