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giovedì 2 giugno 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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FTSE MIB Euronext Dax perf S&P 500
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Borsa Usa: Dow Jones chiude invariato, Nasdaq +0,08%
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta contrastati. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,11%, il Nasdaq Composite lo 0,08%. Invariato il Dow Jones. Dal Beige Book è emersa una “modesta” o “moderata” crescita in gran parte dei 12 distretti. Modesti anche i progressi registrati in occupazione e salari.
Luci ed ombre dati macroeconomici pubblicati in giornata. Markit Economics ha pubblicato la lettura definitiva dell'Indice PMI Manifatturiero relativo al mese di marzo a 50,7 punti, dai 50,8 punti della rilevazione di aprile, segnalando un rallentamento della crescita del settore, sui livelli minimi da settembre 2009. L'indice si è comunque confermato al di sopra della soglia critica dei 50 punti.
Nel mese di maggio l'Indice ISM Manifatturiero si è attestato o a 51,3 punti dai 50,8 punti registrati il mese precedente. Il dato e' risultato superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 50,4 punti, confermando un trend in ripresa, positivo per il terzo mese consecutivo.
La spesa per le costruzioni e' crollata dell'1,8% nel mese di aprile, dal +1,5% della rilevazione precedente (rivista dal +0,3%) e risultando inferiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,6%.
Sul fronte societario Michael Kors +6,53%. Il gruppo della moda ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile è calato a 177 milioni di dollari (0,98 dollari per azione) da 182,6 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono cresciuti a 1,2 miliardi da 1,1 miliardi mentre le vendite a parità di negozi sono aumentate dello 0,3%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,97 dollari su ricavi per 1,1 miliardi e vendite +0,2%.
Demandware +56,01%. Salesforce.com (-0,31%) ha annunciato l'acquisto della società di cloud commerce per 2,8 miliardi di dollari in contanti (75 dollari per azione). L'operazione dovrebbe concludersi nel secondo trimestre dell'esercizio fiscale 2017.
Nike -0,54%. Morgan Stanley ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del colosso dell'abbigliamento sportivo a "equal weight" da "overweight". General Motors -3,42%. Le vendite negli Stati Uniti del gruppo automobilistico sono calate a maggio del 18% rispetto ad un anno prima. Alibaba -6,52%.
SoftBank Group ha comunicato l’intenzione di cedere parte delle azioni detenute nel capitale del gigante cinese del commercio elettronico per un controvalore di “almeno” 7,9 miliardi di dollari.
MERCATI ASIATICI
Nuovo scivolone per Tokyo e Sydney (Nikkei 225 -2,32%). Shanghai e Hong Kong intorno alla parità
Dopo la giornata di mercoledì che ha visto il netto declino delle Borse europee e modesti guadagni per Wall Street (il migliore dei tre principali indici Usa è stato l’S&P 500, apprezzatosi di appena lo 0,11%), alla riapertura dei mercati asiatici si è rivisto lo stesso copione della seduta precedente.
La tendenza complessiva è negativa, ma a sentire l’impatto sono sostanzialmente ancora gli indici di Tokyo e Sydney, e per la piazza nipponica sotto i riflettori rimane lo yen, che guadagna lo 0,40% sul dollaro dopo essersi apprezzato dell’1,40% nelle due precedenti sessioni. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle dieci altre principali monete, è in modesto declino (mercoledì aveva perso lo 0,40%).
Il risultato è un crollo per Tokyo: il Nikkei 225 ha perso infatti il 2,32% (non molto diversa la performance dell’indice più ampio Topix, deprezzatosi del 2,22%). All’indomani dell’annuncio del rinvio fino all’ottobre 2019 dell’aumento dall’8% al 10% dell’imposta sui consumi, già posticipato in precedenza e programmato per l’aprile 2017, a spingere al ribasso i corsi sono però soprattutto i timori sulla crescita dell’economia globale e le performance deludenti di grandi esportatori: Honda ha perso oltre il 4% (Toyota circa il 2%), in scia a deludenti dati sulle vendite di auto in Usa nel mese di maggio.
Per quanto riguarda le materie prime, in attesa del meeting dell’Opec a Vienna il Wti è in modesto declino, poco sotto i 49 dollari al barile (in quella che è comunque la quinta seduta consecutiva di deprezzamento), e perdono terreno anche rame e nichel. A Sydney, l’S&P/ASX 200 replica la seduta di mercoledì (in cui aveva perso l’1,03%) e chiude in declino dello 0,83% appesantito dai titoli minerari e petroliferi (nette le perdite anche del settore bancario). In positivo, invece, Seoul, con il Kospi che limita comunque allo 0,12% il suo guadagno. Intorno alla parità si muovono anche i listini cinesi, con l’eccezione dello Shenzhen Composite, in progresso di circa mezzo punto percentuale.
A circa un’ora dalla chiusura degli scambi, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso marginale. Leggermente meglio fa Hong Kong: l’Hang Seng guadagna circa lo 0,20% (poco meglio fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno allo 0,30%).

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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse in vista della Bce
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,15%. Sopra la parità il Ftse100 di Londra (+0,05%) e l'Ibex35 di Madrid (+0,2%).
Oggi si riunisce il consiglio di politica monetaria della Bce da cui potrebbero arrivare dettagli operativi sul programma di acquisto corporate bond. Sul fronte societario Valeo +0,4%. Secondo Bloomberg, Bain Capital sarebbe in trattative avanzate per cedere il costruttore di frizioni FTE Automotive al gruppo francese di componenti per auto. Orange +0,05%.
Lo Stato francese ha detto di non avere intenzione di dismettere il 23% detenuto nel capitale del gruppo delle telecomunicazioni. London Stock Exchange Group +0,1%. La società-mercato britannica che controlla la Borsa di Londra, come pure quella di Milano ha comunicato che la fusione da oltre 27 miliardi di euro con la rivale tedesca Deutsche Börse, annunciata in febbraio e che verrà finalizzata nel corso dell’estate, potrebbe comportare inizialmente la perdita di 1.250 posti di lavoro per la nuova entità, ma anche garantire 250 milioni di euro di ricavi extra. 
AstraZeneca +0,03%. Il gigante farmaceutico ha annunciato che la tedesca Grünenthal ha siglato un accordo per l’esclusiva sui diritti del suo Zurampic, farmaco per la cura della gotta, in Europa e America Latina, per una cifra fino a 230 milioni di dollari (in relazione al raggiungimento di determinati obiettivi).
APERTURA MERCATO ITALIANO
Piazza Affari in frazionale rialzo: bene FCA e i bancari
Borsa Italiana in rialzo in avvio: Ftse Mib +0,47%, il Ftse Italia All-Share +0,40%, Ftse Italia Mid Cap -0,04%, il Ftse Italia Star +0,06%.
Mercati azionari europei contrastati. DAX -0,12%, CAC 40 -0,29%, FTSE 100 +0,21%, IBEX 35 +0,35%.
Euro in lieve rialzo sul dollaro: il cambio EUR/USD guadagna lo 0,14% e si porta al momento segna 1,1202 circa. La moneta unica si apprezza anche sulla sterlina (+0,05% a 0,7763), ma perde quota sullo yen con un cambio EUR/JPY in calo dello 0,31% a 122,15.
Da segnale le ipotesi di un rinvio in Giappone del previsto aumento dell’imposta sui consumi, che, secondo S&P, potrebbe incoraggiare la crescita economica del Paese. Mercati obbligazionari dell’Eurozona in calo. Il rendimento del Bund decennale cresce di 3 pb allo 0,15%, quello del BTP cede un punto base e torna all’1,48%. Lo spread BTP/Bund quindi si contrae a 133 punti base. In rialzo di 2 pb lo yield dell’Oat francese (0,48%) e quello del Bono iberico (1,52%).
In rialzo a Milano FCA (+2,57%): il gruppo automobilistico ha annunciato di aver incrementato del 33,3% le vendite lo scorso mese in Italia contro il +27,3% registrato dal mercato. Era dal 2006 che in maggio FCA non cresceva di un valore così elevato.
Bancari in rialzo a Piazza Affari con l'indice FTSE Italia Banche che guadagna lo 0,76%. Sembra che Francia e Italia premano per un tetto a passività e riserve azzerabili nel corso di un eventuale bail-in. Il Banco Popolare cede lo 0,53% dopo l’annuncio, in merito al previsto aumento di capitale da un miliardo di euro, che i diritti di opzione potranno essere esercitati dal 6 giugno 2016 al 22 giugno 2016, estremi inclusi e saranno negoziabili sul MTA dal 6 giugno 2016 al 16 giugno 2016, estremi inclusi.
In calendario poer oggi il consiglio di amministrazione sulle condizioni definitive dell’operazione, ivi incluso, tra l’altro, il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni Banco Popolare, il rapporto di opzione e il controvalore massimo dell’Offerta in Opzione.
Bpm (+0,67%), che come noto sta lavorando a una fusione con lo stesso Banco Popolare, ha collocato con successo presso istituzionali un covered bond da Euro 750 milioni con scadenza a 7 anni, nell’ambito del proprio programma di Obbligazione Bancarie Garantite (OBG2) da Euro 10 miliardi. Tale emissione pubblica di covered bond, per la prima volta nel 2016, dopo i due importanti collocamenti dello scorso anno di settembre e novembre e con scadenza a sette e dieci anni. L'operazione ha un rendimento pari al tasso mid-swap +46 punti base, mentre il tasso cedolare è di 0,625% e la scadenza finale sarà l’8 giugno 2023.
BPER guadagna l’1,56 per cento. Bena anche Unicredit che segna un rialzo dello 0,47 per cento. Ieri a Piazza Gae Aulenti si sono riuniti il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Unicredit Giuseppe Vita, il Presidente del Comitato Corporate Governance HR & Nomination Luca Cordero di Montezemolo e i membri del comitato medesimo, Vincenzo Calandra Buonaura, Vice Presidente Vicario, e Clara Streit, Consigliera, per individuare la società di consulenza in executive search che assisterà la Banca nella ricerca del nuovo Amministratore Delegato. All’esito di tale riunione, si è deciso di affidare a Egon Zehnder l’incarico di selezionare le possibili candidature da presentare al Comitato Corporate Governance HR & Nomination per le valutazioni di competenza.

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TITOLI DEL GIORNO
BP Emilia Romagna accelera verso i minimi di maggio a 4,15 circa, dopo aver fallito il confronto con la media mobile a 100 giorni in transito a 4,85 circa. Il mancato superamento di questa resistenza rischio di infliggere un duro colpo alle aspettative di ripresa del titolo che potrebbe precipitare sui minimi di febbraio/aprile a 3,70 circa, riferimento strategico che si colloca sulla trend line che sale dai bottom del 2012 e base della fase laterale (un rettangolo) che i prezzi stanno disegnando da quasi quattro mesi. Sotto questi livelli gli orsi tornerebbero prepotentemente a dominare la scena per obiettivi a 2,54 almeno, target intermedio rispetto a quota 1,90/2,00 calcolata proiettando al ribasso l’ampiezza del rettangolo citato. Solo una vittoria netta sulla resistenza a 4,85 invierebbe segnali positivi, per target 5,32, poi a 5,41, top di marzo. Per chi volesse comprare il titolo: intervenire oltre 4,85 p er 5,32, poi a 5,41, euro con stop sotto 4,30 euro. Per chi già detiene il titolo: mantenere uno stop sotto 4,30 e incrementare oltre 4,85 per i target a 5,32, poi a 5,41 euro.
Generali fallisce ancora una volta il confronto con la resistenza offerta a 13 euro circa dalla media mobile a 100 giorni. Oltre questa soglia possibile accelerazione verso l'ostacolo successivo in area 14, massimi ripetutamente testati tra marzo e aprile e livello strategico per la definizione del quadro grafico di medio breve termine. Il suo superamento aprirebbe la via al ritorno a 15/15,05 euro , sebbene solo oltre 15,30 giungerebbero importanti conferme al rialzo. Il mancato superamento di area 14 infliggerebbe invece un duro colpo alle aspettative di crescita prospettando ripiegamenti che potrebbero estendersi fino a 12,50. Per chi volesse comprare il titolo: intervenire oltre 13,30 per 14,00 euro, poi 14,50 euro con stop sotto 12,90 euro. Per chi già detiene il titolo: mantenere le posizioni sopra 12,60, incrementare oltre 13,30 per 14 e 14,50
Netto calo mercoledi' per Banca Carige che scende in prossimita' di quota 0,52 dopo aver terminato la seduta precedente a 0,56 euro. Sul comparto banche in generale pesa ancora il tema di Veneto Banca. Ad inizio ottava il Cda di Carige aveva approvato all'unanimita' le linee guida del piano industriale e del piano a medio termine per il periodo 2016-2019 da presentare alla BCE. Secondo La Repubblica nel piano e' compreso un aumento di capitale da circa 350 milioni di euro, ipotesi che l'amministratore delegato di Carige Guido Bastianini ha smentito. La banca si focalizzera' invece sulla chiusura di 80 sportelli su un totale di 625, sulla riduzione delle sofferenze e sugli investimenti in Information Technology. Per sperare in un proseguimento del rimbalzo intrapreso dai minimi di maggio a 0,4754 euro il titolo dovra' mantenersi al di sopra di area 0,518. In quel caso, e con la rottura di 0,56, possibile il test di 0,63 euro, line a che scende dai massimi di aprile, resistenza praticamente coincidente con la media mobile a 100 giorni. Oltre quei livelli il target si sposterebbe sui massimi di aprile a 0,775 euro. Solo sotto 0,518 rischio di ritorno sui minimi a 0,4754 del 23 maggio. Supporto successivo a 0,425 euro. Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 0,56 euro per intervenire con target a 0,63, stop loss sotto 0,53 euro. Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto 0,5180, incrementarle oltre 0,56 per il test di 0,63 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 2 Giugno 2016
04:00 GIA Indice PMI manifatturiero mag;
07:00 GIA Indice fiducia consumatori mag;
10:00 Vienna - Riunione OPEC;
10:30 GB Indice PMI costruzioni mag;
11:00 EUR Indice prezzi alla produzione apr;
13:45 EUR Riunione BCE;
14:15 USA Nuovi occupati (ADP) mag;
14:30 EUR Conferenza Draghi (BCE);
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:35 USA Intervento Powell (Fed);
17:00 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;
17:30 USA Intervento Dudley (Fed);
19:00 USA Intervento Kaplan (Fed).

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HEADLINES
Petrolio: quotazioni in crescita in attesa del meeting OPEC
Quotazioni del petrolio in crescita in attesa del vertice dell'Opec. Il Wti guadagna lo 0,9% a 49,43 dollari al barile mentre il Brent avanza dell'1,1% a 50,24 dollari. Secondo indiscrezioni i principali produttori di greggio potrebbero raggiungere un accordo per ristabilire un tetto massimo alla produzione.
Dalla fusione Börse-Lse 1.250 posti di lavoro in meno
London Stock Exchange Group (Lse, la società-mercato britannica che controlla la Borsa di Londra, come pure quella di Milano) ha comunicato che la fusione da oltre 27 miliardi di euro con la rivale tedesca Deutsche Börse, annunciata in febbraio e che verrà finalizzata nel corso dell’estate, potrebbe comportare inizialmente la perdita di 1.250 posti di lavoro per la nuova entità (di cui Francoforte avrà la maggioranza, con il 54,4% del capitale), ma anche garantire 250 milioni di euro di ricavi extra. La newco, il cui nome deve essere ancora deciso, alla fine dello scorso anno impiegava 8.700 addetti e la riduzione dell’organico dovrebbe essere intorno al 10% al netto delle nuove posizioni che verranno create. Deutsche Börse ha chiuso con un guadagno dell’1,49% la seduta di mercoledì a Francoforte, nella migliore performance del Dax. Lse ha invece perso l’1,35% a Londra .
Fed: dal Beige Book emerge una crescita degli Usa stabile ma deludente
Nell’edizione del Beige Book diffusa mercoledì dalla Federal Reserve (Fed) ci sono scarsi indicatori di una ripresa dell’economia americana e anzi restano dubbi sulla reale possibilità che i tassi d’interesse possano essere davvero aumentati già nel meeting di giugno del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). Il Beige Book a copertura della congiuntura economica fino a giugno (basato però sulla raccolta di dati fino allo scorso 23 maggio) evidenzia una “modesta” o “moderata” crescita in gran parte dei 12 distretti in cui vengono divisi gli Usa. Una fonte interna ha anzi descritto la congiuntura al Wall Street Journal come “stabile in modo deludente”. Alcuni distretti rilevanti come Chicago e Kansas City hanno riportato un rallentamento della crescita, mentre a New York è rimasta sostanzia lmente piatta. Modesti anche i progressi registrati in occupazione e salari.
Giappone: indice fiducia dei consumatori cresce marginalmente in maggio
L'Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che nel mese di maggio l’indice della fiducia dei consumatori in Giappone è cresciuto a 40,9 punti dai 40,8 punti di aprile (41,7 in marzo e 40,1 in febbraio, livello più basso dai 39,5 punti segnati nel gennaio 2015). Il dato, sotto alla soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo dal marzo 2006, è comunque ampiamente migliore rispetto ai 40,1 punti del consensus.
Giappone: Sato (BoJ) lancia l’allarme sui rischi dei tassi in negativo
Takehiro Sato, membro del board della Bank of Japan (BoJ), ha lanciato l’allarme sugli svantaggi derivanti dai tassi d’interesse in negativo, evidenziando i contrasti con le politiche del governatore Haruhiko Kuroda. Sato, ex economista di Morgan Stanley, dei nove membri del consiglio è considerato uno dei maggiormente scettici sui programmi di allentamento dell’istituto centrale nipponico. “Credo che l'espansione della base monetaria e l'introduzione di tassi d’interesse negativi siano essenzialmente contraddittorie e la loro combinazione manchi di sostenibilità”, ha spiegato Sato. “Penso anche che la politica dei tassi d’interesse in negativo abbia l'effetto di stretta monetaria, piuttosto che di allentamento. Potrebbe oltre tutto compromettere la stabilità del sistema finanziario”, ha concluso.
Brasile: Pil cala meno delle attese nel primo trimestre (-5,4% annuo)
L'economia del Brasile rimane in recessione, ma la contrazione dell’economia nel primo trimestre si è rivelata meno grave del previsto. Secondo quanto riporta l’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (Ibge, l’ente di statistica di Brasília), infatti, su base preliminare da gennaio a marzo il Pil del Brasile è calato dello 0,3% sequenziale, contro l’1,3% di declino del quarto trimestre 2015 (rivisto dall’1,4%) e la flessione dello 0,8% attesa dagli economisti. Su base annuale l’economia brasiliana è peggiorata del 5,4% contro il 5,9% del consensus per una lettura invariata rispetto al trimestre pecedente.

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