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mercoledì 1 giugno 2016

UniCredit, affiora malcontento fondi su processo scelta Ceo

di Gianluca Semeraro
MILANO (Reuters) - Mentre proseguono i contatti tra i principali azionisti di UniCredit per trovare una convergenza sul nome del successore di Federico Ghizzoni, affiora un certo malcontento dal mondo degli investitori istituzionali per le modalità con cui si sta gestendo l'intero processo.
Pur non volendo, come da prassi, intervenire direttamente nella scelta del nuovo Ceo, i fondi sollevano l'esigenza che la decisione avvenga in tempi rapidi e segni una forte discontinuità rispetto al passato, dicono due fonti vicine alla situazione, ricordando che l'anno scorso in assemblea per il rinnovo del Cda la lista dei fondi ha ottenuto più voti di quella di maggioranza.
"Il problema è accelerare i tempi e nominare un Ceo che sia di forte discontinuità e che ridisegni la struttura del gruppo e del top management", spiega una delle fonti.
"In altre vicende analoghe si è da subito tracciato un percorso chiaro, mentre in questo caso la situazione appare più magmatica", dice una seconda fonte.
I fondi hanno inoltre ben chiaro che sul tavolo non c'è semplicemente la scelta di un nome ma la decisione su quello che UniCredit sarà in futuro. E a questo proposito c'è quasi totale convergenza nei soci sull'esigenza di un ridimensionamento del gruppo, meno su dove poter tagliare.
Domani intanto un comitato ristretto di consiglieri si riunirà per nominare l'headhunter a cui affidare il compito di comporre una rosa di nomi, primo formale passaggio del processo di successione dopo che martedì scorso Ghizzoni ha convenuto con il Cda la necessità di un avvicendamento e ha dato la disponibilità a definire un accordo di risoluzione del rapporto, mantenendo le deleghe fino alla nomina del nuovo capoazienda.
Secondo le fonti dalla riunione del consiglio di martedì scorso i fondi si aspettavano un esito più definito e la sensazione diffusa è che i principali soci non riescano a mettersi d'accordo e il processo possa richiedere più tempo del previsto.
Già venerdì alcune fonti parlavano di veti incrociati che rischiavano di ritardare la decisione. E oggi appare ancora più difficile che si possa arrivare per il Cda del 9 giugno con la proposta di un nome, pur restando un obiettivo.
Sempre più probabile che esaurito il processo di nomina del Ceo, si metterà sul tavolo anche il possibile avvicendamento alla presidenza. Oggi Lucrezia Reichlin, consigliere indipendente eletta nella lista dei fondi, si è tirata fuori dalla partita, mentre sabato è stato lo stesso Ghizzoni a dire che una eventuale sua nomina a presidente "non è un problema che si pone".
--Ha collaborato Paola Arosio

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