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lunedì 13 giugno 2016

Il timore di Brexit affonda Tokyo (Nikkei 225 -3,51%) che trascina al ribasso tutta l'Asia


Dopo un'ottava chiusa in declino e con il sell-off abbattutosi sui mercati europei venerdì, alla riapertura degli scambi le vendite proseguono in Asia. A tenere banco sono i timori per una possibile vittoria dei sostenitori dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue al referendum del prossimo 23 giugno.
E l'ipotesi di Brexit spinge già gli investitori verso i beni-rifugio come lo yen, che continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro (il guadagno è intorno allo 0,70% e la valuta giapponese si avvicina pericolosamente ai massimi dall'ottobre 2014). Il risultato è un tracollo generalizzato per i listini della regione.

L'indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, sfiora una perdita del 2% in quella che è la peggiore performance da aprile. Ma è proprio Tokyo la piazza che registra il declino più netto: il Nikkei 225 ha chiuso infatti con un crollo del 3,51% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi del 3,34%) che porta ampiamemente sopra al 15% il declino del benchmark nipponico da inizio anno.
Male anche la Borsa di Seoul: il Kospi segna infatti una perdita dell'1,91% in chiusura degli scambi.
Se questa settimana i riflettori saranno puntati soprattutto su Federal Reserve e Bank of Japan, a Shanghai e Shenzhen si guarda anche alle decisioni di Msci, che mercoledì comunicherà se titoli cinesi verranno inseriti nei suoi indici globali.

Ipotesi che aveva spinto in rally le piazze cinesi una decina di giorni fa. Shanghai e Shenzhen, rimaste chiuse per festività nelle ultime due sedute della scorsa ottava, riaprono in negativo, anche se, a circa un'ora dalla fine delle contrattazioni, le perdite sono inferiori rispetto a quella di Tokyo: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in flessione di circa l'1,50% mentre è superiore al 2% il declino dello Shenzhen Composite.
Sul fronte macroeconomico, sono sostanzialmente intorno alle attese i dati relativi al mese di maggio, con la produzione industriale rimasta stabile in crescita del 6% come in aprile. Maggiormente allineata a Tokyo è invece la piazza di Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti quasi il 3% (performance simile anche per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).

Limita i danni invece Sydney: l'S&P/ASX 200 chiude con una perdita dello 0,92% appesantito dal declino dei titoli minerari e petroliferi (il Wti è in flessione di oltre l'1% dopo avere perso più del 4% nelle ultime due sedute), a fronte del crollo del 3-4% per i colossi Bhp Billiton e Rio Tinto.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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