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martedì 10 maggio 2016

Vento in poppa a maggio per queste 3 azioni


Dividendi? Sì, ma non solo: per una buona scelta si possono sfruttare più fattori. 

Nike (NYSE: NKE) 

Nike, la società specializzata in scarpe ed abbigliamento sportivo è il primo nome votato da Andres Cardenal.
In realtà non è tra i più generosi in fatto di dividendi con il suo dividend yield dell’1,1% ma secondo l’analista è bene guardare alle potenzialità di crescita più che al numero in sè e in questo caso, Nike è ben posizionata. Partiamo prima di tutto dallo storico: l’azienda ha aumentato le cedole per ben 14 anni consecutivi e il suo dividend-payout ratio si aggira intorno al 30% il che dona un ampio margine di crescita futura sul fronte dei premi agli azionisti.

E ancora, oltre ad essere leader indiscusso su scala globale, la società può sfruttare a suo favore anche i brand particolarmente popolari nei mercati internazionali, un fronte che Cardenal giudica particolarmente promettente. Non solo, ma l’azienda può anche avvantaggiarsi dei numerosi brand che ha in portafoglio; le vendite a +14% nell'ultimo trimestre vedono nello specifico un +27% in Cina, +29% in Europa centro orientale negli ultimi tre mesi, mentre sul futuro si guarda con ottimismo a un +17% sugli ordini. 

MPLX (NYSE: MPLX) 

Per Matt Dilallo Mplx è un nome vincente.

La società è infatti una delle più grandi specializzate nella costruzione di tubature per il petrolio. Una fiducia che trova radice nella sua politica di acquisizioni, in particolar modo in due operazioni: l’ultima in ordine di tempo con MarkWest Energy Partners ma soprattutto la fusione con Marathon Petroleum Corp completata a fine marzo di quest’anno.
Altro fattore giudicato positivamente sono i suoi progetti di crescita organica, il tutto a favore di un aumento anche del dividendo. Insomma un mix di ottimismo che permette di guardare con fiducia al futuro nonostante la crisi del settore energetico a cui la società  sta tagliando i suoi investimenti del 40% nel 2016 in modo da ottimizzare le risorse una volta che le condizioni cominceranno a migliorare.

Gilead Sciences (Nasdaq: GILD) 

Todd Campbell vota per la società di biotech Gilead.

In realtà le ultime notizie sul fronte di Gilead non sono il massimo, infatti le azioni hanno dovuto soffrire un calo in seguito a risultati trimestrali deludenti derivanti da un calo delle vendite di una delle sue punte di diamante, Harvoni, il farmaco contro l’epatite C. In realtà a preoccupare è anche l’arrivo di un altro farmaco, recentemente approvato dalla Food and Drug Administration e cioè Zepatier, venduto da Merck & Co, una combinazione di due molecole, elbasvir/grazoprevir, principalmente rivolta a pazienti con HCV di genotipo 1 e 4.

Le recensioni che si leggono sul trattamento dell’epatite C sono entusiastiche e perciò il pericolo per Gilead potrebbe essere quello di perdere il monopolio di un settore finora estremamente fruttuoso. Ma allora per quale motivo dare fiducia a Gilead? In realtà Campbell è fiducioso per più di un motivo: prima di tutto per il fatto che confrontando i due prodotti di punta per la cura dell’epatite, quello di Gilead vince sul fattore prezzo.
Inoltre l’azienda è un vero e proprio Golia del mercato biotech con circa 3,6 miliardi di utile netto nell'ultimo trimestre e una riserva di contanti pari a 21 miliardi di dollari, a tutto vantaggio del dividendo, recentemente aumentato del 10%. 
Fonte: News Trend Online

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