-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 31 maggio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
To view the charts please add newsdesk@advfn.com to your contact list
FTSE MIB Euronext Dax perf S&P 500
Enable images to view FTSE MIB chart Enable images to view Euronext chart Enable images to view Dax perf chart Enable images to view S&P 500 chart
Cliccare sulle immagini per accedere ai grafici interattivi
Borsa Usa ferma per il “Memorial Day”
L’ultima chiusura disponibile è quella di venerdì scorso, quando i principali indici di New York hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,25%, l'S&P 500 lo 0,43% e il Nasdaq Composite lo 0,65%.
Nell'arco dell'ottava il Dow Jones ha registrato un progresso del 2,1%, l'S&P 500 del 2,3% e il Nasdaq Composite del 3,4%. Si è trattata della miglior settimana dal mese di marzo.
MERCATI ASIATICI
L’Asia riduce le perdite di maggio. Shanghai e Shenzhen vanno in rally (+3%)
In quella che è la quinta seduta consecutiva di guadagni per i mercati dell’Asia nel loro complesso, protagoniste assolute sono le piazze cinesi. Al termine della sessione mattutina Shanghai era in progresso del 2,40% ma avvicinandosi alla chiusura i guadagni sono persino aumentati: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti intorno al 3% di apprezzamento (soglia che invece è ampiamente superata dallo Shenzhen Composite). A spingere il rally sono state anche dichiarazioni di Goldman Sachs secondo cui sono salite al 70% (dal 50% indicato in aprile) le possibilità che i titoli cinesi vengano inseriti già in giugno negli indici globali stilati da Msci, che il mese scorso aveva elencato diversi ostacoli ancora in essere.
Tra questi, Pechino si starebbe impegnando per risolvere in particolare la questione dei titoli sospesi (311 società quotate non scambiano a Shanghai e Shenzhen, pari a circa il 10% del mercato nel suo complesso secondo Bloomberg). La scorsa settimana le società-mercato di Shanghai e Shenzhen avevano dichiarato che la sospensione dei titoli dovrebbe essere limitata a tre mesi in caso di significative ristrutturazioni e a un mese durante i private placement. Intanto l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna circa mezzo punto percentuale, ma il declino rimane intorno al 2% per l’intero mese di maggio. Tra i principali indici della regione, però, l’unico in negativo è quello di Sydney, le cui perdite iniziali erano legate alle performance di bancari, petroliferi e minerari. Settori che hanno poi recuperato nel corso della seduta, con l’eccezione dei petroliferi, nonostante il greggio si avvii a un guadagno superiore al 3% nel mese. L’S&P/ASX 200 segna una perdita dello 0,53% al termine delle contrattazioni (ma resta in progresso di quasi il 3% in maggio, terzo mese consecutivo di guadagni).
La seduta di Tokyo è stata contrastata con lo yen in modesto declino nei confronti della valuta Usa (il Bloomberg Dollar Spot Index, che misura il dollaro nei confronti delle 10 altre principali monete, è però in flessione marginale). A fine giornata il Nikkei 225 segna un guadagno dello 0,98% (sostanzialmente in linea la performance dell’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,01%). Sul fronte macroeconomico, la produzione industriale in Giappone è cresciuta a sorpresa in aprile (di appena lo 0,3% su base mensile rettificata ma contro il declino dell’1,5% atteso dagli economisti), mentre cala meno del previsto la spesa delle famiglie (il declino dello 0,4% su base annua è ampiamente inferiore al crollo del 5,3% di marzo e a quello dell’1,3% del consensus di Wall Street Journal e Nikkei).
In scia a Tokyo è positiva anche la seduta di Seoul: il Kospi segna infatti un progresso dello 0,82% al termine degli scambi. Non è vero e proprio rally ma guadagna significativamente Hong Kong: l’Hang Seng è in progresso infatti di circa l’1,30% (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, con guadagni intorno all’1,50%).

Bonus 25€ - Plus500

MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%. Sopra la parità il Ftse100 di Londra (+0,2%) e l'Ibex35 di Madrid (+0,05%). 
In Germania, l'Ufficio federale di statistica (Destatis) ha reso noto che nel mese di aprile le Vendite al Dettaglio hanno fatto segnare una flessione dello 0,9% su base mensile. Le attese erano fissate su un incremento dello 0,9%. Su base annuale e in termini reali l'indice e' invece cresciuto del 2,3% (consensus pari a +1,9%), dal +0,6% della rilevazione di marzo.
L'INSEE ha reso nota la stima preliminare dell'inflazione in Francia: l'indice dei Prezzi al Consumo e' cresciuto a maggio dello 0,4% rispetto ad aprile. Rispetto a maggio 2015 l'indice è tuttavia diminuito dello 0,1%, a causa del forte calo dei prezzi dell'energia e dei prodotti manifatturieri.
Sul fronte societario Volkswagen -2%. Il gruppo automobilistico prevede per il 2016 un calo dei ricavi del 5% e un margine operativo tra il 5% ed il 6% (nel primo trimestre è stato del 6,1%).
IG Group +3%. L'operatore di borsa ha annunciato che i risultati dell'esercizio chiuso lo scorso 31 maggio saranno leggermente superiori alle attese.
Air France-Klm -0,8%. La compagnia aerea ha comunicato di essere entrata in negoziati esclusivi con Hna Group per la vendita di un pacchetto azionario di Servair.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco mossa: Ftse Mib -0,04%. Bene Carige dopo cda su piano, balzano in avanti le small cap EEMS e Pininfarina
Il Ftse Mib segna -0,04%, il Ftse Italia All-Share -0,01%, il Ftse Italia Mid Cap +0,15%, il Ftse Italia Star +0,24%.
Mercati azionari europei poco mossi. DAX -0,2%, CAC 40 -0,2%, FTSE 100 +0,3%, IBEX 35 +0,1%. Future sugli indici azionari americani attualmente in rialzo dello 0,1-0,3 per cento. Le chiusure della seduta precedente (quella di venerdì, ieri giornata festiva) a Wall Street: S&P 500 +0,43%, Nasdaq Composite +0,65%, Dow Jones Industrial +0,25%.
Tokyo in verde con l'indice Nikkei 225 che chiude a +0,98%. Borse cinesi in netto rialzo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +3,35% circa, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna +1,4% circa. Euro in lieve flessione dai massimi della notte contro dollaro a 1,1155 ma ancora sopra il minimo da marzo a 1,1098 toccato ieri. EUR/USD al momento segna 1,1130 circa.
Mercati obbligazionari eurozona incerti. Il rendimento del Bund decennale sale di 1 bp a 0,19%, quello del BTP scende di 1 bp a 1,47%. Lo spread scende di 2 bp a 128. In rialzo a Milano CNH Industrial (+0,8%), debole Telecom Italia (-1,0%). Bancari poco mossi con l'indice FTSE Italia Banche a +0,02%. In flessione Banco Popolare (-0,7%), BPER (-1,0%), e BP Milano (-0,5%). molto bene Banca Carige (+3,2%) all'indomani del cda che ha approvato le “Linee guida del piano industriale e del piano a medio termine per il periodo 2016-2019” che verranno trasmesse alla Banca Centrale Europea e che saranno analiticamente sviluppate nel nuovo Business Plan entro il 30 Giugno 2016. 
EEMS (+15,84%, asta di volatilità) balza in avanti dopo che il cda ha approvato i dati dell'esercizio 2015. I ricavi sono saliti dai 18,3 milioni di euro del 2014 a 50,1 milioni, il risultato netto è passato da una perdita di 25,6 milioni a un utile di 42,5 milioni.
Pininfarina (+13,03%, asta di volatilità) in forte rialzo all'indomani dell'efficacia di Accordo e Piano di Risanamento e del definitivo passaggio della partecipazione di maggioranza da Pincar a Mahindra.

Bonus 25€ - Plus500

TITOLI DEL GIORNO
Prova di forza per A2A, sostenuta anche da Banca IMI che conferma la raccomandazione add e il target a 1,33 euro. L'utility lombarda ha concordato con i soci di Linea Group un’estensione di 50 giorni dei termini previsti dal contratto per il verificarsi delle condizioni sospensive. Tale estensione permette anche lo svolgimento delle attività necessarie al completamento dell’istruttoria antitrust nei confronti dell’operazione di concentrazione notificata da A2A in data 18 aprile per l’acquisizione del 51% del capitale di LGH, come dovuto in operazioni societarie di tali dimensioni. L’istruttoria è finalizzata a valutare possibili impatti concorrenziali in specifiche aree di attività svolte dalle due aziende. Da un punto di vista grafico il titolo ha inviato un segnale di forza significativo, gettando le basi, con il superamento di area 1,26 per il prolungamento della c orsa verso il massimo pluriennale di dicembre a 1,3670. Target successivo sui massimi del 2009/2010 a 1,45 circa. Lo scenario rialzista verrebbe invece minacciato da discese sotto i supporti a 1,16/1,17, prologo a un test di area 1,08, sostegni strategici nel medio periodo. Per chi volesse intervenire: comprare prudentemente il titolo con target a 1,3670, stop loss sotto 1,244. Per chi già detiene il titolo mantenere uno stop loss subito sotto 1,16, incrementare le posizioni sui livelli attuali per il test di 1,3670 e di 1,45.
Apertura di settimana in netto rialzo (2,8%) per FCA che termina la seduta a 6,395 euro. FCA e' stata coinvolta nei richiami di auto negli USA collegati agli airbag prodotti dalla giapponese Takata. Le vetture del gruppo implicate sono circa 4,3 milioni sul totale di oltre 11 milioni di veicoli coinvolti dai richiami. I costi di questa operazione sono tuttavia gia' stati inclusi negli accantonamenti di 761 milioni di euro inseriti nel quarto trimestre del 2015 per future compagne di richiami quindi ulteriori impatti sul conto economico per l'anno in corso dovrebbero essere moderati. Equita Sim ha confermato la raccomandazione "buy" per FCA con prezzo obiettivo a 10,9 euro. Equita conferma che i costi del richiamo dovrebbero gia' essere inclusi negli accantonamenti effettuati lo scorso anno. Della stessa idea Mediobanca Securities che conferma la raccomandazione "outperform" e il prezzo obiettivo di 10 euro sul titolo sostenendo c he la maggior parte dei costi dei richiami probabilmente sara' a carico del fornitore e quindi non ci sara' alcun impatto rilevante per FCA. La reazione ha permesso al titolo di avvicinare la resistenza critica dei 6,60 euro, dove transita la media mobile a 100 giorni. La rottura della media sarebbe un segnale di forza incoraggiante che necessiterebbe pero' della rottura a 7 euro della trend line ribassista disegnata dal top dello scorso ottobre per tramutarsi in una probabile inversione di trend in senso rialzista. In quel caso primo target a 7,435, top del 21 aprile e 50% di ritracciamento del ribasso dal picco di ottobre, e successivo a 8 euro circa, altro livello da considerare critico anche in ottica di medio periodo (fino a che gli 8 euro non saranno alle spalle il rialzo in atto dai minimi di febbraio non potra' essere considerato una vera e propria tendenza rialzista ma solo una correzione della precedente discesa). Solo sotto i 6 euro rischio di ripiegamenti di rilievo, targ et a 5,78, base del gap del 26 febbraio, poi a 5,07 euro. Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 6,60 per intervenire con target a 7,40 euro, stop loss sotto i 6 euro. Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto i 6 euro, incrementare oltre 6,60 per 7,40.
MolMed accelera al rialzo e supera gli ostacoli posizionati tra 0,35 e 0,36 euro. Il titolo ha messo nel mirino gli ostacoli a 0,40/0,4050, limiti oltre i quali verrebbe completato il potenziale testa e spalle rialzista in formazione da dicembre, con obiettivi a 0,48 (massimi allineati di settembre 2014 e aprile 2015) e 0,57, target ideale del T&S. Segnali di debolezza alla violazione del minimo del 10 maggio a 0,2855, prologo a un approfondimento sul record storico negativo a 0,2230 del 12 febbraio. Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 0,4050 per 0,48, stop sotto 0,35. Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 0,4050 per 0,48 e 0,57, ridurre sotto 0,2855 e uscire alla violazione di 0,2230.
DATI MACRO ATTESI 
Martedì 31 Maggio 2016
01:30 GIA Tasso di disoccupazione apr;
01:30 GIA Consumi apr;
01:50 GIA Produzione industriale prelim. apr;
08:00 GER Vendite al dettaglio apr;
08:45 FRA Inflazione prelim. mag;
09:55 GER Variazione n° disoccupati mag;
09:55 GER Tasso di disoccupazione mag;
10:00 EUR M3 dest. apr;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione apr;
10:30 ITA Considerazioni finali Governatore in Assemblea annuale Banca d'Italia;
11:00 EUR Inflazione flash mag;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione apr;
12:00 ITA PIL finale trim1;
14:30 USA Consumi apr;
14:30 USA Redditi personali apr;
15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller indice prezzi abitazioni mar;
15:45 USA Indice PMI (Chicago) mag;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) mag.

Bonus 25€ - Plus500

HEADLINES
Giappone: in aprile la produzione di auto crolla del 9,7%
Dopo il progresso registrato in marzo (il secondo negli ultimi 21 mesi), la produzione di automobili in Giappone è tornata a calare significativamente in aprile. Secondo quanto comunicato dalla Japan Automobile Manufacturers Association, infatti, il dato per il mese scorso segna un crollo annuo del 9,7% a 643.901 veicoli, dopo l’incremento dell’1,2% di marzo (e il declino del 6,9% in febbraio). La domanda interna è invece cresciuta dell’1,6% a 324.748 veicoli, dopo il crollo dell’8,6% in marzo (e il declino del 6,4% in febbraio). 
Giappone: ordinativi di costruzioni crollano del 16,9% in aprile
Dura poco la ripresa dell’edilizia nipponica. Secondo i dati diffusi dal ministero di Territorio, Infrastrutture, Trasporto e Turismo del Giappone, in aprile gli ordinativi di nuove costruzioni hanno infatti segnato un crollo su base annua del 16,9% dopo il balzo del 19,8% di marzo (e i netti declini del 12,4% in febbraio e del 13,8% in gennaio).
Giappone: accelera in aprile la crescita dei nuovi cantieri (+9% annuo)
In Giappone, secondo i dati diffusi dal ministero di Territorio, Infrastrutture, Trasporto e Turismo, i nuovi cantieri edili residenziali hanno segnato in aprile un balzo su base annuale del 9,0% accelerando la ripresa dopo l’8,4% di progresso registrato in marzo (e il 7,8% di febbraio). Il dato, che si confronta con il progresso del 3,5% atteso dagli economisti, è il migliore degli ultimi 10 mesi.
Giappone: disoccupazione in aprile stabile al 3,2%
In aprile il tasso di disoccupazione in Giappone, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, è rimasto invariato al 3,2% come atteso dagli economisti. Il dato si muove in una forchetta compresa tra 3,2% e 3,4% dal marzo 2015 con la sola eccezione di ottobre, quando era sceso al 3,1% (livello più basso dal 1995). Il job-to-applicant ratio (rapporto tra posizioni disponibili e richieste di lavoro) è cresciuto a 1,34 contro l’1,30 del consensus per una lettura invariata rispetto a marzo (in gennaio e febbraio si era attestato a 1,28). Si tratta della lettura migliore addirittura dal novembre 2011.
Giappone: produzione industriale cresce a sorpresa in aprile
Secondo mese consecutivo di progresso, e a sorpresa, per la produzione industriale del Giappone. Secondo la lettura preliminare diffusa dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, il dato segna infatti in aprile un incremento dello 0,3% su base mensile rettificata, ampiamente peggiore rispetto al 3,8% di marzo (in febbraio era crollata del 5,2%) ma contro il declino dell’1,5% atteso dagli economisti. Su base annuale, però, la produzione industriale è scivolata del 3,5% in aprile contro il declino dello 0,2% di marzo e quello dell’1,3% del consensus.
Austria: Pil accelera e cresce oltre le attese nel primo trimestre (+1,6% annuo)
Secondo quanto comunicato lunedì dall’Österreichisches Institut für Wirtschaftsforschung (Wifo, istituto austriaco di ricerca economica), il Pil di Vienna è cresciuto dello 0,8% su base sequenziale rettificata trimestralmente, contro lo 0,6% della stima preliminare pubblicata il 29 aprile e lo 0,3% d’incremento del quarto trimestre 2015. Il progresso non rettificato è stato dello 0,5% anche in questo caso migliorato rispetto allo 0,4% preliminare. Su base annuale la crescita del Pil dell’Austria è stata dell’1,6% nel primo trimestre, contro l’1% dell’ultimo periodo dello scorso anno e rivista al rialzo dall’1,3% preliminare.

ADVFN III

Nessun commento:

Posta un commento