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venerdì 17 giugno 2016

Beni rifugio, stop alla corsa

L’incertezza generata dal referendum nel Regno Unito sulla permanenza nell’Unione Europea in programma per giovedì 23 giugno si è trasmessa sui mercati, influenzando significativamente il comportamento degli operatori.
Dai sondaggi è apparso che negli ultimi giorni la fazione a favore della Brexit ha guadagnare terreno; poi l’assassinio della deputata laburista Jo Cox ha rimesso tutto in discussione.
La reazione dei mercati è stata immediata e dopo giorni di vendite è riapparso il segno positivo sulle piazze azionarie.
Grafico Dax
Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets (Londra:CMCX.L - notizie) ; Giugno 2016
In uno scenario di avversione al rischio, uno dei beni rifugio preferiti dagli investitori è da sempre lo Yen, che proprio nella notte ha raggiunto quota 104 nei confronti del Dollaro, livello che non veniva toccato da fine 2014, quando la Bank of Japan (Boj), annunciò l’allargamento del suo piano di Quantitative and Qualitative Easing (QQE) a 80 trilioni di Yen annui.
A parte gli effetti della possibile Brexit, la situazione è molto difficile da gestire per il governatore Kuroda, tanto che nella riunione della BoJ dei giorni scorsi ha deciso di non intervenire, generando il panico sull’indice giapponese, con il Nikkei che ha perso il 3%.
Dal punto di vista tecnico, come avevamo sottolineato già in precedenti interventi, uno strumento di analisi tecnica che sta dando ottime indicazioni è lo Ichi Moku, con la sua nuvola che, fino a questo punto, si è rivelata un argine insormontabile per qualsiasi tentativo di inversione del trend in atto.
Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Giugno 2016
La passività della Boj è un segnale molto preoccupante che può essere indicativo del fatto che il margine d’azione dell’istituto guidato da Kuroda è ormai minimo e, in un contesto simile, è stato preferibile non intervenire piuttosto che rischiare una manovra inefficace.
Altra valuta da sempre considerata un bene rifugio dai trader è il Franco Svizzero che, infatti, si sta apprezzando nei confronti dell’Euro, essendo passato in poche settimane dal livello di 1.11 a 1.08. La media mobile a 200 periodi è stata “bucata” al ribasso in modo deciso dal prezzo che ormai ha superato i minimi del 2016, e nemmeno lo stocastico lento sembra dare indicazioni di possibili inversioni del trend in atto.
Va detto che la Banca Centrale Svizzera ha molte più frecce nella faretra rispetto a quella giapponese e non è da escludere che nel caso di Brexit possa intervenire per evitare una rivalutazione non in linea con i target.
Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Giugno 2016
Parlando di beni rifugio non possiamo che dare un’occhiata all’oro, che giovedì 16 è tornato a superare i 1300 $ all’oncia, livello che non veniva toccato da più di un anno. Anche in questo caso, con l’arrivo delle notizie da Londra sull’uccisione del deputato laburista, l’oro ha ritracciato ino a quota 1284 dollari (nel momento in cui scriviamo).
Va aggiunto che a favorire l’ascesa del metallo prezioso sono stati due fattori concomitanti: la citata incertezza del rischio Brexit e la “debolezza” del biglietto verde causata dalle indecisioni della Fed su tempi e modalità del rialzo dei tassi d’interesse.
Anche in questo caso il quadro tecnico per l’oro è ben delineato, come mostra la posizione della media mobile a 200 periodi e l’assenza di divergenze tra il prezzo e lo stocastico lento.
Fonte: Piattaforma NextGeneration di CMC Markets; Giugno 2016
A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets

Autore: CMC Markets Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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