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lunedì 20 giugno 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Wall Street chiude in ribasso, pesa Apple
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in ribasso a causa del tonfo di Apple. Il Dow Jones ha perso lo 0,33%, l'S&P 500 lo 0,33% e il Nasdaq Composite lo 0,92%.
I nuovi cantieri residenziali a maggio sono calati dello 0,3% a 1,164 milioni di unità. Gli economisti avevano previsto un calo a 1,15 milioni di unità. Le licenze edilizie sono invece cresciute dello 0,7% a 1,138 milioni. Il dato è inferiore alle attese (consensus 1,145 milioni). Balzo del petrolio con il Wti in crescita di 1,77 dollari al barile (+3,83%) a 47,98 dollari. Sul fronte societario
Apple -2,28%. Le vendite dell'iPhone 6 in Cina potrebbero essere bloccate dopo la decisione delle autorità cinesi che hanno giudicato il prodotto di punta del gruppo di Cupertino "troppo simile" allo smartphone Android 100C. Smith & Wesson +8,74%. Il produttore di armi da fuoco ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,66 dollari su ricavi per 221,1 milioni di dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,54 dollari su ricavi per 214,5 milioni.
Oracle +2,69%. Il gruppo dei software ha comunicato risultati relativi al suo quarto trimestre migliori rispetto alle attese grazie alla positiva performance delle attività nel cloud. Nei tre mesi allo scorso 31 maggio, Oracle ha registrato profitti netti in crescita da 2,76 miliardi di dollari, pari a 62 centesimi per azione, a 2,81 miliardi, e 66 centesimi. L’eps rettificato si è attestato a 81 centesimi (82 centesimi al netto delle valute), a fronte di ricavi in declino da 10,70 a 10,59 miliardi di dollari. Il consensus di Thomson Reuters era per 81 centesimi di utile e 10,47 miliardi di ricavi.
Viacom +0,55%. Il gruppo media prevede di chiudere il terzo trimestre con un utile per azione compreso tra 1,00 e 1,05 dollari. La cifra è inferiore alle attese (consensus FactSet 1,138 dollari). RBC Capital ha migliorato la raccomandazione sul titolo a "sector perform" da "underperform". GoPro +8,23%. Jp Morgan ha definito “promettente” l’outlook del secondo trimestre della società Usa specializzata nella produzione di videocamere per utilizzo “estremo”.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha lasciato sul terreno l'1,1%, l'S&P 500 l'1,2% e il Nasdaq Composite l'1,9%.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici in recupero. La Brexit fa meno paura e Tokyo va in rally (Nikkei 225 +2,34%)
Dopo il netto declino registrato la scorsa ottava, in particolare dalla piazza di Tokyo, la nuova settimana si apre in significativo progresso per l’Asia grazie soprattutto all’allontanamento dello spettro della possibile uscita della Gran Bretagna dall’Europa. L’assassinio di Jo Cox, parlamentare laburista e decisa oppositrice della Brexit, oltre ad avere messo in stand-by le campagne dei due fronti in vista del referendum del prossimo 23 giugno sembra fare pendere la bilancia a favore degli europeisti, anche se non si possono escludere ulteriori fluttuazioni dei mercati in scia ai timori più o meno fondati per una vittoria dei “separatisti”. Il risultato, per ora, è però il rafforzamento della sterlina e il relativo indebolimento dei cosiddetti beni-rifugio (l’oro è in declino di oltre l’1% dopo avere sfiorato un guadagno del 2% settimana scorsa), a par tire dallo yen. La valuta nipponica perde circa mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro Usa: settimana scorsa si era apprezzata del 2,7% oltre che per i timori di Brexit anche per le decisioni “attendiste” di Federal Reserve e Bank of Japan. In scia allo yen, Tokyo ha aperto la seduta in deciso rialzo: a fine sessione il Nikkei 225 ha segnato un progresso del 2,34% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi del 2,39%). Positiva anche la giornata di Sydney e Seoul: al traino della Borsa nipponica S&P/ASX 200 e Kospi guadagnano l’1,82% e l’1,42% rispettivamente.
La settimana parte invece in modo più contrastato per i mercati della Cina continentale, che avevano comunque registrato perdite decisamente inferiori a quella di Tokyo la scorsa ottava. A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,10% mentre è in positivo, anche se molto vicino alla parità, lo Shenzhen Composite. Come spesso accade Hong Kong è invece maggiormente allineata a Tokyo: l’Hang Seng guadagna circa l’1,50% (performance simile per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Sul fronte macroeconomico due i dati usciti nel weekend: quello sulla bilancia commerciale del Giappone e quello sui prezzi delle case in Cina. In maggio l’export del Sol Levante è calato per l’ottavo mese consecutivo (10,4% su base annua, contro il declino del 10,1% di aprile). Le importazioni sono invece scese del 13,8% lo scorso mese, contro il crollo del 23,3% di aprile. Il risultato è stato un deficit della bilancia commerciale di 40,7 miliardi di yen contro il surplus di 823,5 miliardi di yen di aprile e quello di 26,5 miliardi del consensus di Wall Street Journal e Nikkei. In Cina, invece, maggio è stato l’ottavo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi. I prezzi medi delle nuove abitazioni sono cresciuti lo scorso mese del 6,9% su base annua rispetto al 6,2% registrato in aprile (4,9% in marzo).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee in netto rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in forte rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna il 2,8%, il Cac40 di Parigi il 2,7%, il Ftse100 di Londra il 2% e l'Ibex35 di Madrid il 2,9%.
A spingere gli acquisti sono le crescenti possibilità di una permanenza della Gran Bretagna nell'Unione europea (il referendum è in programma il 23 giugno). In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di maggio l'Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto dello 0,4% su base mensile a fronte di un incremento atteso dello 0,3% e in miglioramento rispetto alla variazione nulla della rilevazione precedente. Su base annuale il PPI e' diminuito del 2,7%. Sul fronte societario acquisti diffusi su tutti i settori. Tra i singoli titoli Randstad +3%. Lo specialista del lavoro interinale ha annunciato l'intenzione di lanciare un'Opa su Ausy a 55 euro per azione.
Bayer +2%. Secondo quanto riporta in esclusiva Reuters, il colosso chimico-farmaceutico tedesco impegnato nel tentativo di takeover del gigante Usa delle sementi Monsanto, starebbe studiando la vendita della divisione radiologia (che fornisce prodotti come i liquidi di contrasto). Il business genera oltre 1,5 miliardi di euro di ricavi e potrebbe essere valutato più di 2,5 miliardi di euro. Volkswagen +4%. Il gruppo automobilistico tedesco potrebbe fermare la produzione di oltre 40 modelli nei prossimi anni all’interno di una nuova strategia parte del difficile percorso d’uscita dallo scandalo per la manipolazione dei test sulle emissioni dei motori diesel (il cosiddetto Dieselgate) e legata ai piani, comunicati nei giorni scorsi da Wolfsburg stessa, per una focalizzazione su vetture elettriche e a guida automatizzata. Lo riporta il quotidiano Handesblatt. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Avvio in rialzo a Milano, Ftse Mib +2,41%, bene le banche e i petroliferi
Denaro in avvio sull’azionario italiano: Ftse Mib +2,53%, Ftse Italia All Share +2,45% e Ftse Italia Star +1,9 per cento.
Guadagnano terreno anche gli altri indici europei con il Dax che segna un +2,72%, il Cac 40 che recupera il 2,76% e il Ftse 100 che segna un rialzo di 2,09 punti percentuali. Bene anche l’Ibex 35 (+3,01%).
Molto bene i bancari in avvio con il Ftse Italia Banche che recupera il 5,68% incoraggiato da titoli come Bper (+8,29%), Ubi Banca (+8,07%) e Bpm (+8,38%). Molto bene anche Mps (+7,12%) e Unicredit (+6,88%). Acquisti su Intesa (+5,1%) e Banco Popolare (+4,93%).
Per quanto riguarda Unicredit continua a destare l’attenzione il dibattito sul futuro amministratore delegato: il Fatto Quotidiano ha scritto ieri che questa settimana potrebbe essere nominato per questo ruolo l'ex ministro dell'Industria, Corrado Passera. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan venerdì ha auspicato un decisione rapida sul caso dicendo che “ci sono nomi assolutamente all’altezza”. Il Fondo di tutela Depositi e Prestiti ha approvato il nuovo schema volontario che prevede un ampliamento delle risorse e una semplificazione degli interventi sulle banche in crisi.
Leonardo-Finmeccanica guadagna a Milano il 3,04% e si porta a 9,83 euro dopo il nuovo accordo la controllata di Rosneft RN-Aircraft per la vendita di 20 elicotteri commerciali AgustaWestland, AW189. Come detto il petrolio recupera terreno sui mercati internazionali e incoraggia le performance delle oil company di Piazza Affari con Eni che recupera il 2,11%, Saipem che guadagna il 3,15% e Tenaris che recupera il 2,07%. Saipem ha confermato un accordo per una partnership sul gas naturale liquefatto con Novatek, la maggiore compagnia indipendente russa di gas naturale.
Enel, che oggi ha staccato una cedola da 0,16 euro, cede l’1,24 per cento.
Da segnalare anche che l’imprenditore russo Andrei Melnichenko ha confermato trattative per l’acquisto dell'impianto a carbone Reftinskaya, negli Urali. Sopra il riferimento RCS, che passa di mano a 78,55 centesimi con un rialzo dello 0,58 per cento. Cairo Communication (-0,09%) ha alzato l’offerta del 33,3% portandola a 0,16 azioni proprie contro le 0,12 precedenti, il nuovo piano prevede una fusione. Il board di Rcs ha ritenuto non congruo anche il prezzo di 0,70 euro offerto dalla cordata alternativa Mediobanca-Bonomi.

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TITOLI DEL GIORNO
Rialzo superiore ai 12 punti percentuali per Banco Popolare. Il titolo ha reagito con veemenza in chiusura di ottava dopo il test di un nuovo minimo storico a quota 2,45, sovraperformando anche l’indice settoriale Ftse Italia Banche che venerdì ha chiuso in progresso del 6,7%. Segnali di forza in grado di scongiurare il proseguimento del movimento ribassista di fondo, quello partito un anno fa, i corsi dovranno tuttavia recuperare in tempi brevi il sostegno dei 3 euro e risalire la china oltre 3,30. Diversamente non si potranno escludere ripiegamenti verso 2 euro. Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 3 euro per obiettivi a 3,30 euro, stop sotto 2,45 euro Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 2,45 per i target a 3,30 euro. 
Chiusura di ottava in verde per Saipem, che segna un progresso di oltre 5 punti percentuali. Nonostante il rimbalzo deciso, il titolo si mantiene nella porzione inferiore del canale che contiene le oscillazioni da febbraio, poco sopra 0,33. Questo canale, o banner, rappresenta una figura di continuazione del precedente trend (ribassista), pertanto la violazione della sua base a 0,33 riattiverebbe il downtrend verso target negativi a 0,2828, minimi di febbraio almeno. Il ritorno sopra 0,40 favorirebbe invece slanci anche oltre 0,45. Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre 0,40 con stop loss subito sotto 0,33 e target a 0,45e 0,47 euro. Per chi già detiene il titolo mantenere a 0,33 lo stop per le posizioni in essere, incrementarle oltre 0,40 per 0,45/0,47 euro.
Settimana difficile per Intesa Sanpaolo che dopo aver violato il supporto a 2,15 euro ha accelerato al ribasso portandosi in area 1,90 prima di reagire nella giornata di venerdì. Sotto 1,85 verrebbe generato un nuovo segnale di debolezza non solo di breve termine, che proietterebbe obiettivi a 1,65 circa, minimi del dicembre 2013. Segnali di ripresa attendibili solo al di sopra di area 2,20, preludio al test della media a 100 sedute a 2,35 circa, riferimento strategico nel medio lungo periodo. Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 2,20 per 2,35 euro, stop sotto 2,10 Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperte le posizioni sopra 1,85,incrementare oltre 2,35 per 2,80.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 13 Giugno 2016
04:00 CINA Produzione industriale mag;
04:00 CINA Investimenti fissi mag;
04:00 CINA Vendite al dettaglio mag;
07:50 GIA Indice manifatturiero BSI trim2
08:00 GER Indice prezzi produzione mag.

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DATI MACRO ATTESI
Rcs: Cairo alza l'offerta
Cairo Communication ha migliorato l'offerta di scambio (ops) su Rcs. La nuova proposta, superiore del 33,3% rispetto alla precedente, prevede 0,16 azioni ordinarie per ciascuna azione ordinaria Rcs. Cairo ha predisposto un piano in cui prevede la fusione delle due società che farà nascere un gruppo da 1,273 miliardi di euro di ricavi e un margine operativo lordo di 172 milioni nel 2017 e 1,340 miliardi e 215 milioni di Ebitda nel 2018. L'integrazione, secondo le stime, sarà realizzata nei 12-24 mesi successivi al perfezionamento dell’offerta. Il Cda gruppo proprietario di La7 ha inoltre deliberato di proporre la distribuzione di un dividendo straordinario, pari a complessivi Euro 20 milioni (Euro 0,256 per azione), nel caso in cui l’Offerta non dovesse risultare prevalente rispetto all’Opa lanciata dalla cordata guidata da Investindustrial.
Brexit: per il 69% degli hedge europei la Gran Bretagna resterà nella Ue
Secondo quanto riporta Reuters, il 69% di 270 gestori di fondi hedge con base in Europa è convinto che la Gran Bretagna resterà nella Ue. Il sondaggio, realizzato da Prequin a inizio giugno ma diffuso solo settimana scorsa, mostra che il 14% degli hedge di Gran Bretagna ed Europa crede che al referendum del prossimo 23 giugno sulla cosiddetta Brexit a vincere saranno i sostenitori dell’uscita.
Cina: accelera al 6,9% annuo la crescita dei prezzi delle case in maggio
Ottavo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi. Continuano quindi a rafforzarsi anche in maggio i segnali di una stabilizzazione del mercato immobiliare, grazie anche a incentivi come la riduzione delle tasse e i requisiti in termini di acconto iniziale. Gli interventi del governo si sono però di recente focalizzati soprattutto sui centri minori e sono infatti proprio questi a registrare gli incrementi più sostenuti. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica cinese, i prezzi medi delle nuove abitazioni sono cresciuti lo scorso mese del 6,9% su base annua rispetto al 6,2% registrato in aprile (4,9% in marzo).Cresce anche il numero di città in cui si sono registrati progressi: delle 70 maggiori città della Cina oggetto della statistica in 50 si sono segnati incrementi contro le 46 d i aprile. In calo invece su base mensile: 62 città contro le 65 di aprile (62 in marzo).
Giappone: maggio ottavo mese consecutivo di declino dell’export (-10,4%)
Il ministero delle Finanze giapponese ha comunicato i dati relativi alla bilancia commerciale per maggio che segnano l’ottavo mese consecutivo di declino per le esportazioni. Lo scorso mese l’export è calato infatti del 10,4% su base annua, contro il declino del 10,1% di aprile (e del 6,8% in marzo), e in linea con il consensus del Wall Street Journal. Da un punto di vista geografico le esportazioni sono calate del 10,4% verso la Cina (7,6% la flessione di aprile), nel terzo mese consecutivo di declino. Verso gli Usa, primo mercato delle aziende del Sol Levante, il dato è invece per un calo del 10,7% (anche in questo caso terzo mese di fila di declino). Le importazioni sono invece scese del 13,8% in maggio, contro il crollo del 23,3% di aprile (14,9% in marzo) e anche in questo caso in linea con le attese. Si tratta del 17esimo mese consecutivo di rallentamento per l’import. Il risultato è stato un deficit della bilancia commerciale di 40,7 miliardi di yen contro il surplus di 823,5 miliardi di yen di aprile e quello di 26,5 miliardi del consensus di Wall Street Journal e Nikkei.
Germania: sopra le attese a maggio Indice dei Prezzi Produzione (PPI) +0,4% m/m, -2,7% a/a
In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di maggio l'Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto dello 0,4% su base mensile a fronte di un incremento atteso dello 0,3% e in miglioramento rispetto alla variazione nulla della rilevazione precedente. Su base annuale il PPI e' diminuito del 2,7%.
La California sorpassa la Francia come sesta maggiore economia globale
La California è passata dall’ottavo posto del 2014 al sesto nel 2015 nella classifica delle maggiori economie del mondo superando la Francia. Lo Stato più popoloso in Usa ha fatto meglio rispetto al dato nazionale anche in termini di crescita dell’occupazione, ma è soprattutto il Pil a evidenziare un passo diverso. L’economia californiana lo scorso anno ha generato una produzione di 2.460 miliardi di dollari contro i 2.422 miliardi della Francia (che però ha circa il doppio della popolazione). Secondo i dati del Bureau of Economic Analysis la crescita del Pil della California è stata del 5,7% nel 2015 ma con il 5,9% il tasso più elevato in Usa l’ha però registrato l’Oregon. In termini reali il progresso del Pil è stato del 4,1% contro il 2,4% degli interi Usa.

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