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lunedì 20 giugno 2016

Il voto in UK del 23 giugno è un punto di svolta condizionante


Riportiamo il "Macro Weekly", la settimana dei mercati a cura della divisione Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda con un commento che evidenzia i principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili "market mover" per questa se‎ttimana.

Eurozona: “inflazione debole”

Nell’Unione Europea il surplus della bilancia commerciale è sceso e la produzione industriale è aumentata ad aprile.
La deflazione è stata confermata a maggio, ben sotto l’obiettivo della BCE per il medio termine. I prezzi dei servizi e dei beni industriali aumentano ma quelli dell’energia calano del -8,1%. Tutto ciò è determinato dalla domanda moderata sebbene si stimi che la capacità inutilizzata sia in lieve riduzione dal 1,5% nel 4° trimestre a circa l’1,3% del PIL potenziale nel 1° trimestre (fonte BI).

La persistente moderazione dell’economia rischia di lasciare l’inflazione core sotto tono per il prossimo futuro, anche se dovrebbe muoversi lentamente verso l’obiettivo BCE. Nell’attesa del referendum sulla Brexit, in settimana lo ZEW (martedì) e i PMI (giovedì) sono attesi in movimento laterale.
Martedì la corte costituzionale tedesca pubblicherà la sua decisione finale sulla legittimità del programma OMT della BCE.

USA: “Fed attendista”

A differenza di marzo, quando ci fu un solo dissenziente, la FED ha lasciata invariato i tassi con una decisione unanime.

Le proiezioni dei tassi del Comitato sono state riviste al ribasso con l’indicazione che le forze che tengono i tassi bassi perdureranno a lungo. Solo 2 membri del Comitato si attendono più di due rialzi nel 2016 (7 a marzo), la maggioranza (9 su 17) ne vede solo due e chi ritiene che ci sarà un solo incremento passa da 1 a 6.
Tutto ciò consegue alle preoccupazioni per il contesto internazionale, soprattutto per il rischio della Brexit, ma anche per le incertezze dovute ad alcuni recenti rallentamenti dei dati interni misti su nuove assunzioni, investimenti delle imprese e attese di inflazione, nonostante i consumi e il settore immobiliare si siano rafforzati.

Nell’insieme la Fed osserva quindi che la crescita “sembra aver accelerato”. Tuttavia la Fed ha preferito aspettare per agire e attende nuovi dati sui quali però resta fiduciosa, nonostante abbia abbassato la stima di crescita economica. È stato ribadito che la normalizzazione dei tassi seguirà l’evoluzione dei dati nel perseguimento del doppio obiettivo della piena occupazione e del 2% di inflazione.
Martedì e mercoledì il presidente della Fed Janet Yellen darà al congresso la sua testimonianza semestrale in cui dovrebbe ribadire quanto emerso all’ultima riunione.

UK: “è l’ora del referendum”

Il mercato del lavoro ha mostrato segni di resilienza di fronte all’attesa del referendum sull’adesione all’Unione Europea, con la disoccupazione che è scesa inaspettatamente e la crescita dei salari ex-bonus che ha accelerato.

L’attesa di questi mesi per il referendum potrebbe avere un effetto di frenata sulla crescita del PIL e ostacolare il recupero di inflazione ritardando la normalizzazione delle politica monetaria. La Bank Of England non vede ora significativi rischi al rialzo di inflazione nei prossimi anni e non ne prevede il raggiungimento dell’obiettivo prima di due anni.
Le ultime previsioni puntano alla vittoria del “leave” al prossimo referendum ma l’uccisione della parlamentare Jo Cox potrebbe far recuperare il fronte “remain”. Seguendo le dichiarazioni della Bank of England, si rafforza l’opinione che in caso di Brexit tutti gli aumenti dei tassi sono sospesi per il 2016 e il 2017 e in tale scenario ci sarebbe probabilmente anche un taglio dei tassi.

D’altra parte, in caso di Bremain, l’allentamento della politica dovrebbe invertirsi e spingere al rialzo la sterlina.

Cina: “stabilizzazione”

L’economia continua la stabilizzazione del suo tasso di crescita in maggio in quanto la produzione industriale e le vendite al dettaglio sembrano tenere.
Nonostante il governo abbia offerto un sostegno, la crescita degli investimenti privati continua invece a calare, sebbene nel complesso sia stata quasi compensata dall’incremento degli investimenti pubblici. Il contesto economico generale rimane difficile. L’economia non sta rispondendo ai notevoli stimoli monetari/fiscali introdotti a partire dalla metà del 2015 anche perché alcuni di questi hanno un effetto ritardato e quindi causare una crescita resiliente nei prossimi mesi.

Restano l’alto debito e la sovra capacità esistenti a frenare l’efficacia degli incentivi per gli investimenti, anche se gli oneri finanziari scendono.

Brasile: “tante debolezze”

Il declino delle vendite al dettaglio è peggiorato. L’escalation di disoccupazione, caduta dei salari reali e continua riduzione della leva finanziaria nel credito personale sono i principali fattori di questa scarsa performance.
La persistenza di queste tendenze dovrebbe pesare sull’economia brasiliana per l’intero anno.

India: “inflazione e snodi 2H”

L’inflazione in rialzo si aggiunge agli altri punti critici dell’economia per il 2° semestre: i monsoni, l’appetito per il rischio India degli investitori globali e il prezzo del petrolio, che sono fuori dal controllo del governo.

Se girano in positivo potrebbero spingere la crescita del PIL oltre l’8% ma nel caso contrario si scenderebbe sotto 7%. Qualunque sia lo scenario è necessaria una transizione liscia di leadership della Banca Centrale a settembre per mantenere l’inflazione e la rupia sotto controllo.

Giappone: “Boj ferma”

La Bank of Japan ha lasciato i tassi sui depositi a -0,1% e il piano di quantitative e qualitative easing (QQE) a 80 mila miliardi di yen, rinviando qualsiasi decisione ai prossimi mesi per valutare l’impatto delle azioni in essere e aspettare le elezioni di luglio.

Svezia: “inflazione battuta d’arresto temporanea"

L’inflazione reale è stata bassa ma la Riksbank non dovrebbe aumentare ulteriormente le misure di stimoli.

Le aspettative di inflazione infatti sono aumentate nel mese di giugno.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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