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mercoledì 11 maggio 2016

Tokyo chiude intorno alla parità. In recupero Shanghai, perde colpi Hong Kong


Seduta contrastata, ma complessivamente positiva, per i mercati dell'Asia che nel corso della giornata hanno limato i loro guadagni in assenza di indicazioni per una ripresa sostenibile dell'economia della Cina e dei Paesi emergenti. Non a caso l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è passato da un guadagno di quasi mezzo punto percentuale a un moderato declino.
Frenata che fa seguito al balzo di quasi l'1,1% segnato nella seduta di martedì dall'indice globale Msci All-Country World Equity Index, nella migliore performance dell'ultimo mese. Nonostante una fiducia ancora limitata, Tokyo mette a segno la terza seduta consecutiva di guadagni, grazie ancora all'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro.

La valuta nipponica sta però recuperando terreno dopo essersi deprezzata di oltre il 2% nelle ultime due sedute e del 3% dai massimi dei precedenti 18 mesi registrati lo scorso 3 maggio. A fine seduta il Nikkei 225 limita i suoi guadagni allo 0,08% (sempre intorno alla parità, ma in negativo, l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,04%).
A Seoul, il Kospi, vira in negativo proprio in chiusura, segnando un declino dello 0,12% al termine delle contrattazioni.
Il petrolio torna a perdere terreno dopo il recente rally, ancora a causa degli ostacoli alla produzione in Canada e Nigeria e su aspettative che le riserve in Usa siano cresciute ai massimi addirittura dal 1929.

Martedì la U.S. Energy Information Administration (Eia), nel suo outlook mensile, aveva alzato da 8,04 a 8,19 milioni di barili al giorno la stima di output in Usa nel 2017, mantenendo a 8,6 milioni quella per l'anno in corso. Contestualmente l'Eia aveva aumentato di quasi il 25% a 50,65 dollari il barile la previsione del prezzo medio del Wti il prossimo anno.
In recupero gran parte delle altre materie prime con rame, alluminio e nichel in progresso di oltre lo 0,5% a Londra (l'indice dei sei metalli industriali al London Metal Exchange era scivolato ai minimi dell'ultimo mese martedì). Poco sotto il mezzo punto percentuale anche l'apprezzamento dell'oro.

A Sydney, l'indice S&P/ASX 200 continua a guadagnare chiudendo con un progresso dello 0,55% al traino proprio dei titoli legati alle materie prime (Bhp Billiton guadagna circa il 4%), che controbilancia la seduta negativa dei finanziari. A circa un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sfiorano l'1% di progresso, mentre è intorno allo 0,50% il guadagno dello Shenzhen Composite.
Tra i principali indici della regione Hong Kong segna invece la peggiore performance: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,60% (fa leggermente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno allo 0,30%).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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