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giovedì 7 luglio 2016

America: una sorpresa dietro l’angolo!

Torniamo ad occuparci anche solo per un istante di cose serie, ovvero di macroeconomia e non di follia umana, quella alla quale assistiamo quotidianamente in Europa.
Gli ultimi dati macroeconomici americani sono in chiaroscuro, più scuro che chiaro, ma un possibile sorpresina è dietro l’angolo che ci attende per domani.
Nel frattempo ieri è uscito il dato reraltivo al settore terziario, una cosuccia da nulla che vale per oltre il 70 % della crescita economica e sostiene oltre il 75 % della forza lavoro in America.
Nel frattempo la manifattura continua il suo inesorabile declino…
… e il settore delle costruzioni è in contrazione da due mesi…
Dicevamo appunto del settore dei servizi che produce l’ennesimo miracolo proprio a ridosso della famigerata Brexit, probabilmente mentre gli altri fuggono dal Regno Unito le imprese americane stanno decidendo di trasferirsi in massa a Londra per sfruttare il crollo della sterlina.

Scherzo ovviamente!
Anche il più sfegatato degli analisti ottimisti a libro paga non prevedeva un rimbalzo oltre i 54 punti dal precendente 52,9 e loro cosa ti fanno uiscire, uno spettacolare 56,5!
Della Brexit gli americani se ne infischiano!
La realtà è che da tempo ormai l’indice ISM è un brodino di domande fatte ad arte che serve per sostenere al fiducia e l’ottimismo istituzionale, se guardiamo invece ad un sondaggio privato, senza se e senza ma, scopriamo che
L’attività nel settore servizi negli Stati Uniti ha leggermente accelerato il passo a giugno, ma ha comunque deluso le aspettative degli analisti, che attendevano un rialzo superiore.
L’indice servizi Pmi, redatto da Markit, si è attestato a 51,4 punti, in aumento rispetto ai 51,3 punti di maggio.

Il dato è comunque inferiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una lettura pari a 52 punti.
Nei commenti del suo capo economista, Williamson scopriamo che il ritmo della crescita economica è rimasto estremamente contenuto.
Rimbalzo? Rimbalzo di cosa?” Le PMI suggeriscono che il malessere di fondo non è affatto scomparso e che la crescita del Pil secondo i loro indicatori è sotto 1 % all’anno.

La fiducia del settore servizi è scesa al livello più basso del 2009, la fine della precedente crisi. Anche le assunzioni sono rallentate, le previsioni per il mese di giugno sono di almeno 150.000 nuovi posti di lavoro, anche se molte aziende si aspettano che il rallentamento sarà di breve durata.
Purtroppo ho perso la fonte, ma in settimana ho letto di una possibile sorpresa dalle revisioni della precedente rilevazione del mese di maggio.
Stiamo a vedere visto che ieri …
La Federal Reserve sembra orientata ad alzare i tassi di interesse, fermi dal dicembre 2015 allo 0,25-0,5%, quando ci saranno prove che l’economia sta accelerando.
Stando ai verbali della riunione della banca centrale Usa del 14 e 15 giugno scorsi, “molti partecipanti credono che, in assenza di shock economici e finanziari significativi, un rialzo dei tassi sarebbe appropriato se i dati in arrivo confermano che la crescita economica ha accelerato, che la creazione di posti di lavoro continua a un passo sufficiente per sostenere il progresso verso l’obiettivo di piena occupazione” del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed, “e che l’inflazione probabilmente cresce verso il 2% nel medio termine.
T-bond: Dudley (Fed), rendimenti decennali a minimi storici motivo preoccupazioneGli attuali livelli dei titoli di stato americani, che da varie sedute si attestano in rialzo su una scia di una maggiore avversione al rischio e conseguente corsa degli investitori verso gli asset più sicuri, è motivo di preoccupazione e “non completamente una buona notizia”.America 24
Per forza che non è una buona notizia sono saliti  sull’onda del panico e della paura!
Per la terza seduta di fila la fuga degli investitori verso porti sicuri ha spinto il rendimento del Treasury a 30 anni su nuovi minimi record al 2,098% dal 2,138% di ieri registrato in chiusura.
E’ un trend che sta toccando anche altri bond sovrani come quelli della Germania e del Giappone.

In quest’ultimo caso il titolo a 20 anni è negativo per la prima volta in assoluto.
Usa: analisti, da esame curva rendimenti chance recessione entro 12 mesi a 60%L’andamento della curva dei rendimenti consente di ipotizzare che ci sia il 60% di possibilità di una recessione negli Stati Uniti entro dodici mesi.
E’ quanto sostiene Dominic Konstam, analista di Deutsche Bank, secondo cui c’è attualmente la probabilità più alta di recessione da dopo la crisi finanziaria del 2008 America 24
Comunque loro stanno minimizzando …
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 01 lug – E’ improbabile che la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea dopo il referendum del 23 giugno abbia ricadute gravi sull’economia americana e globale e gli eventuali shock innescati dal divorzio appaiono gestibili.
E quindi noi più che mai oggi ribadiamo il cambio di rotta, la strambata visto che il nostro campo di regata si sta affollando sempre più, UN CAMBIO DI ROTTA ESCLUSIVAMENTE TEMPORANEO!
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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