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giovedì 9 giugno 2016

Azioni: le 5 grandi perdenti del 2016. Finora


Grandi perdenti in settori a loro volta sotto stress. Una sorpresa? In realtà per qualche nome forse no...

Cobalt International Energy (NYSE: CIE)

-56,7% 
Si tratta di una società attiva nel settore petrolifero, nello specifico nel segmento delle estrazioni, una voce che a causa del crollo del prezzo del greggio e del conseguente taglio delle varie aziende verso i nuovi (costosi e infruttuosi) investimenti, ha visto a sua volta crollare le sue attività.

La sua area d'azione, infatti, richiede grandi capitali, grandi competenze tecniche e umane e necessita anche di grandi quantità di tempo per poter portare i suoi frutti. Tutte cose che i petroliferi adesso e forse per molti anni in futuro, se non per sempre, non potranno più permettersi.
A questo si aggiunga anche il fatto che recentemente la società è rimasta bloccata sul fronte delle vendite di alcuni suoi blocchi esplorativi verso i quali si trova ancora in trattative. E considerando la fretta che ha nel dover parallelamente soddisfare alcuni suoi obblighi finanziari, la necessità di liquidità al momento assente rende gli azionisti particolarmente nervosi.

Alon USA Partners (NYSE: ALDW)

- 58,3% 
Anche in questo caso si tratta di una società che opera nell'ambito del petrolio, nello specifico in Texas anche se il ramo in cui opera, ricorda Matthew Frankel, è quello della raffinazione della materia prima in prodotti come la benzina, commercializzati a loro volta attraverso la sua rete di distribuzione.

I profitti vengono poi distribuiti agli azionisti. Dopo un ottimo 2015 durante il quale i margini di profitto sono rimasti forti, il 2016 si è presentato ben più arduo del previsto. L'idea del crollo potrebbe essere più forte guardando un paramentro su tutti, quello dei margini di profitto a circa 7,77 dollari per barile contro i 14,43 del 2015.

Ionis Pharmaceuticals (NASDAQ: IONI)

-63,3%
Precedentemente noto come Isis Pharmaceuticals, nome cambiato per questione di imbarazzante omonimia con il movimento terrorista, Ionis è una società biofarmaceutica la cui ricerca si basa sulla scoperta di nuovi farmaci e lo sviluppo di terapie che hanno come target l'Rna.

Un ritardo nel piano di sperimentazione di un farmaco di punta (IONIS-TTRRx) ha provocato un crollo momentaneo del titolo azionario anche se, secondo l'analisi, per il resto l'azienda può ancora contare su un campo di ricerca particolarmente ristretto.

Endo International plc (NASDAQ: ENDP)

-71,1% 
Ancora farmaceutici sia di marca che generici con un ampio ventaglio visto che vanno dagli spray nasali agli antidolorifici.

La ragione principale del suo crollo, secondo Frankel, è da ricercarsi nella revisione al ribasso delle sue previsioni sugli utili per l'anno arrivando a 0,25-0,55 dollari per azione dalla precedente stima di 2,25-2,60.

Valeant Pharmaceuticals (NYSE: VRX)

-75,7% 
Anche in questo caso il crac delle quotazioni è arrivato a causa della recente pubblicazione degli utili del primo trimestre: la società farmaceutica aveva annunciato agli investitori a dicembre 2015 che si aspettava circa 12.5 miliardi di dollari di fatturato per l'esercizio in corso, stima che adesso oscilla in un range tra i 9,9 e 10.1 miliardi di dollari.

A questo si aggiunga anche un taglio di -22% sulle stime degli utili, un debito enorme e alcuni problemi contabili. 
Fonte: News Trend Online

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