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giovedì 5 maggio 2016

Settima seduta consecutiva in declino per l'Asia. Modeste perdite per Shanghai


Dopo la seconda seduta in negativo per Wall Street mercoledì, alla riapertura i mercati dell'Asia segnano la settima giornata consecutiva di perdite, con i dati macroeconomici che non allontanano i timori per un rallentamento della ripresa. Alle contrastanti indicazioni in arrivo dagli Usa si aggiunge la lettura per aprile del Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin: il dato è per un calo a 51,8 punti da 52,2 punti di marzo e contro i 52,6 punti del consensus (la lettura è comunque la seconda migliore dal maggio 2015).

Il Pmi manifatturiero di Hong Kong è invece calato in aprile a 45,3 punti da 45,5 punti di marzo, ai minimi degli ultimi otto mesi. Sul fronte di valute e materie prime, il dollaro è in leggero recupero nei confronti dello yen, dopo essersi mosso nelle ultime sedute intorno ai massimi degli ultimi 18 mesi.
Il petrolio si apprezza grazie, soprattutto a notizie in arrivo dal Canada (un esteso incendio ha bloccato l'estrazione di greggio dalle sabbie bituminose) e dal Nordafrica (le tensioni in Libia mettono a rischio la produzione). Dagli Usa, invece, arrivano dati contrastanti: nella settimana allo scorso 28 aprile, secondo i dati comunicati dall'Energy Information Administration, le scorte sono cresciute ben oltre le attese.

D'altra parte, però, la produzione è scesa sempre negli Usa ai minimi dal settembre 2014. In declino, invece, i metalli industriali, al traino della flessione di quasi l'1% del nichel. In modesto incremento il prezzo dell'oro.
Il risultato è un moderato declino per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si è comunque deprezzato del 5% nelle ultime due settimane.
Tokyo rimane ancora chiusa per l'ultima festività di questa settimana (la Festa dei bambini, che viene celebrata anche in Corea del Sud e quindi anche la Borsa di Seoul osserva un giorno di riposo). A meno di un'ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 si muovono intorno alla parità ma in negativo.

In positivo, seppure con un modesto guadagno, è invece lo Shenzhen Composite. Perde circa lo 0,30% l'Hang Seng di Hong Kong (decisamente peggio fa l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui declino è prossimo all'1%).
Sydney riesce invece a chiudere in positivo anche se si limita allo 0,15% il guadagno dell'indice S&P/ASX 200.
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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