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lunedì 20 giugno 2016

La Bundesbank cambia (quasi) ideai: il QE potrebbe essere utile


Dopo mesi e mesi di discordia, anche fortissima, tra i vertici della banca centrale europea e quelli di quella tedesca, discordia che non ha esistato achiamare in balo anche la corte costituzionale tedesca, sembra che si stia arrivando a un compromesso sulle rispettive vedute.

La buona volontà della Bundesbank

Ovviamente un compromesso condizionato.
Almeno stando a quello che ha dichiarato la Bundesbank tedesca nel suo report mensile nel quale ha confermato che la strategia di stimolo monetario creata dalla Bce potrebbe essere utile ai mercati purchè l'inflazione ritorni al 2%, livello toccato il quale da Francoforte si dovrà inesorabilmente fare una manovra di normalizzazione a prescindere dallo stato di salute di conti pubblici o economia internazionale.
Da tempo la Germania si era opposta a più livelli ai provvedimenti presi da Mario Draghi per riuscire a salvaguardare l'economia del Vecchio Continente prima dalla crisi e poi dai suoi strascichi con diverse strategie sia a favore del sistema bancario che di quello di credito e, indirettamente, anche degli stati maggiormente a rischio come la fascia periferica del'Europa.

I rischi che crea la Bce

Tutti provvedimenti che, secondo quanto temuto da Berlino, avrebbero finito con il fermare i vari stati nel loro duro cammino di riforme interne visto che, con l'entrata in scena della Bce, sarebbe stata cancellata anche l'urgenza dettata da uno spread alle stelle e da rendimenti in continuo aumento.

Ma per quanto si voglia dimostrare collaborativa, la banca tedesca non può fare a meno di ricordare che gli esisti delle operazioni straordinarie di supporto, sono sempre più imprevedibili. Jens Weidmann teme il prolungarsi di tutte le conseguenze che contraddistinguono le politiche della Bce e cioè i rendimenti bassi e ancora di più quelli negativi, conseguenze che vanno ad abbattersi direttamente sui conti e sugli investimenti dei risparmiatori. 
Fonte: News Trend Online

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