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lunedì 27 giugno 2016

Piazza Affari: guai a toccare il tasto buy per il momento!


La vittoria della Brexit al referendum di giovedì scorso nel Regno Unito, si è tradotta il giorno successivo in una seduta drammatica per le Borse. Si è difesa meglio delle altre la Borsa londinese che ha ceduto il 3,15%, mentre il Dax30 e il Cac40 hanno accusato un ribasso rispettivamente del 6,82% e dell'8,04%.

Crollo storico per il Ftse Mib

Un discorso a partre va fatto per Piazza Affari che nel venerdì nero della Brexit ha registrato la peggiore performance in Europa.

L'indice Ftse Mib si è fermato sui minimi intraday a 15.723 punti, scendendo al di sotto del bottom di quest'anno segnato a febbraio, con un tracollo del 12,48%, dopo aver registrato nell'intraday un massimo a 17.946 punti.
Pesante anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha riportato una flessione del 7,09% rispetto al close del venerdì precedente.

Da segnalare che l'ultima seduta prima del week-end è stata la peggiore nella storia di Piazza Affari dal 1994, ossia da quando è possibile una comparabile, superando il crollo vissuto all'indomani dell'11 settembre 2001 e il crac di Lehman Brothers nel 2008.

Le prossime sedute saranno un banco di prova per il mercato

Il netto deterioramento del quadro tecnico del mercato è dato non tanto dalla discesa al di sotto dei minimi dell'anno, quanto dalla violenza con cui si è sviluppato l'affondo.


La reazione fortemente emotiva che si è avuta dopo al vittoria della Brexit, se da una parte ha riportato il mercato su livelli di prezzo allettanti, dall'altro deve indurre alla massima cautela, perchè i ribassi potrebbero non essere finiti.
Il vero banco di prova si avrà la prossima settimana quando si capirà se il mercato avrà la forza per rialzare la testa e cercare un rimbalzo prima di una stabilizzazione, o se al contrario andrà alla ricerca di nuovi minimi.


L'incertezza che aleggia intorno agli scenari che si potranno delineare dop l'esito del referendum inglese, potrebbe essere appesantita anche dal risultato delle urne in Spagna, dove non sarà facile trovare una maggioranza solida.
Volendo dare qualche riferimento tecnico per il nostro indice, possiamo dire che in area 15.500 troviamo un primo supporto, rotto il quale la discesa proseguirà verso area 15.000, con eventuali estensioni ribassiste fin verso i 14.800 punti nella peggiore delle ipotesi.
Al rialzo una riconquista immediata di area 16.000 potrebbe produrre allunghi verso i 16.500 prima e i 17.000 punti in un secondo momento, ma i movimenti fino a queste soglie di prezzo andranno inquadrati nell'ottica di semplici rimbalzi tecnici.

I market movers in America e in Europa

Per la prima seduta della prossima settimana sul fronte macro Usa si segnala il dato relativo alla bilancia commerciale che a maggio dovrebbe mostrare un peggioramento da 57,5 a 59,5 miliardi di dollari, mentre l'indice PMI servizi elaborato da Markit a giugno nella versione preliminare è atteso in rialzo da 51,3 a 51,9 punti.


Da segnalare che lunedì inizia il forum delle Banche Centrali in occasione del quale è previsto anche un discorso del numero uno della Fed, Janet Yellen.
In Europa non sono previsti dati macro di rilievo e in agenda troviamo l'aggiornamento relativo alla massa monetaria M3 che a maggio dovrebbe mostrare una variazione positiva del 4,8% rispetto al 4,6% di aprile.

I titoli da monitorare a Piazza Affari

A Piazza Affari si segnala lo stacco del dividendo di PLT Energia nell'ordine di 0,077 euro per azione.


Sotto i riflettori Ubi Banca che presenterà il nuovo piano industriale 2019-2020 e in agenda troviamo le assemblea di Industria e Innovazione, Mediacontech, Expert Systems, Imwest e WM Capital, per l'approvazione dei dati di bilancio dell'ultimo esercizio. 
Fonte: News Trend Online

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