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lunedì 20 giugno 2016

Tassi zero, valute inefficaci, solo materie prime

La lunga crisi economico-finanziaria partita dal 2008 e ancora in corso ha determinato nuovi paradigmi sui mercati finanziari e nuove situazioni macroeconomiche mai verificatesi.
1. In molti paesi europei il rendimento dei titoli di stato con scadenze sotto l’anno è negativo per oltre il 20% delle emissioni
3. Dal 2015, quando i profitti delle imprese giapponesi hanno toccato il top dalla crisi del 2008, sono rapidamente scesi anticipando l’era tassi negativi partita nel 2016 in Giappone sulle scadenze dai 10 anni in giù
4. Il trilemma dell’economia internazionale (politica dei tassi di cambio stabile, libera circolazione dei capitali, autonomia della politica monetaria non possono convivere contemporaneamente) si è forse ridotto ad un dilemma tra libera circolazione del capitale e politica monetaria autonoma, visto che la globalizzazione ha reso più difficile una politica del cambio del singolo paese (anche se c’è leva dei tassi di interesse)
5. In America Latina il Pil reale è costantemente cresciuto nel tempo e, negli ultimi 10 anni, il tassi di interesse hanno seguito una forte correlazione con il prezzo delle materie prime (inflazione) “attenuando” l’impatto dell’instabilità dei singoli paesi (credit crunch) e relative valute. Sembra la vendetta dell’economia reale sulla finanza: le materie prime guidano i mercati finanziari mondiali!

 
figura 1


La crisi ha portato un nuovo paradigma molto attuale: tassi negativi e globalizzazione hanno attenuato il rischio cambio (dilemma e non trilemma) traslando la responsabilità della futura crescita globale a paesi emergenti/emersi quali Cina, India e paesi dell’America Latina, che si sostituiranno presto al motore americano come hanno già fatto con le inceppate economie di Europa e Giappone; a seguire il motore africano, ancora alla finestra ma probabilmente per poco tempo.
 
Guido Gennaccari
info@tradingroomroma.it

Fonte: www.tradingroomroma.it

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