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lunedì 27 giugno 2016

Ha vinto la Brexit. E adesso?


Quella compiuta dal Regno Unito è una mossa senza precedenti. Che sicuramente porterà a dei cambiamenti decisi nel futuro della casa Europa. Senza dubbio i prossimi negoziati tra la Gran Bretagna e l'Unione europea creeranno un contesto di incertezza. La volatilità aumenterà per un po’ di tempo sia sulle attività del Regno Unito sia su quelle della zona euro.
Ci troviamo ora di fronte a un periodo di forte incertezza politica con addirittura alcuni rischi di disintegrazione politica nel Regno Unito. Le banche centrali e il governo dovranno gestire questa crisi.
Cédric de Fonclare, gestore di Jupiter European Opportunities SICAV, spiega che la decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione Europea pone il Paese in acque inesplorate.
È chiaro che abbiamo un lungo periodo di incertezza di fronte a noi, mentre avvengono i negoziati relativi al processo di uscita – prosegue Cédric de Fonclare -.

Ai mercati raramente piace l’incertezza e sembra ragionevole perciò aspettarsi che la sterlina rimarrà debole per un po’ di tempo. Questo potrebbe certamente danneggiare le compagnie che hanno a che fare con i settori nazionali UK.
Nadège Dufossé, Head of Asset Allocation di Candriam, ritiene che sia difficile valutare l’impatto economico della Brexit.
Data l'esposizione commerciale della zona euro relativamente bassa nel Regno Unito (3% del PIL), si potrebbe essere tentati di concludere che qualunque cosa accadrà nel Regno Unito avrà solo un modesto effetto sull’Eurozona. Ciò è estremamente fuorviante. Il rischio principale è uno shock di fiducia con uno stallo politico, che impedisce ai governi di dare risposte rapide e congiunte.
Che impatto avrà Brexit sui mercati finanziari? Anche se l’impatto a breve termine è piuttosto chiaro, le conseguenze nel medio termine sono più incerte.
Nadège Dufossé ritiene che si possano verificare tre scenari:

Primo scenario

Lo scenario favorevole è abbastanza vicino a un “Bremain”, anche se è piuttosto improbabile – spiega Nadège Dufossé -.

Come prima reazione i mercati azionari dovrebbero scendere. Questa potrebbe essere una possibile opportunità per acquistare, poiché lo stress dei mercati azionari potrebbe diminuire, grazie ad una reazione rapida da parte dei governi e delle banche centrali. La prima reazione della sterlina sarebbe un calo e gli spread dei titoli aziendali e high yield dovrebbero leggermente allargarsi.

Secondo scenario

Lo scenario di recessione è anche piuttosto chiaro: una recessione che potrebbe innescare uno shock globale e un forte aumento del premio per il rischio europeo – spiega Nadège Dufossé -.

Gli investitori fuggono verso i beni rifugio, abbandonando le attività rischiose. Per valutare il potenziale impatto sui mercati nelle prime settimane, abbiamo preso come riferimento recenti shock e crisi storiche. Dal momento che l'impatto macroeconomico è più vicino a quello della crisi dell’Euro, questo potrebbe probabilmente essere il miglior quadro di riferimento in questo momento.
Tuttavia, ci aspettiamo che ci sarà un minore contagio per l'Europa periferica, grazie alle misure prese dalla BCE (QE, PSPP). Inoltre, le asset class USA saranno probabilmente meno colpite.

Terzo scenario

Nadège Dufossé ritene che lo scenario in cui si cerca di ridurre al minimo gli effetti negativi sia il più probabile.

In questo caso, il premio per il rischio politico dovrebbe rimanere a un livello superiore per un certo periodo e pesare sulla performance delle attività europee. Tuttavia vale la pena notare che in questo scenario l'impatto economico potrebbe essere piuttosto limitato per la zona euro (la crescita scenderebbe all'1% nel suo punto inferiore).
Ciò avrebbe un impatto nella crescita degli utili, ma potremmo anche rapidamente toccare un fondo sul mercato (è previsto un calo di circa il 10% rispetto al livello attuale). Gli spread periferici si dovrebbero ampliare, ma le azioni della BCE dovrebbero contenere l'avversione al rischio.

Vorremmo tuttavia adottare un’allocazione strategica più cauta, in particolare sugli asset europei, tenendo conto del rischio politico elevato e dell’incertezza economica.
La vittoria della Brexit è chiaramente a favore di titoli obbligazionari rifugio. Nadège Dufossé ritiene che la banca centrale degli Stati Uniti rinvierà il rialzo dei tassi di interesse, mentre la Banca d'Inghilterra interverrà tagliando i tassi di interesse, aumentando il suo programma di quantitative easing o addirittura intervenendo sul mercato del Forex.

Tuttavia, non sarà facile per la Banca d'Inghilterra gestire la propria politica monetaria, poiché la Brexit potrebbe causare un aumento del rischio di inflazione e ridurre la fiducia nella sterlina.
Questo contesto è di supporto per i titoli di Stato, ad eccezione dei titoli di Stato del Regno Unito, poiché vi è una fiducia ridotta nella sopravvivenza della Gran Bretagna nel suo complesso.
Autore: Forexlibero.com Fonte: News Trend Online

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