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venerdì 24 giugno 2016

Discesa agli inferi per i bancari. Cosa aspettarsi e come agire?


Il sell-off a dir poco doloroso che sta interessando oggi Piazza Affari miete tra le sue principali vittime i titoli del settore bancario. Diversi protagonisti infatti lasciano sul parterre oltre il 20% del loro valore ed è il calo di Unicredit, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna, tutti in caduta di oltre il 21%, seguiti da Intesa Sanpaolo che perde il 20,77%, mentre Banco Popolare e Mediobanca registrano un affondo del 20,6% e del 20,4%.

Ubi Banca scende del 18,72%, mentre Banca Monte Paschi è che quello che si difende meglio, se così si può dire, con un rosso del 15,44%.  

Perchè i bancari subiscono questo crollo così pesante?

Il comparto bancario viene penalizzato più di altri dalla Brexit in primis per l'allargamento dello spread BTP-Bund.

Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco balza sopra quota 160 punti base, con un rally di oltre il 20% rispetto al close di ieri.
Ad affossare il comparto, secondo quanto segnalato da Banca IMI, è anche l'aumento del premio al rischio e la potenziale frenata della ripresa economica che potrebbe contribuire a mantenere bassi i tassi di interesse per un periodo più lungo del previsto, con inevitabili ricadute negative per le banche.
I colleghi di UBS temono che il settore bancario, come di fatto sta già accadendo, sia contagiato dall'elevata volatilità legata alla Brexit.

Gli analisti però credono che le Banche Centrali saranno pronte ad intervenire per tutelare la redditività degli istituti di credito, messa sotto pressione proprio dal basso costo del denaro.

Bernstein per ora non cambia idea su Unicredit e Intesa

Per gli esperti di Bernstein la vittoria della Brexit avrà come primo effetto il crollo della sterlina, evento che peserà in particolare su Santander, e come seconda conseguenza una serie di ricadute negative sulle banche europee.


Queste saranno da ricondurre ai timori sulla disintegrazione dell'Unione europea, con conseguente aumento degli spread e una frenata nel recupero dell'economia che si mostra già fragile.
Guardando da vicino ai titoli italiani, gli analisti di Bernstein non cambiano per il momento la loro strategia su Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Per il primo viene ribadito il rating "market perform", con un prezzo obiettivo a 4 euro e per il secondo una raccomandazione "outperform", con un target price a 2,9 euro.

Kepler Cheuvreux apporta modifiche al suo portafoglio

Ad apportare delle modifiche al suo portafoglio long-short sulle banche europee è Kepler-Cheuvreux, i cui analisti almeno nel breve hanno deciso di essere estremamente difensivi.


Con riferimento al settore bancario italiano, gli analisti segnalano che lo stesso sta affrontando una profonda trasformazione e l'idea è che i fattori specifici del Paese debbano essere superiori alla turbolenza di mercato di breve termine. In ogni caso il broker parlando di Intesa Sanpaolo fa sapere di non attendersi una buona performance alla luce della Brexit, visto che la caduta dei mercati avrà un impatto negativo sulle commissioni del gruppo.
Dato il clima di paura che domina sui mercati, il consiglio di Parco Piersimoni, portfolio manager di Pictet Asset Management, è quella di non fare operazioni di breve termine ora, suggerendo al contempo un asset allocation prudente.
L'esperto segnala che diversi titoli bancari sono non lontani dai livelli della crisi del 2008, presentandosi così su quotazioni interessanti, ma è bene non cedere a cuor leggero alla tentazione di acquistare, visto che il comparto sarà destinato ancora a vivere una fase di elevata volatilità.
Fonte: News Trend Online

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