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giovedì 2 giugno 2016

Nuovo scivolone per Tokyo e Sydney (Nikkei 225 -2,32%). Shanghai e Hong Kong intorno alla parità


Dopo la giornata di mercoledì che ha visto il netto declino delle Borse europee e modesti guadagni per Wall Street (il migliore dei tre principali indici Usa è stato l'S&P 500, apprezzatosi di appena lo 0,11%), alla riapertura dei mercati asiatici si è rivisto lo stesso copione della seduta precedente.
La tendenza complessiva è negativa, ma a sentire l'impatto sono sostanzialmente ancora gli indici di Tokyo e Sydney, e per la piazza nipponica sotto i riflettori rimane lo yen, che guadagna lo 0,40% sul dollaro dopo essersi apprezzato dell'1,40% nelle due precedenti sessioni. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle dieci altre principali monete, è in modesto declino (mercoledì aveva perso lo 0,40%).

Il risultato è un crollo per Tokyo: il Nikkei 225 ha perso infatti il 2,32% (non molto diversa la performance dell'indice più ampio Topix, deprezzatosi del 2,22%). All'indomani dell'annuncio del rinvio fino all'ottobre 2019 dell'aumento dall'8% al 10% dell'imposta sui consumi, già posticipato in precedenza e programmato per l'aprile 2017, a spingere al ribasso i corsi sono però soprattutto i timori sulla crescita dell'economia globale e le performance deludenti di grandi esportatori: Honda ha perso oltre il 4% (Toyota circa il 2%), in scia a deludenti dati sulle vendite di auto in Usa nel mese di maggio.
Per quanto riguarda le materie prime, in attesa del meeting dell'Opec a Vienna il Wti è in modesto declino, poco sotto i 49 dollari al barile (in quella che è comunque la quinta seduta consecutiva di deprezzamento), e perdono terreno anche rame e nichel.

A Sydney, l'S&P/ASX 200 replica la seduta di mercoledì (in cui aveva perso l'1,03%) e chiude in declino dello 0,83% appesantito dai titoli minerari e petroliferi (nette le perdite anche del settore bancario). In positivo, invece, Seoul, con il Kospi che limita comunque allo 0,12% il suo guadagno.
Intorno alla parità si muovono anche i listini cinesi, con l'eccezione dello Shenzhen Composite, in progresso di circa mezzo punto percentuale. A circa un'ora dalla chiusura degli scambi, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso marginale. Leggermente meglio fa Hong Kong: l'Hang Seng guadagna circa lo 0,20% (poco meglio fa l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno allo 0,30%).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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