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lunedì 27 giugno 2016

Fca soffre. Un buon affare malgrado la Brexit?


La nuova tempesta che si è abbattuta oggi su Piazza Affari, dopo il crollo storico di venerdì scorso, ha condizionato negativamente anche Fca. Il titolo, dopo aver lasciato sul parterre oltre il 9% venerdì scorso, ha continuato a perdere terreno, terminando gli scambi a 5,355 euro, sui minimi intraday, con un affondo del 6,22%.
Vivaci i volumi di scambio visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 28 milioni di azioni, ben al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 18 milioni di pezzi.

Non previsti impatti sul fronte industriale dalla Brexit

Venerdì scorso un portavoce di Fca ha fatto sapere che non sono previsti impatti sul fronte industriale o di altro tipo per il gruppo, con l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, anche se l'esito del referendum pone l'interrogativo su quella che sarà l'Europa del futuro.
Il portavoce ha aggiunto che il fatto di avere la sede fiscale in Gran Bretagna non comporterà conseguenze finanziarie o cambiamenti nella governance di Fca, vista la distribuzione globale dell'attività e le sedi operative del gruppo in vari Paesi del mondo.

Icbpi e Goldman Sachs puntano ancora sul titolo

Tra le banche d'affari continuano a prevalere i giudizi positivi per Fca, tanto che Icbpi ha ribadito la sua view bullish sul titolo, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 11,3 euro.

Gli analisti, riprendendo quanto dichiarato dal portavoce del gruppo venerdì scorso relativamente agli impatti della Brexit su Fca, ricordano che già l'AD Marchionne aveva escluso effetti diretti.
Da non dimenticare però quelli indiretti che potrebbero rivelarsi anche significativi, derivanti da una frenata della crescita economica europea innescata proprio dall'esito del referendum di giovedì scorso.
A puntare sul titolo è anche Goldman Sachs che tuttavia lo ha rimosso dalla sua conviction list, pur mantenendo la raccomandazione "buy", con un target price ridotto però in maniera netta da 11,3 a 7,1 euro.


La banca americana parla di una valutazione interessante per Fca, ma si aspetta un limitato re-rating visto l'attuale contesto risk-off. Gli analisti segnalano inoltre un outlook di crescita meno favorevole che va ad influenzare le stime di autovetture e camion. 
La preferenza degli analisti viene ora accordata a CNH Industrial rispetto ad Fca, vista la sua esposizione al Nord America.

UBS resta cauta su Fca

Meno entusiastica la view di UBS che su Fca lascia invariato il rating "neutral", con un fair value a 7 euro.

Dopo la vittoria del sì al referendum sulla Brexit, gli analisti della banca elvetica stimano un calo della domanda di auto nel Regno Unito nell'ordine del 10%, per via della crescente incertezza economica e della riduzione del potere d'acquisto.

Exane è bullish sul titolo

Infine, resta negativa la strategia di Exane secondo cui il titolo è destinato a sottoperformare il mercato con un prezzo obiettivo a 5,1 euro.
Il broker ha rivisto le stime sul settore auto per tenere conto del cambio e della probabile recessione del Regno Unito dopo l'esito del Referendum sulla Brexit. Gli analisti ipotizzano una contrazione del 10% della domanda di auto nel Regno Unito nel secondo semestre e un'ulteriore flessione del 10% nel 2017.


 
Fonte: News Trend Online

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