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giovedì 28 luglio 2016

Bail in, Brexit e stress test…non c’è due senza tre?

Venerdì 29 luglio ore 22:00 tutti gli operatori finanziari saranno con gli occhi puntati all’esito egli stress test sulle banche europee per intuire come aprirà il mercato azionario il primo giorno di agosto, mese in cui i volumi ed grossi investitori scarseggiano ed è più facile “muovere” il mercato con bassa liquidità. Ma come si sono comportate le banche italiane da inizio anno con l’introduzione del bail-in, con la brexit ed alla vigilia dei risultati degli stress test?
 
banche

1. L’indice FtseMib40 ha performato con-22,5% circa
2. L’unica banca a fare meglio è stata Mediolanum con un pur sempre negativo -11%
3. A seguire Mediobanca -33% e Intesa -38%
4. Nel range tra -60% e -50% si collocano Unicredit, UBI, Pop Milano e PopEmilia Romagna (in ordine crescente)
5. Fanalini di coda con un -75% circa ci sono Banco Popolare ed MPS
 
Il gestito, in uno dei Paesi dove il risparmio è nel dna storico della popolazione, è andato meglio (Mediolanum e Azimut) del bancario classico che ha sottoperformato l’indice. L’introduzione del bail in nel 2016 ha sicuramente penalizzato il sistema bancario disincentivando gli investitori a comprare azioni e obbligazioni bancarie; la BCE, utilizzando la moral suasion, ha manifestato come sia favorevole alla concentrazione del sistema bancario con pochi grandi gruppi più solidi patrimonialmente e facilmente controllabili e monitorabili. Nel 2016 già due sell off quindi: bail in e brexit, non c’è due senza tre? Sui media già ci sono anticipazioni ottimistiche sull’esito degli stress test con concentrazione degli addetti ai lavori sui risultati di Deutsche Bank ed Mps per paura di crolli sistemici. Venerdì alle 22:00 però, rispetto ai precedenti stres test, non saranno emessi veri e propri giudizi ma solo l’indicazione del livello di Tier1 come a dire “vi diamo i risultati ma non li commentiamo con giudizi”; inoltre il ministro Padoan ha sottolineato come, per le banche in difficoltà, verranno utilizzati tutti gli strumenti permessi a livello europeo (Gacs e Atlante) oltre a interventi di  mercato (capitalizzazioni) considerando che “Nei primi mesi del 2016  le sofferenze nette sono in ulteriore e progressiva diminuzione. A fine febbraio sono pari a 83 miliardi, in diminuzione di oltre 500 milioni rispetto a gennaio e in calo di quasi 4 miliardi rispetto a dicembre 2015. Secondo l’outlook dell’Abi-Cerved del maggio 2016, nel 2017 il totale delle sofferenze si avvicinerà ai livelli precrisi, raggiungendo comunque il minimo dal 2009. Gli stress test effettuati dall’Eba che saranno rilasciati il 29 luglio riguardano l’impatto sui bilanci delle banche di un contesto macroeconomico estremo. Questi stress test daranno indicazioni sulla resilienza di singole banche in vari paesi europei ma anche il grado di resilienza complessivo di vari sistemi nazionali”. Riassumendo:
1. L’Europa garantirà la tenuta del sistema finanziario in caso di crisi bancarie anche con interventi pubblici se necessario (probabile bad bank?)
2. Gli stress test affrontano “scenari macroeconomici estremi” ma, vero problema per le banche una volta “smaltiti” gli NPL, sarà come ritrovare la redditività in un contesto a tassi zero, che implicano minore margine di interesse, e in un contesto di progresso tecnologico concorrenziale con il fintech e le criptovalute, che determinano minori margini di intermediazione…cosa accadrà una volta che saranno terminati gli interventi pluriennali sul lato taglio costi (uffici, personale, beni mobili…)? Le banche devono affrontare una nuova era della redditività e non sarà facile
3. Così come le banche anche i paesi europei devono trovare una nuova via della crescita economica e della collaborazione in un contesto mondiale unico nei suoi generi dove c’è una politica fiscale statale e una politica monetaria europea centralizzata nella figura della BCE. E’ necessaria una integrazione ed unicità fiscale e della gestione del debito pubblico dei paesi
4. Stress test: se vanno bene i mercati potrebbero salire con prudenza per poi ripiegare se non ci saranno successivi interventi straordinari da parte euroepa (bad bank); se vanno male sarà urgente e sensato cercare immediatamente la soluzione “libera tutti“ (bad bank europea) ma con vincoli e paletti e accesso solo per quelli che si dimostreranno più virtuosi nel tempo
 
Presente difficile sui mercati e tra settembre e novembre ci attende altra volatilità tra referendum in Italia e Presidenziali Usa…e se scattasse la staffetta tra Usa ed Europa nel 2017 a parti invertite (America scende, Europa sale)? Scaramanzia a parte il 2016 ha ancora tempo per non chiudere con perdite dell’ordine del 25% circa, ma il 2017 sarà l’anno delle decisioni importanti per almeno il prossimo ventennio. Alla vigilia dei risultati degli stress test la parola d’ordine è “coprirsi dal rischio” con  3 possibili soluzioni 1) rimanere quasi totalmente liquidi 2) utilizzare strategie long short equity 3) coprirsi da eventuali violenti ribassi con i derivati (opzioni e future)
 
Guido Gennaccari
info@tradingroomroma.it


Fonte: www.tradingroomroma.it

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