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giovedì 9 giugno 2016

La corsa dell’Elefante

In un contesto globale asfittico l’andamento dell’economia indiana, che esprime un tasso di crescita superiore alle aspettative di mercato, rappresenta un elemento di interesse meritevole di essere monitorato dagli investitori a caccia di rendimento.
Il GDP nell’ultima release di maggio evidenzia nel primo trimestre del 2016 una crescita annualizzata del 7,9%, contro dati di consensus del 7,5%. Un valore che viene ulteriormente esaltato nella sua scomposizione, considerando che il miglioramento è da ricondurre alle spese dei privati a dispetto di una contrazione delle esportazioni.

Un segnale di maturità dell’economia indiana che non è sfuggito agli investitori come dimostra l’andamento del Sensex, indice delle 30 blue chip, che è passato nel giro di un’ottava da 25.300 a 26.800 punti.


Sensex

Fonte: FIDA

L’andamento grafico dell’indice esprime una serie di combinazioni tecniche di trading che si sono concretizzate nel break-out dei 26.100 punti.

Partendo da una prima analisi aritmetica è possibile osservare come le quotazioni abbiano mostrato un sostanziale pareggio in valore assoluto, con un andamento che è stato caratterizzato: da una fase di consolidamento sul supporto statico e psicologico dei 25.000 punti in dicembre; da una successiva discesa verso la successiva base statica in area 23.000; e da un nuovo consolidamento sopra i 25.000 punti in maggio. Un andamento oscillatorio che ha favorito la formazione di un testa e spalle rovesciato la cui neck line transita in prossimità dei 26.100 punti.

Una seconda analisi di carattere tecnico-grafica parte dalla definizione di una trendline ribassista che parte dal massimo di marzo 2015 e che viene violata dopo 13 mesi con una conformazione che consente la formazione di un pivot high a 26.100, pronto ad essere violato in breakout.

La terza analisi di carattere tecnico-quantitativa parte dall’utilizzo di una media ciclica che abbia una funzione di attrattore per movimenti mean-reverting. Anche in questo caso è possibile vedere come la violazione della media mobile ed il successivo pull-back abbia determinato la formazione di un pivot high a 26.100.

Tre approcci diversi che hanno determinato una convergenza operativa sul breakout dei 26.100, che si è tradotta in un allungo rialzista con proiezione di medio termine all’area di massimo dei 29.000 punti.
Le indicazioni di crescita economica espresse nel mercato azionario producono riflessi anche sul comparto obbligazionario a causa dell’incremento dell’inflazione che in maggio ha raggiunto il 5,4%, con una sensibile accelerazione che sembra destinata a trasmettersi necessariamente alle scelte di politica monetaria espresse dalla Central Bank of India.

La Yield Curve indiana non ha subito oscillazioni nel corso dell’ultimo mese ma il confronto rispetto ai 12 mesi precedenti esprime il mutato sentiment degli investitori con una sensibile riduzione della parte a breve e una inclinazione meglio definita nella parte medio-lunga.

Il denaro costa quindi di meno rispetto ad un anno prima e la crescita economica si trasmette sui prezzi in maniera equilibrata nelle diverse scadenze.

India Yield Curve

Fonte: Facset

Gli effetti di tali manovre sembrano pronte a trasmettersi al mercato valutario con il cross EUR/INR che pur vedendo le quotazioni inserite in un canale rialzista mostrano un rallentamento della spinta crescente che acquisterebbe valore operativo short solo al cedimento delle 72,4 rupie per euro.

Eur/INR

Fonte: FIDA

Su Borsaitaliana esistono 2 ETF quotati:


Gerardo Murano Head of Financial Analysis ADB


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Autore: Redazione Itforum

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