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lunedì 27 giugno 2016

Asia contrastata ma da Tokyo parte il recupero post-Brexit (Nikkei 225 +2,39%)


Si apre in modo contrastato l'ottava sui mercati asiatici, dopo che il venerdì nero dei mercati finanziari globali (l'S&P Global Broad Market Index, che include listini azionari di 47 nazioni, aveva bruciato il record assoluto di 2.080 miliardi di dollari di capitalizzazione) era partito proprio da Tokyo (nell'ultima seduta di settimana scorsa il Nikkei 225 aveva perso il 7,92%).
Proprio il Sol Levante, però, rialza la testa dopo il sell-off scatenato dalla vittoria a sorpresa degli "scissionisti" al referendum sulla cosiddetta Brexit. A sostenere il listino nipponico le dichiarazioni del governo sul possibile intervento per stabilizzare lo yen (venerdì il dollaro era sceso sotto quota 100 yen per la prima volta dal 2013).

Se complessivamente il dollaro si apprezza di circa lo 0,80% nei confronti delle altre valute perde però ancora circa mezzo punto percentuale sulla divisa nipponica, che in questa fase rimane un bene-rifugio tra i più cercati. In ogni caso il Nikkei 225 chiude con un positivo progresso del 2,39% (peggio ha fatto l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,73%).
Complessivamente, però, la seduta è in negativo: l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in declino di circa lo 0,50% e ovviamente i titoli più colpiti sono delle aziende con maggiore esposizione alla Gran Bretagna. A fine giornata, comunque, anche il Kospi di Seoul riesce a chiudere in positivo, pur limitando allo 0,08% il suo progresso.

A circa un'ora dalla chiusura accelerano invece i guadagni delle piazze della Cina continentale: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in crescita di circa l'1,20% mentre è superiore al 2% il progresso dello Shenzhen Composite. Intanto la People's Bank of China (PboC) ha stabilito a 6,6375 il cambio dello yuan nei confronti del dollaro, lo 0,91% in meno rispetto al fixing di venerdì e ai minimi dal dicembre 2010.
La PboC permette un'oscillazione del 2% massimo rispetto al fixing ufficiale della sua valuta. Tra i principali indici della regione in negativo alla fine è solo Hong Kong: l'Hang Seng perde circa lo 0,50% (in flessione, ma più vicino alla parità, è anche l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).

Seduta positiva, invece, per Sydney: l'S&P/ASX 200 ha infatti segnato un guadagno dello 0,47% al termine delle contrattazioni.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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