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lunedì 2 maggio 2016

Strage sui bancari a Piazza Affari: partono le sospensioni


Banche sempre più pesanti a Piazza Affari in un contesto generalmente volatile con il Ftse Mib che si sta riprendendo dopo lo scivolone d'apertura e poco dopo le 11 arriva a segnare, in territorio positivo un vantaggio dello 0,29%. Forti vendite su Unicredit (-2,3%), Credito Valtellinese (-3,8%), BP (-3%), Bpm (-2,8%), Mps (-2,9%), questi ultimi due anche in sospensione per eccesso di ribasso, gli anelli più fragili, adesso, della catena. 

Bancari in tempesta

Un settore debole, quello del credito made in Italy, che è ancora al centro della tempesta nonostante l’entrata in scena di Atlante, il fondo organizzato da banche ed altri soggetti, tra cui diverse assicurazioni, per riuscire a gestire lo smaltimento dei crediti in sofferenza e le ricapitalizzazioni degli istituti più a rischio.Anzi, paradossalmente, proprio la presenza di Atlante, mai accolto con grande entusiasmo, sembra abbia reso la situazione ancora più difficile. Ma procediamo con ordine.

Il fondo Atlante 

Il fondo Atlante ha un capitale di partenza di 4,25 miliardi proveniente da 67 investitori, una liquidità già di per sè inferiore alle stime che parlavano di una forbice tra i i e i 6 miliardi.

Stando a quanto rivelato da Quaestio Srl, l’azienda promotrice, il periodo di investimento fissato sarà si 18 mesi più una possibile estensione di altri 6 per concludere eventuali operazioni già in essere. I principali target del fondo saranno: un rendimento al 6%, il 70% del suo capitale sarà destinato alla patrimonializzazione delle banche i cui criteri di capitale non corrispondono a quelli fissati dallo Srep, e un 30% riservato alla gestione e allo smaltimento dei Non performing loans.

La prima operazione che ha visto Atlante muoversi come attore protagonista è stata l'aumento di capitale della Popolare Vicenza.

Pop Vicenza

Infatti quest’ultimo non è stato raccolto dal mercato che ha evitato l’affare dopo il crollo delle azioni di quella che resta la decima banca a livello nazionale, un crollo che è partita dalla quotazione iniziale di 40 euro a quella quella di 0,10 della sottoscrizione: all’istituto sono arrivate richieste  per il 7,6% del capitale (non più di 155 milioni) corrispondenti a 6.683 soggetti, di cui 6.673 dall’offerta al pubblico retail e 10 dagli investitori istituzionali, troppo poco per permettere una quotazione che Borsa Italiana potrebbe non accettare come valida.

Ecco allora che entra in campo Atlante, che invece provvederà ad iniettare il restante pari a 1,385 miliardi di euro. Se da Borsa Italiana dovesse arrivare l’ok sull’operazione e quindi la Popolare di Vicenza sbarcare a Piazza Affari, si avrà l’esordio per il 4 maggio 2016 con il 91,72% in mano ad Atlante, quota che potrebbe diventare il 99,33% del capitale se Borsa Italiana non dovesse giudicare adeguata la percentuale di flottante in mano agli investitori. 
Fonte: News Trend Online

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