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venerdì 17 giugno 2016

Quanto costa la "nuova pensione" a chi deve andare in pensione?


Il sistema pensionistico italiano da tempo è oggetto di una serie di richiami da parte dell’Unione Europea: troppo squilibrato e la stessa INPS ogni anno rischia di non riuscire a far quadrare i conti. 

Il problema (irrisolto?) delle pensioni

Con la riforma del lavoro, era indubbio che arrivasse anche quella sulle pensioni.
Adesso chi vorrà andare in pensione prima (in realtà per implicito sollecito del governo) potrà farlo con un anticipo sul calendario di 1,2 o 3 anni. E la somma che avrà in anticipo sarà da considerarsi come un prestito. A 20 anni e con gli interessi. Quanto? E’ proprio questo il discriminante più difficile da stabilire.

Secondo le proiezioni di Progetica, partendo da una pensione base standard di 2 mila euro al mese, 400 se ne potrebbero andare per ripagare il suddetto debito, cosa che, dopo 20 anni, verrebbe meno. Per chi è ancora vivo. Sì, perchè numeri alla mano, se si guarda, ottimisticamente alle cifre, si vede che solitamente l’anno della pensione è, in media, il 67esimo (per chi è nato dal 1951 al 1955, sugli altri la questione è ben più grave, come sanno gli attuali 40enni che rischiano di non vederla proprio la pensione…), il che porta a 87 anni il traguardo in cui questa sorta di “mutuo” verrebbe scontato.

E di mutuo si può facilmente parlare visto che 1) il prezzo da pagare sarebbe intorno ai 400 euro al mese e quindi un tasso di interesse dell’1,5% 2) si tratta di capitale che passano le banche attraverso l’INPS 3) sarebbe presente anche un’assicurazione in caso di morte (e considerando la fascia d’età di cui stiamo parlando…

I numeri di Progetica

Infatti, al di là della scaramanzia, l’aspettativa di vita oltre i 67 anni, per l’italiano medio, cioè appartenente a una delle popolazioni più longeve al mondo, è di 19 anni, il che richiamerebbe in causa l’assicurazione piuttosto spesso.

Assicurazione a carico di chi? Anche in questo caso sarebbe tutto da decidere. Non solo, ma questi numeri chi riguarderebbero? Sempre secondo le proiezioni di Progetica, questo provvedimento sarebbe diretto verso tutti coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953 che abbiano avuto una attività lavorativa stabile e uno stipendio in crescente aumento.
Quanti appartengono a questa categoria di fortunati? tra i 30 e i 40mila dipendenti. Per loro si parla di una possibile pensione di circa 1.703 euro (sperando che non debbano mantenere anche figli disoccupati e nipoti eventuali a carico): scegliendo il pensionamento anticipato di tre anni 
(meglio conosciuto come Ape ovvero anticipo pensionistico), vedrebbe il suo assegno tagliato a monte del 10%, pari a 1.542 euro e sulla quale, trascorsi i tre anni, dovrà restituire quanto avuto con un ulteriore taglio di 240 euro.

Risultato: 1.301 euro per vent’anni e torneranno 1.542 dopo 20 anni, cioè quando ne avrà circa 87. Sempre che ci arrivi.
Fonte: News Trend Online

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