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martedì 21 giugno 2016

Unicredit e Intesa: quale dei due è il cavallo vincente?


In linea con la buona intonazione del settore bancario, quest'oggi guadagnano terreno anche Unicredit e Intesa Sanpaolo, pur muovendosi a velocità differenti. Unicredit, dopo aver guadagnato quasi tre punti e mezzo percentuali ieri, negli ultimi minuti viene scambiato a 2,51 euro, con un vantaggio dello 0,64% e oltre 60 milioni di azioni passate di mano fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 98 milioni di pezzi.

Riesce a fare meglio Intesa Sanpaolo che, dopo il rally del 3% di ieri, avanza dell'1,81% oggi a 2,14 euro, con oltre 71 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 20 milioni di pezzi.

La view di Bernstein su Unicredit e Intesa Sanpaolo

In attesa del referendum di giovedì sulla Brexit, gli analisti di Bernstein segnalano che in caso di uscita del Regno Unito dall'Unione europea, si assisterà ad un possibile aumento dei rendimenti sovrani.

Questo potrebbe coinvolgere le banche italiane e in particolare Unicredit, per il quale gli analisti mantengono invariato il rating "market perform", con un prezzo obiettivo a 4 euro.
Bullish invece il giudizio su Intesa Sanpaolo che secondo Bernstein è destinato a sovraperformare il mercato, con un target price a 2,9 euro.

L'analisi e la strategia di Societè Generale

I due big del settore bancario quest'oggi sono finiti anche sotto la lente di Societè Generale che ha deciso di mantenere ferma la raccomandazione "hold" su Unicredit, con un fair value ridotto da 4 a 2,4 euro.


Gli analisti riconoscono le basse valutazioni cui tratta il titolo, ma ritengono che un forte sconto sia giustificato dall'incertezza sulla nuova squadra manageriale, sulla strategia futura della banca e sulla posizione di capitale.
L'idea è che il nuovo piano industriale del gruppo debba concentrarsi sulla semplificazione della struttura del gruppo e sul miglioramento della posizione di capitale.

Per gli esperti di Societè Generale Unicredit dovrebbe riuscire a raggiungere questi obiettivi tramite la cessione di uno o più asset core, potenzialmente unitamente ad un aumento di capitale.
La cessione più probabile è quella di Pekao, sebbene Societè Generale creda che la soluzione migliore sarebbe la vendita del business austriaco, aggiungendo che entrambe le cessione eliminerebbero la necessità di un aumento di capitale per Unicredit.
Ben più ottimismo su Intesa Sanpaolo che proprio oggi ha ricevuto una promozione da Societè Generale, con un cambio di strategia da "hold" a "buy" e un prezzo obiettivo ritoccato leggermente da 2,99 a 3 euro.


La flessione accusata dal titolo negli ultimi tre mesi sembra segnalare una perdita di fiducia degli investitori nella dividend story del gruppo. Su questo però non concordano gli analisti che hanno stime più alte rispetto al consensus sulla cedola 2017.
Intesa Sanpaolo è nella lista delle banche preferite da Societè Generale a livello europeo, visto il solido bilancio del gruppo, ma anche l'impegno ad una sostanziosa politica di dividendo.

Infine, secondo gli analisti, il rischio della supremazia di cui gode Intesa Sanpaolo in Italia è che la banca possa essere invitata ad intervenire per aiutare operatori in difficoltà e questo a detta di Societè Generale rappresenta il maggior rischio di downside per il rating assegnato al titolo.
Fonte: News Trend Online

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