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giovedì 2 giugno 2016

Il turno della BCE

Oggi è nuovamente arrivato il turno della BCE (Toronto: BCE-PA.TO - notizie) e della comunicazione sulla politica monetaria che la banca centrale intende adottare (o mantenere) nel prossimo futuro. Come di consueto alle 13:45 si terrà la comunicazione sui tassi di interesse ed alle 14:30 la conferenza stampa di Mario Draghi. Questo mese inizierà anche il programma di acquisto di corporate bonds annunciato a marzo e che fa parte di quell’ultimo pacchetto di misure attraverso la quale la BCE ha deciso di iniziare ad avere come target lo stimolo l’economia dall’interno invece che grazie alle esportazioni (favorite da una valuta più debole).
Di (KSE: 003160.KS - notizie) fatto, quindi, la BCE comprerà il debito emesso da società europee considerando scadenze comprese tra i 6 mesi e i 30 anni. Le (Taiwan OTC: 8490.TWO -notizie) uniche società che rimarranno fuori da questo programma, ma che sono state ampiamente aiutate attraverso altre misure, sono le banche. Perché un’azienda possa essere ritenuta idonea è necessario che il debito emesso venga considerato “investmet grade” da un’agenzia di rating. Anche i bonds con rendimento negativo saranno comprati dalla BCE, purchè la passività non ecceda lo  -0.4%.
Interessante è anche sapere che gli acquisti non effettuati direttamente dalla BCE, ma se ne occuperanno le banche centrali di Italia, Germania, Spagna, Francia, Belgio e Finlandia, ed ognuna di queste coprirà una parte diversa della zona Euro attraverso il mercato primario (per le nuove emissioni) e quello secondario (per comprare debito già emesso).
Certamente, nel frattempo, la zona Euro per il quarto mese consecutivo ha mostrato di essere in deflazione, evidenziando che tutti gli sforzi di Mario Draghi almeno per il momento non hanno prodotto risultati.
Ciò sui cui fanno affidamento a Francoforte per vedere i prezzi tornare a salire è il recente rialzo della quotazione del petrolio che, nuovamente in area $50 a barile potrebbe dare la possibilità alle banche centrali, che nella maggior parte dei casi stanno combattendo contro un'inflazione sotto i target stabiliti, di avere le loro proiezioni riviste al rialzo.
Per quanto riguarda il caso odierno, il consensus degli analisti punta verso verso una BCE che riveda al rialzo le sue stime: quelle per l’anno in corso da 0.1% a 0.3% e quelle a due anni a 1.5% a 1.8%. Secondo Morgan Stanley, il rialzo del prezzo del petrolio potrebbe addirittura portare l’inflazione della zona Euro oltre lo 0.4% entro la fine dell’anno.
Se oggi pomeriggio Mario Draghi dovesse confermare questi numeri sarebbe un fattore molto positivo per l’Euro dal momento che ormai da anni le proiezioni riguardanti la crescita dei prezzi sono sempre state riviste al ribasso ed il caso contrario rappresenterebbe un’iniezione di fiducia molto importante.
Autore: Bonetti Financial Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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