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venerdì 10 giugno 2016

Concluso il rally del petrolio

Concluso il rally del petrolio durato 3 giorni
di Yann Quelenn
I minimi del greggio WTI del 2016 sembrano un ricordo lontano. L’11 febbraio un barile di greggio WTI costava 26,05 USD. Da allora c’è stata un’ascesa continua, nonostante qualche ritracciamento ribassista, come quello della fine di marzo, quando il greggio crollò da 41,90 USD a 35,24 USD due settimane dopo. Man (Swiss: MAN.SW - notizie) mano che aumentavano i prezzi del greggio, diminuiva anche la volatilità; mentre prima era normale assistere a una variazione del 10% nell’arco di una giornata, ora non è più così, perché aumentano le pressioni a vendere.
Anche se ora il prezzo di un barile supera i 50 dollari, crediamo che, su questi livelli, i fondamentali siano piuttosto fragili. Persiste l’eccedenza di offerta e i membri dell’OPEC non hanno ancora raggiunto un accordo per fermarla. Alla riunione dell’OPEC del 2 giugno, i livelli di produzione sono rimasti invariati perché i membri hanno sostenuto che il mercato si trova in un “processo di riequilibrio”. Tuttavia, a 50 dollari al barile, la produzione di gas di scisto torna a essere redditizia. Per il momento, gli incendi nella regione Alberta, in Canada, e gli attacchi contro il produttore americano Chevron (Euronext: CHTEX.NX - notizie) in Nigeria stanno riducendo le forniture. La perdita di questi due fattori indipendenti si aggira fra 800.000 e un milione di barili al giorno. Dal nostro punto di vista, la soglia a 50 dollari è un prezzo chiave per l’OPEC, che così manterrebbe invariata la sua quota di mercato, e non dovremmo assistere a un aumento del prezzo nelle prossime settimane. Puntiamo invece a un ritracciamento verso quota 45 USD.
Rapporto sull’occupazione in Canada
Le (Taiwan OTC: 8490.TWO - notizie) materie prime hanno continuato a indebolirsi nonostante i segnali di una solida domanda dalla Cina. I prezzi dei metalli e del petrolio hanno invertito i massimi recenti perché le preoccupazioni dovute all’incertezza generata dal corso della politica monetaria della Fed e alla Brexit pesano sul sentiment degli investitori. In un’ottica di breve termine, dovrebbe prevalere l’avversione al rischio ma, nel medio termine, la politica monetaria accomodante e i minimi storici toccati dai tassi d’interesse dei mercati sviluppati dovrebbero dare una spinta agli asset rischiosi. Le prestazioni migliori dovrebbero registrarsi nei mercati emergenti dell’Asia che non dipendono dalle materie prime con un surplus delle partite correnti. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve termine, questo contesto dovrebbe essere negativo per il CAD. Con i prezzi del greggio intorno ai 50 USD, alcuni produttori di gas di scisto sono vicini o sono già al pareggio, circostanza che aumenta le probabilità di un aumento delle forniture. Ecco perché, anche se i prezzi del greggio più elevati sono favorevoli per il dollaro canadese, le ricadute in prospettiva di una ripresa interna sembrano limitate.  Alla luce dei dati economici interni deboli e dell’aumento delle aspettative di un altro allentamento dalla banca centrale canadese, dovremmo assistere a un aumento delle pressioni a vendere sul CAD. Dall’odierno rapporto sull’occupazione canadese ci aspettiamo un misero rimbalzo, con un incremento di 1.800 posti di lavoro, dopo la contrazione pari a 2.100 unità di aprile. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dal 7,1% al 7,2%.
Nel primo trimestre, la crescita economica canadese è stata debole; la debolezza degli investimenti e il calo della produzione di petrolio frenano i guadagni nelle esportazioni e nei consumi. I commenti del governatore della Banca del Canada Poloz indicano che si stanno considerando nuovi interventi, perché, secondo i regolatori, gli incendi potrebbero ridurre dell’1,25% il PIL del secondo trimestre e il PIL annuale potrebbe contrarsi dello 0,25%. Tuttavia, le preoccupazioni per il mercato immobiliare interno, l’incertezza sul corso dei tassi della Fed e la direzione dell’economia USA indurranno la BoC a non intervenire. Prevediamo, comunque, un altro taglio di 25 punti base nel 2016, volto a sostenere la debolezza interna. Poiché la curva dei rendimenti canadese sottovaluta ulteriori tagli del tasso, il nostro obiettivo per l’USD/CAD rimane la resistenza di fascia a 1,3188.
Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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