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lunedì 13 giugno 2016

Mercati azionari. Analisi intraday della giornata

MERCATI AZIONARI

La distribuzione dei flussi è in questo momento ribassista: rating -2 per la curva europea e rating -3 per quella americana. Il quadro distributivo allargato conferma lo scenario ribassista. Rating complessivo: -3.
Tutto il mondo guarda ai sondaggi relativi al referendum inglese sulla Brexit.
I sondaggi danno in vantaggio il "leave", cioè l'uscita. In queste condizioni di incertezza il mercato non può altro che scendere. Manteniamo le posizioni ribassiste di natura multiday assunte venerdì.

EURO-DOLLARO

Correlazione inversa EUR-USD / mercati azionari.

Allo stato attuale non ci sono le condizioni per operare in ottica intraday.
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Il 51% dei britannici è favorevole ad una uscita (Brexit) del Regno Unito dall'Unione europea. E' quanto emerge per la prima volta da circa un mese da una media di sondaggi pubblicata oggi dal sito WhatUKThinks a meno di tre settimane del referendum del 23 giugno.
La precedente media dei sondaggi calcolata sempre da WhatUKThinks dava i due campi testa a testa, al 50% ciascuno. Un sondaggio di Icm, realizzato per il Guardian, dà i favorevoli alla Brexit in testa con il 52%, contro il 48% dei filo-europei. C'è anche una profonda spaccatura nella stessa maggioranza inglese.

Questo è il motivo che in questa fase tiene in ansia i mercati e determina la discesa di oggi. I sondaggi hanno statisticamente un margine di errore del 5%. E dunque sondaggi che danno la Brexit con il 52% dei votanti è chiaro che possono sbagliare, fino al 47%. Ma potrebbe essere anche un 57%.
In Gran Bretagna (e non solo) c'è un fortissimo sentimento anti-europeista, e non gliene frega niente a loro del crollo dei mercati che ne deriverà. In Scozia voteranno tutti per il Leave. Le classi più deboli voteranno per il Leave. Persino il partito di Cameron è spaccato.

E gli avversari, se potranno, certamente eviteranno di aiutarlo.

RISCHIO GEOPOLITICO

Il rischio geopolitico è alto e in aumento. Ciò di per sé impatta subito sui mercati in modo negativo, contribuendo ad orientanrli al ribasso: si tratta di segnali che si inseriscono nel contesto generale sempre più critico in questi giorni, dopo quasi tre mesi relativamente tranquilli.
Da sottolineare che la tensione in Siria, interrotta con la tregua iniziata a metà febbraio, ha ricominciato a salire, e ci sono nuovamente focolai di guerra civile. Così come in Ucraina, in Libia e in Iraq. I campionati europei di calcio in Francia sono un palcoscenico invitante per azioni terroristiche.
Tutto il mondo guarda ai sondaggi relativi al referendum inglese sulla Brexit.

Il vento anti-immigrazione spinge gli euroscettici verso il referendum del 23 giugno sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Un sondaggio di Icm, realizzato per il Guardian, dà i favorevoli alla Brexit in testa con il 52%, contro il 48% dei filo-europei.

TASSI E POLITICA MONETARIA

FED

Le parole del 6 giugno di Janet Yellen hanno confermato un quadro macro sotto controllo, con crescita americana costante, bassa disoccupazione, inflazione che si avvicina al target del 2%, e dunque tassi verso la normalizzazione, con cautela ma senza incertezze.

Stimo due rialzi per il 2016, uno in luglio o in settembre, e l'altro in dicembre. 
Fonte: News Trend Online

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