-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 29 giugno 2016

La versione di Iggo sul reddito fisso


Mercati e bookmaker non hanno azzeccato le previsioni. Il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione Europea. Come previsto, la decisione ha dato il via ad un grosso movimento di risk-off sui mercati finanziari e la sterlina e? scesa ai minimi rispetto al dollaro dal 1985. La ricerca di attivi difensivi fa scendere i rendimenti obbligazionari.
Nei mercati del credito, gli spread si sono ampliati a causa dell’incertezza politica ed economica scaturita dall’esito del voto.
Emergono quindi opportunita? di acquisto. Le banche centrali immetteranno liquidita?, i rialzi dei tassi saranno rinviati e le obbligazioni offrono una migliore capacita? di conservazione del capitale rispetto alle azioni, considerate le prospettive incerte sul fronte degli utili.

La vittoria del “Leave” non era il nostro scenario principale, ma comunque le prospettive per il reddito fisso non cambiano molto.
Gli investitori continuano ad avere bisogno di rendimento, ci vorra? del tempo prima che si faccia chiarezza sulle implicazioni economiche della Brexit, e c’e? abbondante liquidita? da investire.
I rendimenti non resteranno piu? alti a lungo nel credito e nei mercati emergenti.

Fuori dall’UE

Degli anni ‘70 mi ricordo soprattutto le partite di calcio, la scuola, il tempo trascorso al pub, la prima vacanza a Mallorca e i Bay City Rollers. Mi ricordo anche la settimana lavorativa di 3 giorni, i blackout e tante elezioni.

Non mi ricordo molto del referendum del 1974 sull’adesione all’Europa, ma so che la vita della mia famiglia e? migliorata molto da allora. La Gran Bretagna ha sempre fatto parte dell’Unione Europea, ma ora non sara? piu? cosi?. Come cittadino, mi intristisce molto. Come investitore, mi preoccupa.Le cose cambieranno, sul fronte economico e politico.
Dopo tutto, e? questo per cui i cittadini hanno votato.
Nel Regno Unito ci sara? un cambiamento politico, forse anche costituzionale, e potrebbero esserci cambiamenti anche nel resto d’Europa. Ci saranno anche cambiamenti economici. Dopo tutto, e? questo per cui hanno votato i cittadini.

Il problema e? che non conosciamo le implicazioni di tutti questi cambiamenti sulla crescita, sull’inflazione, sui posti di lavoro e sui mercati finanziari. Questo ha determinato la reazione iniziale dei mercati: una robusta domanda di strumenti privi di rischio, il forte aumento dei premi per il rischio, l’aumento della volatilita?.
Aspettiamoci la classica iperreazione dei mercati.
Ma il problema e? che non sappiamo su quali presupposti economici basarci per calcolare il valore equo. Quale sara? il cambio della sterlina? Nella mia carriera il tasso di cambio col dollaro si e? avvicinato sia a 1 sia a 2, oggi a 1,38 dollari potrebbe dirigersi in una direzione oppure nell’altra.

La valuta e? un indicatore del sentiment sulle prospettive economiche di un Paese. In questo momento e? logico presupporre chele prospettive di crescita del Regno Unito si indeboliranno, gli investimenti privati certamente ne risentiranno e potrebbe risentirne il mercato immobiliare.
I consumatori saranno meno propensi a rischiare.
I tassi resteranno bassi a lungo, la sterlina si svalutera? e manchera? un fattore trainante per la crescita del PIL. Il Regno Unito ha anche un ampio deficit delle partite correnti. Gli afflussi di capitale necessari per colmarlo potrebbero rallentare in futuro se il settore finanziario iniziera? a trasferirsi altrove.

Dicendo addio all’UE, molti britannici potrebbero trovarsi senza lavoro.

I mercati del credito probabilmente non avranno la peggio

L’incertezza in uno scenario caratterizzato da bassi rendimenti non e? allettante. Come prevedere cio? che accadra? al Regno Unito? L’inflazione salira? a causa del brusco calo della sterlina, a beneficio delle obbligazioni indicizzate all’inflazione.
Gli effetti di conversione per le societa? che incassano in dollari e in euro potrebbero far salire temporaneamente gli utili, ma le imprese locali ne risentiranno. L’opinione comune e? che ci sara? una recessione. Le caratteristiche di conservazione del capitale favoriranno le obbligazioni (ne ho discusso la settimana scorsa), i Gilt sono saliti di 3 punti questa mattina, nonostante le agenzie di rating stiano valutando di declassare il rating di credito del Regno Unito.
Col tempo emergeranno opportunita? di investimento.

L’incertezza economica rema contro un eventuale aumento della leva finanziaria nel Regno Unito e anche nel resto d’Europa, pertanto le obbligazioni societarie saranno relativamente al sicuro. L’incertezza vorra? dire che si alzeranno i premi per il rischio e lo stiamo gia? osservando.
L’indice CDS investment grade in Europa oggi e? salito, sebbene questo movimento sia stato ampiamente compensato dal calo dei tassi sottostanti, per cui i rendimenti restano pressoche? invariati. A dire la verita?, a poche ore dal risultato del voto, non ci sono molti scambi sul mercato.

Quando prevarra? la calma, e? improbabile che saranno i mercati del credito ad avere la peggio.

Occhi puntati sull’Europa

Gli investitori devono valutare i rischi. Noi e altri abbiamo scritto che la Brexit non fa male solo all’economia britannica, ma anche all’Europa.
Le incertezze sui futuri accordi commerciali graveranno su entrambi i fronti. Sul fronte politico, ci sono altri Paesi pronti a seguire l’esempio del Regno Unito. Senza dubbio, l’Unione Europea dovra? cambiare e forse cambiera? riducendo la burocrazia e incrementando investimenti e produttivita?.

Chi lo sa.
Ma se servira? un’altra crisi per portare a cambiamenti fondamentali, sara? di tipo esistenziale e agira? sui punti di debolezza: i titoli di stato dei paesi periferici potrebbero essere la vittima designata. Questi titoliscambiano a uno spread oltre i 100 punti base rispetto alla Germania per una ragione.
E la ragione e? che c’e? il rischio di un’altra crisi del debito, anche se la Banca Centrale Europea ha cercato di contenerlo al minimo negli ultimi anni.
La Spagna andra? nuovamente alle urne questo fine settimana, ci sono movimenti secessionisti nei Paesi Bassi e in Francia e sarebbe ingenuo credere che un’unione politica possa perdere uno dei suoi membri piu? influenti senza conseguenze.

Il ruolo della BCE diventa ancora piu? importante per sostenere i mercati e per garantire l’euro come una delle principali valute. C’e? una ragione se il dollaro e? salito sia rispetto all’euro che alla sterlina.

Opportunita? di acquisto se si ampliano gli spread

Le azioni dovrebbero essere la categoria di investimento che risentira? maggiormente di un eventuale indebolimento dello scenario economico.
La politica monetaria globale continuera? a sostenere le obbligazioni. Probabilmente la Federal Reserve non alzera? i tassi fino alla fine dell’anno. Il prossimo intervento della Banca d’Inghilterra sara? un allentamento se le cose si mettono male, mentre la BCE sta gia? intervenendo nell’Eurozona.

Le prospettive per i tassi e la corsa verso la sicurezza hanno gia? fatto scendere i rendimenti obbligazionari core, i Gilt decennali sono scesi intorno all’1% e i Bund a 10 anni sono diretti in territorio negativo.
I rendimenti obbligazionari sono condizionati dalle variazioni della struttura a termine dei tassi di interesse e del premio per il rischio di credito.
Quest’ultimo a sua volta e? influenzato dal clima economico e dalla leva finanziaria, pertanto sono probabili nuove pressioni sugli spread corporate derivanti dal rallentamento della crescita. Questi fattori influiranno verosimilmente sui mercati high yield dove la leva finanziaria e? piu? alta e la sensibilita? al ciclo economico e? maggiore rispetto all’investment grade.

Comunque la considererei un’opportunita? di acquisto. La mia impressione e? che ci sia abbondante liquidita? nei portafogli, attendere gli sviluppi dell’uscita del Regno Unito dall’Europa e le implicazioni per l’economia potrebbe comportare un costo di opportunita? se i tassi salgono.
Analogamente, le prospettive ci sembrano abbastanza positive per le obbligazioni dei mercati emergenti, considerato che le implicazioni macroeconomiche della Brexit sui mercati emergenti non sono cosi? evidenti e il debito dei mercati emergenti in valuta forte beneficera? del calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA.

Abbiamo formulato le nostre previsioni trimestrali prima del referendum, ma le conclusioni restano piu? o meno le stesse: il credito investment grade sembra sicuro, le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono interessanti poiche? le banche centrali continuano a immettere liquidita? e i mercati emergenti beneficeranno del miglioramento dei fondamentali.
Se il sell-off nel mercato high yield prosegue, anche questa sara? un’opportunita? interessante.

Il rischio e? il populismo

La decisione brucia. La reazione del mercato e? stata estrema. Le ripercussioni politiche sono appena iniziate. Il miglior contributo all’informazione che ho visto prima del voto e? un video su YouTube della lezione di un professore di legge dell’Universita? di Liverpool.

In breve sosteneva che la decisione di uscire dall’Unione Europea avrebbe generato profonda incertezza e implicazioni ignote per il sistema legale britannico e ci sarebbero voluti anni per far uscire il Regno Unito dall’UE e rinegoziare nuovi accordi commerciali.
Questo implica un prolungato periodo di incertezza.
I mercati col tempo si tranquillizzeranno, ma il referendum ha avviato una serie di eventi che implicano rischi politici ed economici. Gli investitori devono concentrarsi sui principi di base quando cercano di produrre rendimento. Le obbligazioni offrono un certo grado di sicurezza in uno scenario di incertezza.

Se ci sara? bisogno di nuovi stimoli monetari, il reddito fisso ne beneficera?. Tuttavia Autore: Chris Iggo Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento