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lunedì 16 maggio 2016

Schiarite tra le nuvole


Riportiamo il "Macro Weekly", la settimana dei mercati a cura della divisione Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda con un commento che evidenzia i principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili "market movers" per questa se‎ttimana.

Eurozona: “Positivo ma non cambia il quadro”

Il Pil del 1° trimestre è cresciuto meno di quanto inizialmente stimato, anche se il recupero è stato il più veloce nel corso dell’ultimo anno.

Tra le cause: le performance della Germania e dell’Italia ma anche l’economia olandese. Le altre economie potrebbero essere meno dinamiche. Il contesto globale è sensibilmente peggiorato rispetto al 1° trimestre e l’incertezza è più elevata. Sulla base di PMI, produzione industriale e fiducia delle imprese, la crescita rallenterebbe nel 2° trimestre, in particolare per la debolezza dei paesi emergenti e per la diminuzione dei benefici derivanti dal petrolio e dall’Euro bassi nel periodo precedente.

Di fatto, la crescita sarà alimentata principalmente dai consumi privati e pubblici, che beneficiano di lievi aumenti dell'occupazione, aumenti salariali, bassa inflazione, bassi tassi di interesse e impatto delle spese per i profughi. Le divergenze emerse all’interno del blocco Euro sottolineano la sfida per la BCE, che deve stimolare la crescita non uniforme tra le 19 nazioni e rilanciare l’inflazione.
Due eventi spiccano in settimana: mercoledì l’inflazione (lettura finale) e giovedì la BE pubblicherà i verbali di aprile.

USA: “vendite in ripresa”

Don le finanze delle famiglie più sane, l’indebitamento ridotto e i maggiori risparmi, il consumatore sembrerebbe avere più mezzi per aumentare la spesa nonostante l’aumento dei prezzi della benzina e la moderazione della crescita di posti di lavoro.

Dopo un inizio 2016 deludente, questo aiuterà i profitti delle aziende. L’aumento delle vendite al dettaglio, della fiducia dei consumatori, nonché l’aumento del salario orario in aprile, obbligheranno la Fed a tenere ancora viva la possibilità di un rialzo tassi nei prossimi mesi.
D’altro canto il calo di alcuni indici (PMI, ISM), delle assunzioni mensili e l’aumento dei sussidi, daranno manforte alle “colombe” con un’impostazione ancora attendista.
Di fronte all’incertezza dell’economia, la FED rimane legata all’evoluzione dei dati macro.

La probabilità di un rialzo dei tassi a giugno è minima, in considerazione della vicinanza alla riunione del 15 giugno del referendum sulla Brexit (23 giugno). Questo mercoledì il verbale della FED dovrebbe segnalare che non si sente sufficientemente sicura per un aumento in tempi brevi, anche se è meno preoccupata per i rischi per l’economia.
L’inflazione (martedì) è prevista in leggero recupero. Giovedì parla il presidente della Fed di NY William Dudley (votante, colomba).

Cina: “dati misti”

La bilancia commerciale ravviva i timori per la salute dell’economia mentre l’inflazione indica una stabilizzazione che potrebbe continuare nel 2° trimestre.

L’attuale tendenza di crescita del credito rallenta sotto gli sforzi delle autorità per frenare la crescita del debito e affrontare i problemi strutturali dell’economia. La Banca Centrale è ora attendista nella valutazione degli effetti reali degli stimoli passati prima di deciderne altri eventuali ulteriori.

Brasile: “Dilma Roussef estromessa”

Il senato ha votato per l’impeachment della Presidente Dilma Rousseff.
Sarà il vice Michel Temer a svolgere la funzione di presidente. Le aspettative di impeachment sono state un driver positivo per il real brasiliano (BRL) negli ultimi mesi. Tuttavia, la rimozione della Rousseff non implica la fine delle enormi sfide economiche e politiche del paese.

India: “inflazione alta in attesa dei monsoni”

Inflazione sopra target della Banca Centrale accresce l’attenzione sulla stagione dei monsoni, cruciale per l’aumento dei raccolti che aiuterebbero a mantenere i costi del cibo sotto controllo.

La produzione industriale è in decelerazione. Il 7 giugno la BC dovrebbe mantenere i tassi invariati.

Giappone: “Bank of Japan in verifica sui tassi negativi”

Il credito bancario ad aprile è aumentato e il surplus delle partite correnti a marzo è al massimo da marzo 2007, complice la discesa delle importazioni di greggio.
Secondo il verbale di aprile della BoJ alcuni esponenti hanno evidenziato l’opportunità di allargare ulteriormente lo stimolo monetario, dovesse risultare necessario per centrare il target d’inflazione. Per essere in grado di valutare gli effetti dell’introduzione di tassi negativi è necessario più tempo: ad aprile è stato dunque deciso di non procedere con nuove misure.

Mercoledì il PIL 1° trimestre dovrebbe mostrare un modesto miglioramento.

Svezia: "inflazione vicina al target"

L’inflazione core di aprile vicina al target è in linea con le previsioni della Riksbank e riduce la probabilità di ulteriori allentamenti. La Riksbank rimarrà ferma alla prossima riunione di luglio e non si prevedono stimoli nel 2016.

Norvegia: “No taglio per ora, ma atteso più avanti”

Il PIL del 1° trimestre era più forte del consenso ma corretto per la crescita della produzione di elettricità più volatile, la crescita dell’economia era prossima allo zero come nel 4° trimestre.

Come previsto, la Norges Bank ha mantenuto i tassi invariati indicando che potrebbero essere ridotti ulteriormente nel 2016. E’ altamente probabile un taglio a settembre.

UK: “Boe avverte sul rischio Brexit”

La produzione industriale e il settore dei servizi segnalano che il 2° trimestre manterrà la decelerazione.
Come atteso, la Bank of England (BoE) ha mantenuto la politica monetaria invariata con un voto unanime, segnalando ancora una volta conseguenze negative per l’economia in caso di Brexit. In caso di non-Brexit invece, si attende un aumento dei tassi di interesse più veloce delle attese del mercato.

Sulla base delle indagini di aprile presso le imprese, la BoE ha tagliato la crescita del PIL 2016 al 2,0% dal 2,2% di febbraio, in linea con FMI. Anche il 2017 è stato abbassato dal 2,4% al 2,3%. Mercoledì si attende il rapporto di marzo sull’occupazione, che potrebbe mostrare i segni dell’incertezza che circonda il voto sulla Brexit.
L’inflazione (martedì) non dovrebbe cambiare.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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