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mercoledì 15 giugno 2016

I poveri? In Italia sono raddoppiati con la crisi


I tassi negativi non piacciono al mercato, nememno agli investitori e ancora di meno ai risparmatori. Ma a pagare in prima persona per la decisione presa dlala Bce di adottare tassi negatii sono per lo più le famiglie europee e anocora di più, tra queste, quelle italiane.

Le famiglie e i tassi negativi

A stabilirlo è un report di Market Watch, portale di investimenti facente capo al WSJ, secondo cui il Belpaese è la nazione più colpita dalle conseguenze dei tassi bassi a livello di economia reale.

In realtà la conferma più autorevole arriva dal Bollettino della Bce che stabilisce i numeri: gli interessi delle famiglie europee sono risultati in calo del 3,2% tra la fine del 2008 (terzo trimestre) e la fine del 2015 (quarto trimestre), con un passivo che, guardando alle singole voci, è del 5% per l'Italia, del 3,5% per la Spagna e del 2,3% in Germania.
Non solo, ma dalla fine del 2008 il tasso di guadagno rispetto ai tassi di pagamento è sceso di oltre il doppio.

Il motivo? Paradossale ma vero: gli italiani sono più virtuosi nei loro risparmi perchè hanno asset più fruttiferi e meno debito, tutte cose che con i tassi negativi vengono notevolmente erose.

I poveri? Raddoppiati con la crisi

A questa notizia si aggiunga anche un altro elemento non particolarmente esaltante per le famiglie italiane.
Uno studio di Confcommercio conferma nei numeri ciò che la pratica quotidiana e il buon senso, già sapevano e cioè che 
negli anni della recessione, che per l'Italia è stata doppia, il numero di famiglie povere è raddoppiato. Guardando poi le singole voci si notano i numeri degli individui cosidetti poveri, fascia che ha visto un incremento del 130% in meno di 7 anni.

In altre parole il 7% degli itlaiani è da considerarsi povero. Il tutto mentre il potere d'acquisto è risultato in calo del 105 come anche il risparmio a -36%. Cosa significa questo? Che nel periodo preso in esano, periodo che tra l'altro è quasi sovrapponibile con quello considerato dalla Bce, gli italiani hanno dovuto intaccare i risparmi per non abbassare il loro tenore di vita a causa di un calo sul salario o di un aumento della disoccupazione.
Uno sforzo del tutto inutile sia per via dei risultati ottenuti, sia perchè nel frattempo anche i consumi sono crollati. 
Fonte: News Trend Online

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