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martedì 21 giugno 2016

Tokyo recupera le perdite iniziali (Nikkei 225 +1,28%). In Asia solo Shenzhen sotto alla parità


Dopo il rally di lunedì per i mercati europei (tutti i principali indici hanno chiuso in progresso di oltre il 3%) e la positiva seduta anche per Wall Street (il migliore dei listini newyorkesi è stato il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,77%), le Borse continuano a guadagnare anche alla riapertura in Asia.
In attesa delle parole della chairwoman della Federal Reserve Janet Yellen a tenere banco è ancora la Brexit, ma gli ultimi sondaggi danno in vantaggio gli "europeisti" in vista del referendum di giovedì 23 maggio che chiamerà i cittadini britannici a esprimersi sulla permanenza nella Ue. Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Index è in declino di circa lo 0,10% ai minimi dell'ultimo mese (e nella quinta seduta consecutiva di calo), ma anche la sterlina ha perso terreno dopo il balzo del 2,4% registrato lunedì.

Lo yen ha aperto la giornata in progresso, muovendosi intorno ai massimi degli ultimi 22 mesi sul dollaro, ma successivamente ha perso terreno. Un andamento che si è trasferito in modo speculare sul listino. Tokyo ha infatti aperto in calo di circa l'1% ma alla fine della seduta il Nikkei 225 ha registrato un progresso dell'1,28% (performance simile per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,21%).
Sul fronte macroeconomico, il ministero giapponese di Economia, Commercio e Industria ha reso noto che l'indice delle attività industriali è cresciuto in aprile dell'1,3% su base mensile rettificata dopo l'incremento dello 0,2% registrato in marzo e in linea con le attese degli economisti. Decisamente più limitato il progresso di Seoul: il Kospi ha infatti segnato un incremento dello 0,08% al termine delle contrattazioni.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio (il Brent in overnight era tornato sopra 50 dollari al barile) mette fine a due sedute consecutive di guadagni e perde oltre mezzo punto percentuale, mentre segna un moderato declino anche il prezzo dell'oro.

Flessione che si riflette sulle performance negative dei titoli minerari e petroliferi a Sydney, ma l'S&P/ASX 200 segna comunque un guadagno dello 0,34% grazie soprattutto al settore bancario. A circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano poco meno di mezzo punto percentuale.
Intorno alla parità, ma in negativo, è invece lo Shenzhen Composite. Fa decisamente meglio Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,70% (performance simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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