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giovedì 23 giugno 2016

I fattori di successo nell’asset mix


Due argenti, un bronzo e due giudizi neutrali. Sono questi i rating assegnati ai fondi bilanciati dal team di ricerca di Morningstar nei primi cinque mesi del 2016.

I veterani

A febbraio, gli analisti hanno avviato la copertura di Invesco Pan European high income, assegnando il rating Silver.
Il comparto, un bilanciato prudente con cinque stelle, è co-gestito da Paul Read, Paul Causer e Stephanie Butcher. I primi due sono tra i più esperti manager obbligazionari presenti nell’industria e lavorano insieme dal 1995. Butcher, responsabile della parte azionaria da febbraio 2012, ha comunque dimostrato abilità nella sua attività.

Nel lungo termine, il fondo ha battuto la categoria in termini di rendimenti a fronte, però, di un rischio maggiore. La loro strategia si è dimostrata vincente, come prova il posizionamento nel primo decile in termini di Morningstar risk-adjusted return da quando è stata implementata (2008) al 2016 (vedi il video dell'analista Francesco Paganelli).
Un solido team
E’ medaglia d’argento anche Dnca Invest Eurose, un bilanciato prudente gestito da Philippe Champigneuelle dal 2009.

Il manager può contare sull’esperienza di Jean-Charles Mériaux per la selezione della componente azionaria, che rappresenta circa il 30% del patrimonio, e su un solido team di analisti. Il processo di investimento si basa sulla selezione dei singoli titoli e sull’analisi del profilo di rischio/rendimento dei diversi strumenti finanziari.
Rispetto alla categoria, il fondo ha un’esposizione significativa agli high yield, ma privilegia le scadenze brevi per ridurre il rischio. La strategia ha creato valore per gli investitori nel tempo, generando performance superiori alla media a fronte, però, di un rischio superiore.

Strategie flessibili

Nel corso delle revisioni periodiche dei loro giudizi, gli analisti hanno riconfermato il rating Bronze ad Axa World Fund Optimal income, nonostante ci sia stato un po’ di turnover nel team di gestione.

Sono numerosi i punti di forza, a cominciare dalla lunga esperienza del gestore, Serge Pizem, il quale è anche a capo della divisione multi-asset per cui può contare su 23 professionisti, oltre agli analisti che si occupano della selezione dei titoli. Infine, la componente del credito è assegnata a uno specifico team.
L’obiettivo del comparto è quello di dare un’esposizione flessibile al mercato azionario, che può variare tra il 25 e il 75% a secondo della visione su questa asset class. La strategia ha dato buoni risultati nel tempo e a dieci anni si colloca nel secondo quartile della categoria (dati a fine gennaio 2016), con un livello di rischiosità inferiore alla media.

Tra alti e bassi

Hanno un rating Neutral, Invesco Balanced-risk allocation e Schroder ISF Global diversified growth, entrambi bilanciati moderati-globali.

Il primo ha un approccio risk-parity, che ha l’obiettivo di dare un’esposizione simile in termini di rischio ad azioni, obbligazioni e materie prime. Il team di investimento è guidato da Scott Wolle ed è composto da 11 professionisti con in media vent’anni di esperienza, tuttavia non è riuscito a battere la categoria negli ultimi quattro anni, con un 2015 che è stato particolarmente negativo, soprattutto a causa delle commodity.
Il secondo fondo è gestito da Johanna Kyrklund dalla fine del 2008 e da Remi Olu-Pitan dal 2012. Entrambi hanno una lunga esperienza e possono contare su un solido e ampio team di analisti. La componente azionaria è gestita in modo flessibile e rappresenta tra il 25 e il 60%, mentre il resto è investito in strategie alternative, corporate bond, governativi e liquidità.

I risultati nel tempo sono stati misti per cui gli i ricercatori di Morningstar attribuiscono un rating neutrale.
Di Sara Silano
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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