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lunedì 9 maggio 2016

Seduta contrastata in Asia. Tokyo guadagna ma Shanghai e Shenzhen crollano


Alla riapertura dell'ottava la seduta è complessivamente negativa per i mercati dell'Asia, in scia al deludente dato sull'occupazione Usa diffuso venerdì (che allontana l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve in giugno) e ancora più alla lettura della bilancia commerciale di Pechino relativa al mese scorso.
E le spinte ribassiste, non a caso, si abbattono soprattutto su Shanghai e Shenzhen, mentre Tokyo recupera terreno e Sydney, che pure aveva aperto in flessione, vira in positivo in chiusura. In aprile l'export è calato in Cina ben oltre le attese dell'1,8% dopo il balzo dell'11,5% di marzo, che aveva messo fine a una striscia negativa di otto mesi, e lo 0,1% di flessione del consensus di Thomson Reuters.

L'import è invece crollato del 10,9% nel diciottesimo mese consecutivo di declino contro il calo del 7,6% registrato in marzo e il 5,0% atteso dagli economisti. Complessivamente l'intera regione alla fine è in recupero, con l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità, ma torna in positivo dopo un inizio in frenata.
Il petrolio continua ad apprezzarsi sempre in relazione all'esteso incendio che ha bloccato l'estrazione di greggio dalle sabbie bituminose del Canada. Sul fronte valutario, si ferma per il momento la corsa dello yen nei confronti del dollaro (la divisa nipponica perde circa lo 0,20%), che si apprezza anche sull'euro, appesantendo di conseguenza materie prime come rame, nichel e zinco (in declino di oltre l'1,50% a Londra).

L'oro si deprezza dello 0,30% dopo il rally di settimana scorsa spinto proprio dall'indebolimento del dollaro.
A fine seduta il Nikkei 225 guadagna lo 0,68% (performance simile per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,64%). A Seoul, rimasta chiusa nelle ultime due sedute dell'ottava precedente, il Kospi segna una flessione dello 0,45% al termine delle contrattazioni.
A Sydney l'indice S&P/ASX 200 chiude con un progresso dello 0,32% in una seduta contrastata che vede i titoli petroliferi in recupero, quelli del settore minerario in decisa frenata e i finanziari a due velocità (Macquarie guadagna oltre il 3%). Da dimenticare, invece, la giornata di Shanghai e Shenzhen.

A circa un'ora dalla chiusura, infatti, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono oltre il 2,50% e il 2% rispettivamente mentre è di quasi il 3,50% il declino dello Shenzhen Composite. Non segue la performance delle piazze della Cina continentale invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in progresso di circa mezzo punto percentuale (intorno alla parità invece l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China).
(RR)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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