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lunedì 13 giugno 2016

FOMC, si avvicina una riunione senza clamori

Contrariamente a quanto era lecito pensare fino a non troppe settimane fa, la riunione del FOMC dell’attuale mese di giugno è diventata una sorta di evento privo di valori aggiunti, almeno sul fronte più atteso, quello dei tassi. La motivazione è ben nota: la delusione dell’employment report di maggio ha prodotto un affievolimento dell’entusiasmo delle tappe di avvicinamento al comitato di giugno, e la previsione di tutti i principali analisti è che la Federal Reserve sceglierà di mantenere i tassi di interesse di riferimento fermi, dando poi seguito a una comunicazione neutrale che lascerà aperte tutte le opzioni future. In particolare, sancito che i tassi rimarranno fermi, è probabile che il comunicato e la conferenza stampa mantengano una valutazione generalmente positiva dell’economia, e citino i dati del mercato del lavoro di maggio come una delusione inattesa, e forse solo transitoria, che richiede comunque “stretta vigilanza”.
Le proiezioni sull’economia nazionale dovrebbero incorporare una stima di crescita di fine 2016 lievemente più alta di quanto non fosse già stato indicato nel corso del mese di marzo: lo stesso potrebbe dirsi per l’inflazione, che dovrebbe leggermente riprendere quota con il passare dei mesi. Per quanto invece concerne le proiezioni dei tassi, è possibile che le stesse possano sperimentare  uno scivolamento verso il basso, non tale però da modificare la mediana attesa di due rialzi nel 2016. Un’attesa che tuttavia è molto aleatoria, e non sono pochi gli analisti che avanzano ipotesi di nessun rialzo dei tassi di interesse per l’anno in corso.
Infine, ricordiamo come la comunicazione possa sottolineare un giudizio di profonda incertezza circa lo scenario economico in atto, con la conseguenza che la politica monetaria non può essere inglobata su una rotta predefinita ma, di contro, con l’effetto che le linee guida verranno gradualmente rese versatili, riunione dopo riunione (ferma restando l’intuizione di un graduale rialzo dei tassi).
Insomma, il FOMC di giugno paga il fatto che l’employment report è stato più debole delle attese, ma a sua volta è bene ricordare che tale debolezza è dovuta in parte a un rallentamento fisiologico e in parte a fattori non ripetibili (lo sciopero Verizon (NYSE: VZ - notizie) ). Se tutto tornerà sulla strada intrapresa, sarà possibile un prossimo rialzo, il primo del 2016, a luglio o a settembre.
Autore: E-investimenti.com Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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