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lunedì 20 giugno 2016

Brexit: export italiano a rischio stangata

Non solo una tempesta in Borsa, non solo lo spread alle stelle. Se l’incubo Brexit si realizzerà, il contraccolpo per l’Italia sarà pesante anche sul piano del commercio.
Export italiano a rischio in caso di Brexit
In termini di minore crescita, l’export del nostro Paese verso Londra rischia di perdere tra i 200 e i 500 milioni di euro quest’anno (pari a una flessione di 1-2 punti percentuali) e addirittura tra i 600 milioni e gli 1,7 miliardi nel 2017 (fra il -3 e il -7%).
I numeri sono contenuti in un report pubblicato lunedì da Sace. L’analisi è basata su uno scenario macro proposto da Oxford Economics che prevede una crescita del Pil dell’UK pari all’1,8% nel 2016 e allo 0,4% nel 2017.
I settori più colpiti
A livello di settori, l’addio del Regno Unito all’Unione europea colpirebbe in particolare la meccanica strumentale italiana, che registrerebbe una crescita inferiore per circa 100-200 milioni di euro nel 2016 e addirittura una contrazione fra il 10 e il 18% l’anno prossimo.
Andrebbe molto male anche ai mezzi di trasporto, le cui esportazioni crescerebbero quest’anno del 6-8%, contro il +11,1% previsto nel caso in cui a prevalere sia il fronte del “Remain”. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) 2017, invece, la variazione sarebbe ancora più drammatica: da una crescita potenziale del 7,5% a una flessione compresa fra il 10 e il 16 percento.
I comparti che si difenderebbero meglio
Questo triste destino, tuttavia, non colpirebbe tutti i settori: alcuni comparti “rilevanti per il Made (Parigi: FR0010328302 - notizie) in Italy, come tessile e abbigliamento, alimentari e bevande – scrive Sace –, non subirebbero una variazione negativa” quest’anno e riuscirebbero a limitare i danni anche il prossimo.
Quando sono attesi gli effetti negativi sull'export italiano
In generale, la Brexit peserebbe sull’export italiano più nel 2017 che nel 2016 perché, se al referendum del 23 giugno prevalessero i sostenitori del “Leave”, bisognerebbe comunque aspettare che vengano definite modalità e tempi per l’effettivo addio di Londra al mercato unico europeo.

Per quanto riguarda gli ultimi dati disponibili sulle relazioni commerciali fra Italia e Regno Unito, Sace ricorda che nel 2015 l’interscambio è stato pari a 33,1 miliardi di euro (+5,9% rispetto all’anno precedente), con un saldo positivo per l’Italia di 11,9 miliardi. In particolare, l’export italiano nell’UK ha raggiunto un valore di 22,5 miliardi, in aumento del 7,4% rispetto al 2014.
Nei primi 4 mesi del 2016, poi, le nostre esportazioni verso il mercato britannico sono aumentate dell’1,1% in termini tendenziali. Le previsioni Sace indicano una crescita media annua dell’export verso il Regno Unito del 5,5% nel periodo 2017-2019. Ma, in caso di Brexit, la curva cambierà direzione.
*a cura di Carlo Musilli
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