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giovedì 28 luglio 2016

Apple: conti non ottimi ma piacciono. I rating degli analisti


Per Apple, come per tutti, è arrivato ieri il momento di sollevare il velo sui conti dell'ultimo trimestre fiscale 2016.

I numeri

Fatturato a 42,4 miliardi di dollari, profitti per 7,8 miliardi, ben lontano da quei 49,6 miliardi di fatturato con 10,7 miliardi di profitto del terzo trimestre 2015.
Allora fu record, oggi invece, conferma di qualità. E i mercati se ne sono accorti visto che, pur non essendo eccelsi ed evidenziando un calo delle vendite sugli iPhone per il secondo trimestre di seguito, la ditta di Cupertino ha dimostrato di poter staccarsi dal suo cavallo di battaglia, il telefonino, appunto, per fatturare anche su altri fronti.

Ovviamente il mercato internazionale è ancora estremamente rilevante visto che ricopre il 63% dei numeri relativi al fatturato, ma adesso a correre è il settore dei servizi.
Andando a guardare le singole voci, si vede come il paragone sulle vendite sia ancora più impietoso per i cellulari: nel terzo trimestre 2016 si registrano 40,4 milioni di esemplari venduti su 51,2 milioni del 2015, stesso periodo.
Per loro si tratta di un -15% sulle unità vendute, che invece diventa -11% quando si va a guardare la voce Mac. Paradossalmente una delle motivazioni alla base del rallentamento per i computer, nucleo di nascita dell'azienda, è proprio il continuo ricambio del segmento MacBook Pro che, con l'arrivo dell'autunno e, quindi di novità in cantiere, fa optare i consumatori per un'attesa verso i nuovi modelli.

Ciambella di salvataggio, invece, il settore dei servizi che sfiora addirittura il 19% di attivo sullo stesso periodo del 2105 con i protagonisti che siedono sul trono e che rispondono al nome di iCloud e Apple Music.

I rating

Eppure, nonostante la metamorfosi in atto e quindi con inevitabili passivi al seguito, il mercato premia, e non poco, il titolo dal momento che le previsioni erano state fatte (volutamente?) basse.
Basti pensare a quei 7,8 miliardi di utili che, in prospettiva 2015, quando arrivarono a 10,7 miliardi sarebbero in calo ma che, se si considerano i 7,7 miliardi attesi, si capisce come il risultato finale sia più che apprezzabile. Lo stesso dicasi sia per i ricavi (42,4 miliardi e cioè -14,5% sul 2015 che vantava come detto 49,6 miliardi ma oltre i 42,09 attesi) sia per i profitti per azione al netto di voci straordinarie, (1,42 dollari su un consensus di 1,38 dollari).

I numeri delle trimestrali e soprattutto la reazione del mercato, sono anche la conferma del fatto che l'attenzione degli analisti si sta spostando dall'iPhone ai nuovi prodotti in arrivo per l'autunno: il focus, adesso, è per settembre quando, tradizionalmente da Cupertino presentano nuovi prodotti.
Anche in virtù di questo la reazione degli analisti è stata ottimista.
Da Canaccord Genuity si guarda verso tutta la rete di servizi che parte dagli utenti iPhone e che costituirà una base di guadagni a lungo termine per l'azienda: alla fine della fiera il rating è buy con target a 120 dollari. Raymond James ha alzato il rating su Apple dal suo precedente Market Perform all'attuale Outperform con target price a 129 dollari.

Chi invece rimane concentrato sull'iPhone ma sempre con un atteggiamento ottimista, è Morgan Stanley: Katy Huberty ha aumentato il suo target price su Apple a 123 dollari dai precedenti 120 mantenendo il suo rating Outperform; la scelta è stata motivata da un'evoluzione tecnica sul segmento dei cellulari, in particolare della batteria.
Cautela, per quanto relativa, in casa Deutsche Bank che vota per un hold a 105 dollari di target: le attese erano basse e perciò facili da battere su un trimestre che, a prescindere da tutto, è visto ancora come positivo, la vera preoccupazione per gli analisti della banca tedesca, resta il rallentamento della crescita degli smartphone.



Fonte: News Trend Online

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