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lunedì 6 giugno 2016

Rendimenti negativi: ormai superano i 10mila miliardi


Se tutto il mondo è oppresso dallo spettro della bolla del debito, incubo che a suo tempo fu la scintilla della peggiore crisi della storia, scoppiata nel 2008, quello occidentale deve combattere contro un altro fantasma, quello dei rendimenti negativi, in un certo senso conseguenza del primo.

L'ultimo paradosso della finanza

Infatti la nascita dell'ultimo dei paradossi della finanza e cioè quello di dover pagare gli stati per avere il privilegio di prestare loro dei soldi, stati che, come sopra accennato, sono ormai tutti oberati di debito, trova le sue radici negli stimoli monetari voluti dalle banche centrali all'interno della più ampia strategia di accomodamento finanziario.

Una scelta a tratti obbligata dal momento che tutti i provvedimenti presi per riuscire a riavviare il motore dell'economia mondiale non hanno raggiunto i target prefissati. Non solo, ma i pochi risultati ottenuti non sembrano essere proporzionali agli sforzi fatti per averli. Il primo e più chiaro esempio è quello del Giappone dove persino i vertici della Bank of Japan, e nello specifico un membro del board della Banca del Giappone, Takehiro Sato il quale ha recentemente sottolineato il fatto che i tassi negativi sono controproducenti per l'economia del Giappone, nazione che da oltre 30 anni sta combattendo contro deflazione e ristagno economico adottando una tra le strategie di Quantitative Easing più radicali al mondo.

Ma con poco successo.

Le paure di Fitch

Ma il Giappone è solo la proverbiale punta dell'iceberg dal momento che, come ha notato recentemente Ficth in uno studio pubblicato dal FT, i titoli che virano verso la soglia del rendimento negativo, sono arrivati ormai alla vetta esorbitante dei 10mila miliardi di dollari, ovvero 10mila miliardi di dollari di debito per avere i quali si paga.
Una logica che logica non è e che va contro tutte le leggi non solo dell'economia e della finanzia ma anche del buon senso. Per questo motivo i mercati intuiscono che ci si sta avviando verso un territorio inesplorato e le cui conseguenze potrebbero essere estremamente pericolose sul lungo periodo.

Anche perchè la fascia dei rendimenti negativi si sta estendendo anche alle lunghe scadenze mentre le lunghissime si stanno pericolosamente abbassando.

E poi sarà la volta dei Corporate

Le cifre rivelate da Fitch sottolineano come a questo risultato abbiano partecipato anche i bond europei, aiutati dalle politiche della Bce la quale ha ultimamente incrementato le sue strategie di acquisto sui titoli di stato portandoli dalla precedente soglia dei 60 miliardi mensili all'attuale di 80 miliardi mensili, di euro, ovviamente, mentre i tassi di deposito delle banche sono stati fissati e recentemente confermati a -0,4%.

Il risultato più eclatante si è visto, rivela Fitch, proprio sull'Italia, nazione che ha visto i rendimenti di alcuni titoli italiani fino a 3 anni scendere in territorio negativo proprio mentre, dall'altra parte, continuano ad aumentare le incertezze sul fronte dell'Eurozona e sui problemi che l'Italia porta con sé, in primis al sostenibilità del suo debito.
E tra qualche giorno al Bce arriverà anche sul mercato dei Corporate bond.
Fonte: News Trend Online

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