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giovedì 26 maggio 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
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Borsa Usa: seconda seduta consecutiva positiva
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta (la seconda consecutiva) in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,82%, l'S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq Composite lo 0,7%. Wall Street ha beneficiato del recupero del prezzo del petrolio e delle aspettative di di un miglioramento dell'economia. Nel mese di aprile la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 57,5 miliardi di dollari, in crescita rispetto al disavanzo di 57,1 mld del mese precedente risultando però inferiore ai 60,1 miliardi attesi dagli economisti.
L'Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) è cresciuto dello 0,7% nel mese di marzo, superiore alle attese degli addetti ai lavori fissate su un incremento dello 0,4% e in crescita dal +0,5% rilevato a febbraio. Su base annuale l'indice è salito del 6,1% dal 5,6% della rilevazione precedente.
Markit Economics ha comunicato la stima flash di maggio dell'indice PMI dei Servizi: la lettura si e' attestata a 51,2 punti in calo rispetto a quella del mese precedente, pari al 52,8 punti, e ben al di sotto della media di lungo periodo pari a 55,6 punti. La lettura odierna evidenzia poi il livello più basso di fiducia delle imprese da sei anni e mezzo.
Sul fronte societario in evidenza il comparto bancario e quello energetico. Tra i singoli titoli Tiffany +0,08% . Il gruppo del lusso ha chiuso il primo trimestre con ricavi e utili in calo. Il giro d'affari è sceso a 891,3 milioni di dollari da 962,4 milioni dello stesso periodo di un anno prima mentre i profitti sono diminuiti a 87,5 milioni (0,69 dollari per azione) da 104,9 milioni. Le vendite a parità di negozi sono calate del 9%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,68 dollari su ricavi per 917,1 milioni e vendite in calo del 4,8%. Per l'intero esercizio Tiffany stima una diminuzione dell'utile per azione attorno al 5% contro il -1,8% indicato dal consensus.
Express -8,42%. La catena di negozi di abbigliamento ha abbassato le stime sull'utile per azione adjusted per l'esercizio in corso a 1,41-1,54 dollari da 1,56-1,71 dollari della precedente guidance. Per il trimestre in corso l'Eps è atteso tra 0,15 e 0,19 dollari contro i 29 centesimi indicati dal consensus. Nel primo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,25 dollari nella parte bassa della guidance (0,25-0,28 dollari). Peggio del previsto anche il giro d'affari, cresciuto dello 0,1% a 502,9 milioni contro i 521 milioni indicati dal consensus.
Hewlett Packard Enterprise +6,77%. La società nata dallo spin-off di Hewlett Packard ha comunicato che separerà il business dei servizi (mantenendo quindi solo quello hardware, relativo prevalentemente ai server) e lo fonderà con Computer Sciences (+42,16%), creando un colosso da 26 miliardi di dollari di ricavi. In seguito al deal, definito tax free, agli azionisti di Hp Enterprise andranno complessivamente 8,5 miliardi di dollari, compreso il 50% del capitale della nuova società e 1,5 miliardi in dividendi. Alibaba -6,89%. Il colosso e-commerce cinese è finito nel mirino della Sec per presunte irregolarità contabili.
MERCATI ASIATICI
Shanghai e Shenzhen appesantiscono i mercati asiatici. Tokyo e Sydney in positivo
Seduta contrastata sui mercati asiatici, nonostante il rally del Brent, tornato per la prima volta dallo scorso novembre sopra quota 50 dollari al barile. A deprimere i corsi sono soprattutto i timori sulla tenuta dell’economia di Pechino e non a caso sono proprio i listini cinesi a spingere al ribasso l’intera regione. L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è sostanzialmente piatto dopo il balzo dell’1,2% registrato mercoledì dai minimi delle ultime 12 settimane di martedì. A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono entrambi intorno allo 0,40% mentre è di circa lo 0,70% la flessione dello Shenzhen Composite. Più moderto il declino di Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in negativo ma poco sotto la parità (performance leggermente peggiore per l’Hang Seng China Enterprises Index< /b>, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno allo 0,30%).
dollaro 

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MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità, crolla Banco Popular 
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,15% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%. In controtendenza l'Ibex35 di Madrid (-0,7%)
Il Pil della Spagna nel primo trimestre è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, in linea con le attese e con la precedente rilevazione. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è cresciuto del 3,4%, in linea con le attese.
Sul fronte societario acquisti sul comparto legato alle risorse di base mentre perde terreno il settore bancario.
Tra i singoli titoli ArcelorMittal +3%. Secondo il Financial Times, l'Unione europea avrebbe messo in guardia la Cina su possibile nuove misure anti-dumping sui prezzi dell'acciaio cinese importato in Europa. 
Nn Group -0,5%. La società olandese, nata dallo spin-off di attività assicurative e di asset management di Ing Groep, ha comunicato che nel primo trimestre l’utile operativo è rimasto sostanzialmente invariato a 305 milioni di euro. Gli asset in gestione sono cresciuti nei tre mesi allo scorso 31 marzo da 187 a 190 miliardi di euro ma il loro risultato operativo è crollato del 20% a 29 milioni di euro. Nn Group ha parallelamente annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
Banco Popular -25%. La banca spagnola ha annunciato un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro attraverso l'emissione di 2 miliardi di nuove azioni a 1,25 euro.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in rosso: Ftse Mib -0,45%. Bancari in ritracciamento, bene Telecom e petroliferi
Il Ftse Mib segna -0,45%, il Ftse Italia All-Share -0,38%, il Ftse Italia Mid Cap -0,07%, il Ftse Italia Star +0,07%.
Mercati azionari europei in lieve rialzo. DAX +0,2%, CAC 40 +0,1%, FTSE 100 +0,1%, IBEX 35 -0,8%.
Future sugli indici azionari americani attualmente in parità. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,70%, Nasdaq Composite +0,70%, Dow Jones Industrial +0,82%. Tokyo poco mossa con l'indice Nikkei 225 che chiude a +0,09%.
Borse cinesi stabili: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,16% circa, l'indice Hang Seng di Hong Kong al momento è invariato.
Euro in recupero dal minimo da metà marzo contro dollaro a 1,1129 toccato ieri. EUR/USD al momento segna 1,1170 circa.
Mercati obbligazionari eurozona poco mossi. Il rendimento del Bund decennale è stabile allo 0,17%, quello del BTP scende di 1 bp all'1,43%. Lo spread scende di 1 bp a 126. Bancari in ritracciamento dopo due sedute in forte rialzo. L'indice FTSE Italia Banche segna -2,5% circa.
Sotto pressione Banco Popolare (-5%), UBI Banca (-5%), UniCredit (-3,8%), BP Milano (-3,8%). Standard & Poor's ha confermato i rating di UniCredit SpA a 'BBB-' a lungo termine e ad 'A3' a breve termine, l’outlook rimane stabile.
In rialzo Telecom Italia (+2,5%). Ieri il cda della Cdp ha avviato trattative in esclusiva con Enel (invariata) per la cessione di una quota di maggioranza di Metroweb, preferendo l'offerta della società elettrica a quella (di pari valore) proposta da Telecom. Nell'assemblea di ieri l'a.d. Flavio Cattaneo ha affermato che il nuovo piano industriale conterrà novità sul fronte dei ricavi e ha aperto alla possibilità di una collaborazione con Enel nella rete a banda ultralarga.
Positivi i petroliferi in scia al rally del greggio che tocca i massimi da ottobre/novembre. Il future sul Brent si spinge fin sui 50,25 $/barile, quello sul WTI i 49,97 $/barile. In rialzo Tenaris (+1,8%), Eni (+0,7%), Saipem (+0,9%).

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TITOLI DEL GIORNO
Azimut scalda i motori. Il titolo prolunga il rimbalzo di martedì nel tentativo di scrollarsi di dosso le paure derivanti dalla brusca discesa che all’inizio di maggio ha ricondotto le quotazioni sui supporti in area 18/18,30. La tenuta di questi livelli, a metà strada tra il 50% e il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di febbraio, rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente a riportare fiducia negli acquisti. Una stabilizzazione dei prezzi al di sopra di area 19,50 permetterebbe invece di considerare quella attuale una fase di accumulazione necessaria per sostenere un nuovo allungo verso area 21 e più in alto fino a 22,43. Sotto area 18 scatterebbero invece nuovi segnali ribassisti per obiettivi negativi in area 15. Per chi volesse comprare il titolo: intervenire sui livelli attuali con stop sotto 19,50 per obiettivi a 21 e 22,43 euro. Per chi già detiene il t itolo: mantenere uno stop a 18,30, incrementare sui livelli attuali per il target a 22,43 euro.
BP Milano e Banco Popolare in forte rialzo mercoledi' all'indomani della decisione del consiglio di gestione della prima e del cda della seconda di approvare il progetto di fusione. Il concambio portera' il Banco Popolare ad avere il 54,626% del nuovo gruppo dopo la fusione e Bpm ad avere il 45,374%. Entro 90 giorni arrivera' l'autorizzazione a procedere della Bce, a ottobre le assemblee delle due banche metteranno in atto l'operazione che dara' vita alla terza banca italiana dal nome Banco BPM S.p.A.. In particolare BP Milano e' salita mercoledi' fino a 0,5535 euro dopo aver terminato la seduta di martedi' a 0,508 euro. La reazione si e' avviata dopo che i prezzi avevano testato il 23 maggio con i minimi di quota 0,4855 i massimi del 16 gennaio 2014. Il rimbalzo e' sicuramente incoraggiante ma per il momento ritraccia solo una porzione della discesa subita dal picco del 28 aprile a 0,6855 euro. La rottura decisa del massimo del 16 maggio a 0,5525 sarebbe un primo segnale di forza, da confermare poi oltre la media mobile a 20 giorni a 0,563 circa. Al di sopra di quella target a 0,63 euro, linea che scende dal top di meta' gennaio, e a 0,6855. Sotto area 0,49 invece il rimbalzo verrebbe negato e si aprirebbe il rischio di cali verso 0,44 euro almeno. In termini di forza relativa rispetto a Banco Popolare al momento BP Milano risulta essere vincente ed e' probabile che questa condizione di sovraperformance continui anche in futuro. Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 0,5525 confermata in chiusura di seduta per intervenire con target a 0,63 euro, stop loss sotto 0,52. Per chi gia' detiene il titolo mantenere le posizioni con target a 0,63 euro e stop loss sotto 0,49 euro.
Sogefi accelera al rialzo e si avvicina al recente massimo a 1,7040 euro, limite oltre il quale i prezzi potrebbero attaccare il picco di inizio marzo a 1,78. L'eventuale superamento di questo ultimo riferimento determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione da febbraio, con primo obiettivo a 1,90, lato alto del canale ribassista in forza da marzo 2015, e successivi a 2,15 e 2,35. Indicazioni ribassiste alla violazione di 1,46/1,48, minimo dell'altro ieri e ex resistenze di aprile. In tal caso probabili approfondimenti verso 1,38 ed eventualmente 1,26/1,28, minimi allineati di febbraio/aprile. Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 1,78 per 1,90, stop sotto 1,70. Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,90 per 2,15 e 2,35, ridurre sotto 1,46 e uscire alla violazione di 1,26.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 26 Maggio 2016
GIA Riunione G7;
09:00 SPA PIL (finale) trim1;
10:00 ITA Vendite al dettaglio mar;
10:30 GB PIL (2a stima) trim1;
11:00 ITA Indice salari contrattuali apr;
11:15 USA Intervento Bullard (Fed);
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Ordini beni durevoli (prelim.) apr;
16:00 USA Indice Pending Home Sales (mercato immobiliare residenziale) apr;
18:00 USA Intervento Powell (Fed).

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HEADLINES
Telecom Italia: Metroweb va ad Enel
In rialzo Telecom Italia. Ieri il cda della Cdp ha avviato trattative in esclusiva con Enel per la cessione di una quota di maggioranza di Metroweb, preferendo l'offerta della società elettrica a quella (di pari valore) proposta da Telecom.
Spagna: Pil 1T, confermata la stima preliminare +0,8% t/t, +3,4% a/a
Continua a migliorare l'economia spagnola nel primo trimestre. Il Pil è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, in linea con le attese e con la precedente rilevazione. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è cresciuto del 3,4%, in linea con le attese.
Giappone: indice Reuters Tankan crolla da 10 a 2 punti in maggio
Dopo il progresso registrato in aprile per la fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone, maggio porta un nuovo declino. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan, è infatti crollato in maggio a 2 punti da 10 punti di aprile (6 punti in marzo), a causa soprattutto dell’impatto del rafforzamento dello yen sull’export dei settori di automotive, elettronica e macchinari di precisione. Il sondaggio, condotto tra 510 aziende giapponesi medio-grandi (in un periodo che va dal 9 al 23 maggio), prevede comunque un ritorno a 5 punti in agosto. Il Reuters Tankan nel settore dei servizi è invece calato a 19 punti da 23 punti di aprile (24 in marzo), ed è atteso a un ulteriore scivolamento fino a 18 punti nei prossimi tre mesi.
Petrolio: Brent sopra 50 dollari al barile per la prima volta da novembre
Dopo avere guadagnato il 2,9% nelle precedenti due sedute, i future sul Brent a Londra hanno toccato un progresso dello 0,80% segnando il prezzo più elevato in intraday dal 4 novembre scorso e superando per la prima volta da quella data quota 50 dollari al barile. Dietro alla positiva performance il declino delle scorte Usa di 4,23 milioni di barili la scorsa settimana, contro il calo di 2 milioni previsto, e la produzione in Nigeria scivolata ai minimi di 20 anni a causa dei recenti attacchi terroristici.
Per Citigroup 425 mln $ di sanzioni su manipolazione tassi d’interesse benchmark
Citigroup ha patteggiato con la U.S. Commodity Futures Trading Commission su accuse di avere tentato di manipolare diversi tassi d’interesse benchmark (tra cui quelli di Londra e Tokyo) in un periodo compreso tra 2007 e 2012. Il colosso bancario Usa, che non ha ammesso né negato responsabilità, pagherà complessivamente 425 milioni di dollari di sanzioni. Citigroup aveva chiuso in progresso del 2,35% la seduta di mercoledì a Wall Street.
Us Foods prezza l’Ipo a Wall Street e raccoglie 1,02 mld $
Us Foods Holdings, tra le maggiori aziende private in Usa (vanta un giro d’affari di oltre 20 miliardi di dollari), ha prezzato a 23 dollari per azione, contro una forchetta prevista di 21-24 dollari, la sua Ipo a Wall Street. Il secondo maggiore distributore alimentare Usa (nel 2014 la quota di mercato era del 9%) ha piazzato sul mercato 44,4 milioni di titoli per una raccolta di 1,02 miliardi di dollari, nella seconda maggiore Ipo quest’anno per Wall Street dopo quella di Mgm Growth Properties che ha raccolto 1,23 miliardi di dollari in aprile. La scorsa estate Sysco Corporation aveva archiviato l’acquisizione da 3,5 miliardi di dollari di Us Foods, annunciata nel dicembre 2013, dopo che il giudice distrettuale di Washington Amit Mehta aveva emesso un’ingiunzione preliminare che di fatto bloccava il deal, dando ragione alla Federal Trade Commission che nel febbraio 2015 aveva presentato una causa con l’ob iettivo di impedire la fusione considerata lesiva della concorrenza nel settore della distribuzione alimentare. Us Foods scambierà al Nyse con il ticker USFD.
ADVFN III

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