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giovedì 23 giugno 2016

La Bce paga (ancora) le banche per darci i soldi... a pagamento


Per quanto paradossale sembri, è la realtà: da oggi la Bce paga le banche affinchè queste prendano soldi in prestito da veicolare all’economia reale e promuovere i consumi.

La nuova Tltro

Oggi partono le richieste di accesso alle nuove aste agevolate che la Bce ha promosso a favore delle banche.
Si tratta dei famosi e già sperimentati Tltro cioè i prestiti agevolati per le banche che in passato hanno visto, a fasi alterne, l’interesse sempre più scemato delle banche. Tradotto in numeri: il tasso base sarà pari a 0 che potrebbe diventare -0,4% se le banche arriveranno ad aumentare i prestiti legati alla nuova Tltro del 2,5% per la fine di  gennaio 2018.

Per quest’ultima tranche le previsioni degli analisti Unicredit parlano di richieste per circa 400-450 miliardi lordi anche perchè già ce ne sarebbero 370 da rimborsare, retaggio delle precedenti edizioni, e che potrebbero essere sostituiti con queste nuove linee di finanziamento a condizioni migliori lasciando dunque un saldo del prelievo netto intorno ai 50 miliardi circa.
Tanti, ma la cifra fa capire che nell’ambiente la liquidità presente è di per sè tanta, troppa. Le ultime cifre parlano di 870 miliardi di euro immessi in più riprese e con vari strumenti ma non sempre veicolate nella famosa economia reale la quale a sua volta, rimane un’incertezza sul fronte del credito che rischia, per colpa della crisi, di trasformarsi in sofferenza.

Questa volta, però, sarà diversa: sia per favorire la richiesta, sia per premiare chi spinge quei capitali verso il consumo, da Francoforte si è deciso, nell’ambito dell’implementazione dell’ultimo QE, di andare oltre: non solo capitali a tasso 0 ma addirittura un’extra per chi si dovesse dimostrare virtuoso e veicolare i soldi all’economia reale, cosa che, a quanto pare, le altre volte non è riuscita.   

Il cittadino comune e i suoi dubbi

Chi non è addentro nelle dinamiche bancarie non può fare a meno di chiedersi il perchè la Bce dia soldi gratis (o addirittura con incentivi) alle banche e queste poi le girino al consumatore che, invece, quei soldi li paga: la tentazione dell'Helycopter money, cioè di uno stanziamento di capitali direttamente ai consumatori, bypassando lo snodo bancario,  di fronte a questo scenario, è forte.

Anche se, volendo fare un discorso più generale, verrebbe da chiedersi perchè dopo anni di crisi e misure di stimolo dell’economia reale, quest’ultima non vuol proprio saperne di rianimarsi. Forse la risposta più diretta, probabilmente non quella più ortodossa, sta nel fatto che la base vera dell’economia reale (altro appellativo su cui discutere) e cioè il lavoro, è stato a dir poco calpestato proprio perchè si è ignorato un dato probabilmente lapalissiano e cioè che un lavoratore sereno è anche un consumatore consapevole e disposto a spendere di più, meglio e più spesso.

Chi ha un contratto che scade a tempo determinato e nessuna prospettiva di miglioramento professionale e di carriera forse, quei pochi soldi, preferisce risparmiarli, alimentando un pericoloso circolo vizioso dettato anche dalla legge della jungla che ormai imperversa gioco forza: mors tua, vita mea. 


Fonte: News Trend Online

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