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mercoledì 29 giugno 2016

FED: tassi fermi fino al 2018

Durante la notte le borse asiatiche sono salite sulla scia della ritrovata calma in seguito alla sorpresa Brexit: il Nikkei è in positivo dell’ 1.55%, l’Hang Seng dello 0.66% , lo Shangai Composite dello 0.63% e l’ASX200 australiano in positivo dello 0.73%.
Dopo che nei due giorni successivi alla Brexit le borse mondiali si sono svalutate complessivamente di $ 3 trilioni gli investitori hanno iniziato a considerare più positivamente i dati macro americani, e sopratutto, stando all'analisi dei futures sui tassi di interesse, pare che la FED ora non abbia intenzione di alzarli fino al 2018, tanto che nel corso del 2016 sarà addirittura più probabile un loro taglio piuttosto che un incremento. Questo fattore non può essere che di sostegno per i listini azionari, in particolare americani, anche se è doveroso specificare che si tratta di una chiara conseguenza del pessimismo post Brexit, sarà quindi molto probabile che in un futuro prossimo lo scenario torni ad essere un pochino più ottimista.
Causa pincipale di questi umori è l'incertezza relativa al futuro del Regno Unito, della paura che questo possa essere solo il primo di una serie di referendum che potrebbero portare alla fine dell’UE (secondo diversi analisti una tra le prossime sarà l’Italia, nonostante nel belpaese non sia possibile indire referendum sui trattati internazionali) . Quindi lo spettro che oggi aleggia sui mercati è dato dai timori che guardano al futuro: solo nei prossimi mesi potremo capire se questi siano stati o meno fondati.
In una situazione dove l’unica certezza europea è rappresentata proprio dall’incertezza, i leader europei sembra che vogliano voltare pagina il più velocemente possibile, questo significa che altrettando velocemente dovrà compiersi l’iter per la definitiva uscita del Regno Unito dall UE.
Certo è che in una situazione come quella in cui ci troviamo, il futuro si prospetta davvero nebuloso dal momento che è estremamente difficile capire come potrà evolversi l’attuale scenario, ed è proprio questa profonda incertezza che va a pesare sui mercati, spingendoli a cercare sostegno, come ormai abitudine, nelle banche centrali. La questione dei tassi di interesse della FED, che al momento sembra non si muoveranno per un lungo periodo, rappresenta attualmente l'unica stampella per le borse. Molto interessante notare come questa situazione vada di fatto a cancellare quello che durante gli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali driver per il cambio EurUsd:  lo spread tra politiche monetarie e rispettive banche centrali. 
A livello grafico l’andamento della maggior parte degli strumenti è ancora contenuto nella volatilità espressa venerdì e lunedì:  da vedere se la quotazione andrà rompere al ribasso o al rialzo e di conseguenza quale sarà la direzione che prenderà. 
Autore: Bonetti Financial Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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