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venerdì 27 maggio 2016

Unicredit: le strategie degli analisti in attesa del nuovo AD

Dopo due giornate consecutive di rialzi tornano in maniera prepotente le vendite su Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX -notizie) che risente della negativa intonazione del settore bancario. Il recupero del Ftse Mib non è stato di grande aiuto per il titolo che, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un rialzo di quasi due punti e mezzo percentuali, resta sotto pressione, occupando la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib. Unicredit passa di mano a 3,006 euro, con un affondo del 3,96% e oltre 67 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 95 milioni di pezzi.
Il successo di Ghizzoni non arriverà prima di 30-40 giorni
Come da attese, in occasione del Cda di martedì prossimo, l'AD Ghizzoni ha dato la sua disponibilità a dimettersi non appena sarà trovato il suo successore. Sono stati così avviati i lavori per selezionare la società di cacciatori di tese che assisterà Unicredit nella ricerca del nuovo AD che sarà chiamato a studiare un nuovo piano, più strategico che industriale, e a sciogliere il nodo dell'eventuale aumento di capitale.
Stando a quanto scrive il Sole 24 Ore oggi, difficilmente si approderà al nuovo CEo prima di 30-40 giorni perchè ad una banca sistemica, quale è appunto Unicredit, la BCE (Toronto: BCE-PA.TO - notizie) non sembra disposta a fare sconti con riferimento all'imparzialità e alla trasparenza della procedura.
Banche d'affari ottimiste su Unicredit
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) frattempo le banche d'affari confermano un diffuso ottimismo sulle prospettive del titolo in Borsa. Gli analisti di Icbpi mantengono una view positiva, tanto da raccomandare l'acquisto con un prezzo obiettivo molto generoso a 5,6 euro. Gli esperti hanno fatto sapere di non essere sorpresi dalla notizia relativa al cambio al vertice di Unicredit, visto che la stessa ha confermato ufficialmente un'ipotesi che circolava sul mercato già da diverse settimane.
Bullish anche la view di Morgan Stanley (Xetra: 885836 - notizie) secondo cui il titolo è da sovrappesare in portafoglio, dal momento che la nomina del nuovo AD ha il potenziale per essere vista come un catalizzatore per accelerare la ristrutturazione e la ricostruzione del capitale della banca.
Altrettanto ottimismo viene palesato da Kepler Cheuvreux che ieri ha ribadito il rating "buy", con un fair value a 4,4 euro. Secondo il broker il Cda della banca ha davanti a sè un compito difficile, perchè la questione non è solo legata alla ricerca della persona migliore da porre alla guida di Unicredit. IL problema è anche definire cosa fare di diverso rispetto al passato per migliorare il capitale, la capitalizzazione di Borsa e la redditività.
Due sono infatti le strade percorribili: da una parte chiedere nuovo denaro con un aumento di capitale, e dall'altra uscire da da alcuni Paesi per snellire la complessità del gruppo e rafforzare il capitale.
Gli analisti di Kepler Cheuvreux non sono spaventati dalla prospettiva di una ricapitalizzazione, ritenendo che i multipli attuali di Unicredit siano troppo bassi e convinti altresì che il titolo sconti già l'attesa di un aumento di capitale da 4-5 miliardi di euro.
Più cauta la view di Fidentiis
Non diversa la posizione dei colleghi di Fidentiis i quali ritengono che le quotazioni correnti di Unicredit incorporino già la diluizione di una possibile ricapitalizzazione che secondo i loro calcoli potrebbe essere nell'ordine di 4-6 miliardi di euro.
Gli analisti credono che il gruppo abbia la possibilità ora di rinnovare la sua equity story, trovandosi davanti ad un'occasione che non può essere sprecata.
Per Fidentiis il potenziale per un re-rating è evidente, ma per il momento gli analisti non si sbilanciano, mantenendo fermo la raccomandazione "hold".
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